Londra, è polemica sulla scultura in onore di Mary Wollstonecraft, madre del femminismo. Un omaggio ‘nudo’ all’autrice britannica del XVIII secolo e attivista per i diritti delle donne. Voi come la pensate? Nudità come libertà o nudità come strumentalizzazione del corpo femminile?  

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Nella capitale britannica è stata dedicata una statua all’autrice, pensatrice e intellettuale che nel XVIII difendeva i diritti delle donne tanto da essere considerata la madre del femminismo. Ma la scultura in bronzo argentato dell’artista Maggi Hambling, come avrete letto, ha suscitato non poche polemiche per averla raffigurata senza vestiti e in molti si sono chiesti il perché inondando la rete di commenti negativi. La campagna per la raccolta fondi per realizzarla era durata 10 anni, tanto che c’è chi considera la polemica in atto sinergica allo scopo di riportare agli onori della cronaca Mary Wollstonecraft, dai più dimenticata.

La statua che rappresenta l’autrice de ‘La Rivendicazione dei diritti della donna’ (A Vindication of the Rights of Woman, 1792) è infatti nuda. Il giorno dopo l’inaugurazione il monumento è stato coperto con una maglietta sulla quale era impressa la scritta ‘donna’. La scultrice ha dichiarato a The Evening Standard che “Mary è tutte le donne e che un vestito l’avrebbe limitata”.

Qual è la vostra opinione in merito? La nudità femminile è sinonimo di libertà o piuttosto strumentalizzazione? E poi, nell’era dei social, per far ricordare valgono più scandali e polemiche che conoscenza, formazione e informazione? 

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