Dopo tre anni di percorso AI-First, WEBSOLUTE DIGITAL AGENCIES GROUP ha ripensato processi, prodotti e servizi, integrando strumenti come websolute.ai e AI Content Machine. In questa intervista, il Co-founder, VP of AI & Innovation Claudio Tonti spiega come l’AI sia diventata infrastruttura operativa, amplificando la strategia umana e permettendo all’agenzia di guidare la crescita reale dei clienti.
Il 2025 si chiude con un’accelerazione evidente sul fronte dell’intelligenza artificiale. Guardando a Websolute, quali risultati e quali scelte strategiche hanno davvero segnato l’anno appena concluso?
Il 2025 è stato il terzo anno di un percorso iniziato nel 2023, quando abbiamo scelto di diventare AI-First. Non è stata una decisione tattica, è stata una scelta di posizionamento radicale. Il primo anno l’abbiamo investito in ricerca e sviluppo puro – sperimentazione, test, fallimenti. Il secondo anno abbiamo creato case reali su clienti reali e sviluppato prodotti concreti come websolute.ai, la nostra platform di orchestrazione AI. Il 2025 è stato l’anno del pivot completo: processi interni, organizzazione, prodotti – tutto ripensato AI-First, a tutti i livelli. Negli ultimi mesi abbiamo presentato anche AI Content Machine, la piattaforma enterprise per l’automazione e la scalabilità dei contenuti.
I risultati tangibili? Abbiamo portato importanti aziende del settore logistico e manifatturiero, assicurativo e dei servizi a implementare sistemi di AI Agentica per supportare il proprio personale e/o clienti e partners su temi come HR, customer care, IT, vendite ed eCommerce. Il risultato più gratificante è vedere i cambiamenti interni: oggi ogni persona dei diversi team usa l’AI come estensione naturale delle proprie competenze e questo continua progressivamente a espandersi e potenziarsi.
La scelta strategica che ha fatto davvero la differenza è stata quella di anticipare. Tre anni fa l’AI era hype, oggi è infrastruttura. Noi siamo pronti.
Vi definite un’AI-First Digital Agency, ma sottolineate che l’AI non sostituisce la strategia umana: dove si gioca oggi, secondo voi, l’equilibrio tra automazione, visione e risultati concreti?
L’equilibrio si gioca sulla regia. L’AI può fare moltissimo – analisi, esecuzione, scalabilità – ma la guida, la vision, la strategia, la direzione della fotografia, la regia: quello resta umano. E deve restarlo, perché sono scelte. Per definizione, devono essere di qualcuno. Un punto di vista. È puro design, design di idee, di processi, di brand o di software e il design non è un processo democratico, non si fa per comitato, è la scelta di chi ha una visione di dove vuole arrivare.
Il nostro ruolo è esattamente questo: essere quelli che intermediano tra l’azienda, quello che desidera e quello che funziona. Il brand, il marketing, le piattaforme, sono decisioni che richiedono competenza, sensibilità, coraggio, punto di vista. L’AI amplifica, esegue, scala. Ma la direzione siamo noi.
Il nostro approccio AI-First si applica a tutti i nostri servizi, dal Brand al Marketing, dalle Platforms all’AI Transformation. Non è un servizio separato, è il DNA con cui affrontiamo ogni progetto. Content Machine, per esempio, non sostituisce la creatività: libera i team dalle attività ripetitive permettendogli di concentrarsi sul valore aggiunto. La piattaforma genera contenuti rispettando glossari, tono di voce e regole aziendali, ma la strategia editoriale, il posizionamento, l’identità del brand, quella la definiamo noi insieme al cliente.
Oggi il valore sta nel saper orchestrare sistemi complessi mantenendo una visione strategica nitida. Non basta avere gli strumenti, devi sapere dove puntarli.
All’AI Festival avete portato il tema degli Agentic Websites e del rischio di disintermediazione nell’AI-mediated web. Quanto questo scenario sta già influenzando il modo in cui i brand devono ripensare il controllo dell’esperienza digitale?
È già qui, non è uno scenario futuro. Nel momento in cui un utente chiede a un AI agent consigli su un prodotto, un servizio, una categoria merceologica, quel brand ha perso il controllo della narrazione. Il sito web non è più la destinazione, è diventato una fonte tra le tante. L’esperienza non è più diretta, è mediata.
