Healthcare

#nonseisolo: la tua foto ci parla di te. Scatta, invia, condividi. parliamone. Progetto di supporto psicosociale legato all’emergenza Covid-19 con la partecipazione di Saatchi & Saatchi a supporto dell’iniziativa.

Il Servizio di Psicologia Clinica Ospedaliera della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS dà il via ad un progetto di fotografia, a scopo espressivo e terapeutico, destinato a tutti i pazienti in cura presso il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, ed ai loro familiari.

Il progetto, si chiama EmozZOOM: metti a fuoco le emozioni, ed è una delle proposte all’interno del contenitore #Nonseisolo, che racchiude una serie di iniziative del Servizio psicologico destinate a pazienti ed operatori e nate a sostegno dell’emergenza sanitaria Covid-19. In questo caso, ‘#nonseisolo: la tua foto ci parla di te’ vuole contenere storie di vita, condividere emozioni, raccogliere testimonianze.

“L’emergenza sanitaria, sociale e psicologica generata dal virus Covid-19 ha caratteristiche peculiari poiché non appare confinata entro una cornice temporale definita né determinabile”, spiega nella nota la Dr.ssa Simonetta Ferretti, coordinatrice del Servizio, “tale condizione non ci consente di collocarci, a breve termine, al di fuori di un’area di allarme che ci restituisca sicurezza e fiducia. Le continue informazioni che riceviamo spesso aumentano la percezione del rischio e regolano, insieme ad altri fattori, cognitivi e personologici, la risposta emotiva individuale”.

Attraverso la narrazione fotografica, possiamo dunque avvicinarci non solo alla possibilità di elaborare una ri-significazione dell’evento ma ad una diversa dimensione di condivisione e socialità, considerati fattori protettivi verso il rischio di stress collegato ad eventi a forte impatto emotivo. In questi giorni stiamo assistendo ad una rivoluzione della socialità: le piattaforme on line, i social ed i mezzi tecnologici – fino ad oggi spesso considerati ostacoli alla relazionalità ed al rapporto umano – sono gli unici mezzi che permettono di mantenere attivi i rapporti personali, affettivi e lavorativi.

“Utilizziamo immagini, fotografie, hashtag, stories… e gli attribuiamo significati simbolici che contribuiscono all’espressione delle nostre emozioni, come ponti che ci tengono legati agli altri così come a parti di noi”, aggiunge la Dr.ssa Stefania Carnevale, psicoterapeuta del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. “In questa cornice la fotografia può diventare un sentiero privilegiato per condurre le emozioni dal mondo interno a quello all’esterno, utilizzando l’obiettivo come un potente filtro che riproietta fuori da sé le emozioni, consentendo così di riconoscerle e narrarle come primo livello elaborativo”. Fotografare è anche un processo psicologico: aumenta la conoscenza di se stessi, la consapevolezza sugli eventi, sulle risorse personali e della comunità.

Il progetto, in collaborazione con il fotografo Fabio Massimo Aceto, – fotografo professionista e docente di Cinema e Produzione alla Scuola Cine-Tv Rossellini di Roma – e con SAATCHI & SAATCHI (Gruppo Publicis), raccoglierà attraverso le immagini inviate dai pazienti del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e dai loro familiari – ma con possibilità di partecipazione anche per operatori e cittadini nonché di minori, purché con liberatoria firmata dai genitori – le emozioni, i vissuti, le speranze, i timori, i bisogni e le riflessioni legate al difficile momento che stiamo attraversando.

Dr.ssa Letizia Lafuenti, psicoterapeuta del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, commenta: “ll potere espressivo delle immagini, e la possibilità di catturare un istante e caricarlo, in quel preciso momento, di un significato unico e soggettivo, di un pensiero e di un emozione che un attimo dopo non saranno più gli stessi, fa diventare quell’immagine una potentissima proiezione del proprio inconscio utile a raggiungere due principali obiettivi: la condivisione di emozioni emergenti con la possibilità di creare uno sguardo condiviso di narrazione e, più a lungo termine, l’opportunità di utilizzare il materiale fotografico prodotto come mediatore artistico in interventi psicologici e psicoterapeutici individuali e/o di gruppo finalizzati alla prevenzione e trattamento dello stress post traumatico”.

Ferretti: Ci teniamo a chiarire che questo progetto non intende sostituire altre forme di intervento psicologico in setting clinico, che siano già in atto o necessarie nel momento attuale, ma si pone piuttosto come integrazione anche a percorsi già in essere”.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita. Il tema delle fotografie è liberamente declinabile in base all’interpretazione soggettiva. Nella realizzazione delle immagini non sono richieste specifiche competenze tecniche o strumentazioni professionali.

Gli scatti possono essere inviati attraverso il sito: www.nonseisolo.eu (alla pagina Invia la tua foto) e saranno visionati e valutati da un gruppo di esperti composto da Letizia Lafuenti e Stefania Carnevale, dal fotografo Fabio Massimo Aceto e da un team creativo Saatchi & Saatchi composto da Manuel Musilli (Direttore Creativo), Ignazio Morello (Direttore Creativo Associato) e Leonardo Cotti (Direttore Creativo Associato). Gli scatti saranno valutati non su base tecnica ma, piuttosto, per la potenza comunicativa ed espressiva che sono in grado di veicolare rispetto alla tematica proposta. Il lavoro di tutti i professionisti coinvolti è a titolo gratuito.

Con uno o più degli scatti selezionati, Saatchi & Saatchi realizzerà una comunicazione no profit per veicolare il messaggio di forza e di speranza che l’Italia e gli ‘taliani tutti stanno mettendo in campo.

www.nonseisolo.eu

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