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L’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo e TBWA\Italia danno il via alla campagna informativa per sostenere un ritorno a un giornalismo responsabile e costruttivo

Partirà giovedì 4 novembre, dalle ore 8.30, presso l’edicola di C.so San Gottardo 21 a Milano, l’iniziativa di lancio della campagna L’informazione può essere pericolosa. Al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioniorganizzata dall’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo e TBWAItalia (GRUPPO TBWAITALIA), ideatrice del progetto.

L’edicola sarà interamente allestita con armi finte, invece dei tradizionali prodotti editoriali, proprio per simboleggiare la potenza e la forza dei media, soprattutto in questa epoca di fake news e di utilizzo massivo dei social network per reperire informazioni, che con la pandemia ha generato ansia e paura facendo emergere tutti i tratti di vulnerabilità del sistema delle notizie.

L’obiettivo dell’iniziativa è di sensibilizzare l’intera filiera dell’informazione, riportando al centro i valori e la missione dei media, quali garanti di una informazione vera, corretta e approfondita, spiega la nota.

Presso l’edicola verranno distribuiti volantini informativi e verrà lanciata una petizione indirizzata al nuovo presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, alla neopresidente della RAI Marinella Soldi, al nuovo Ad RAI Carlo Fuortes, al presidente della FIEG, la Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti, e a tutti gli editori e direttori delle emittenti radio-televisive e di testate giornalistiche. La petizione ha l’obiettivo di chiedere di adottare un nuovo approccio nel comunicare le notizie, ovvero in modo meno drammatico, più equilibrato, più rappresentativo della realtà. 

“Molte grandi testate giornalistiche oltre confine – dichiara nella nota Silvio Malvolti, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo – incluse diverse tv di Stato nord-europee, hanno compreso ormai da diversi anni l’importanza di adottare un approccio più oggettivo, allargando lo sguardo oltre i problemi, raccontando anche le soluzioni cambiando radicalmente la narrazione delle notizie. In altre parole, hanno scelto un giornalismo più costruttivo, più rispettoso nei confronti dei loro utenti, riconquistando la fiducia e l’audience persa in decenni di cattiva informazione”. (Fonte: Engaging News Project, Annette  Strauss  Institute  for  Civic  Life,  University  of  Texas).

“Come comunicatori, sentiamo e abbiamo il dovere di contribuire alle cause importanti della nostra società: è una delle grandi possibilità del nostro lavoro e noi di TBWA siamo in prima linea con tutte le nostre energie, ogni volta che c’è l’occasione di farlo – aggiunge Mirco Pagano, Chief Creative Officer TBWAItalia -. Per questo abbiamo fatto nostra la causa dell’Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, affinché nessuno si ritrovi vittima di ansia e paura, causate spesso da una cattiva informazione. Conosciamo bene il potere delle parole e crediamo che dare visibilità a un problema così importante, ma così latente, possa contribuire a migliorare la visione del mondo in cui viviamo e in cui vogliamo continuare a sperare”.

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