Gli Agentic Websites sono la nostra risposta a questa disintermediazione: siti che non aspettano passivamente di essere visitati, ma che dialogano attivamente con gli AI agent. Che forniscono informazioni strutturate, semanticamente ricche, strategicamente controllate. Se domani il 40-50% delle interazioni sarà mediato da AI, devi assicurarti che quando un LLM risponde a una domanda sul tuo settore, la tua voce sia presente, autorevole, prioritaria.
Non puoi più pensare solo in termini di SEO tradizionale o user experience classica. Devi costruire per essere ‘AI-ready’: contenuti strutturati, markup semantico avanzato, API aperte per gli agent. I brand che non ripenseranno la propria presenza digitale in questa ottica e nell’ottica di dare esperienze di brand AI-driven, costruendo la propria Brand AI, rischiano la disintermediazione completa.
Ed è qui che il nostro servizio di AI Transformation diventa cruciale: guidare le aziende nella transizione verso l’intelligenza artificiale generativa, non solo implementando tecnologie ma ripensando processi, touchpoint, modalità di interazione con il mercato.
‘Vision to Growth’ è il vostro posizionamento: cosa significa oggi, in un mercato sempre più complesso, trasformare una visione in crescita reale e misurabile per le aziende?
Vision to Growth è il passaggio da quello che immagini a quello che funziona. È prendere un’idea ambiziosa, una visione di dove vuoi arrivare come brand, e costruirci intorno un’architettura concreta che genera risultati misurabili.
L’AI-First per noi significa questo: amplificare le capacità delle persone per raggiungere risultati efficaci in modi che prima erano impossibili, e risultati prima impossibili in modi ora efficienti. Non è solo velocità, è cambio di paradigma. Significa concentrarsi su ciò che conta davvero: la tua visione, i tuoi obiettivi, i tuoi risultati.
Il punto è che la crescita senza vision è cieca, e la vision senza execution è sterile. Noi operiamo su entrambi i livelli. Ti aiutiamo a definire dove vuoi andare – identità, posizionamento, strategia – e poi costruiamo i sistemi per arrivarci: piattaforme digitali intelligenti progettate per crescere con te, strategie di marketing amplificati dall’AI, trasformazione organizzativa e operativa attraverso l’adozione intelligente dell’AI. Dalla consulenza strategica all’implementazione enterprise, rendiamo l’AI parte del DNA aziendale.
websolute.ai e Content Machine sono esempi concreti di questa filosofia: strumenti che ottimizzano processi, riducono tempi di produzione da settimane a ore, garantiscono coerenza cross-canale e multilingua, ma sempre guidati da una strategia chiara. Ogni touchpoint è pensato, ogni dato è tracciato, ogni risultato è misurabile.
In un mercato complesso, vince chi ha una bussola chiara e gli strumenti giusti per seguirla. Noi forniamo entrambe le cose.
Guardando al 2026, quali saranno le priorità per Websolute – in termini di approccio, competenze e modelli di collaborazione – e che tipo di evoluzione immaginate per il ruolo delle agenzie digitali?
Per il 2026 abbiamo tre priorità nette.
Primo: consolidare websolute.ai e Content Machine come platform per l’orchestrazione AI anche per altre realtà partners, scalando le soluzioni che abbiamo sviluppato.
Secondo: portare sul mercato i primi progetti concreti di Agentic Websites, espandendo le nostre referenze su AI voice agents e interfacce UX conversazionali.
Terzo: portare sul mercato il nostro nuovo modello di implementazione, generative development. Un modello che mixa Agile e Generative dev per rendere realizzabili i tantissimi progetti e le idee che le aziende ci propongono quando ci contattano. Libri dei sogni fino a ieri, risultati raggiungibili oggi, grazie a questi nuovi approcci.
Sul fronte competenze, stiamo investendo sulla parte consulenziale di AI Transformation per accompagnare sempre più clienti su progetti di adozione progressiva della AI.
L’evoluzione delle agenzie? Chi non diventa AI company con sensibilità strategica scomparirà. Il modello ‘creatività + esecuzione’ è morto. Il nuovo modello è ‘Strategia + AI Capabilities Platforms + service integration’. Le agenzie diventeranno sempre più implementatori, integratori di sistemi, di ecosistemi, di servizi supportati da AI nell’execution, o moriranno schiacciate tra big tech e freelance AI-powered.
Noi stiamo lavorando per essere nel primo gruppo. Non venditori di progetti, ma architetti di trasformazioni. Partner che guidano le aziende nella transizione, dalla consulenza strategica all’implementazione concreta, rendendo l’AI parte del loro DNA operativo e competitivo.
di Monica Gianotti