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Da Dry a Damp, gennaio cambia volto e le vendite di alcol tornano a crescere

dry january, waitrose

Il panorama dei consumi di bevande alcoliche nel Regno Unito è cambiato radicalmente negli ultimi cinque anni. Se a gennaio 2022 le vendite di birre, vini e spirits risultavano in media inferiori del 42% rispetto agli altri mesi dell’anno, a gennaio 2026 il calo si è ridotto a circa il 25%, segnando una chiara evoluzione verso un approccio più equilibrato al consumo.

A confermare il trend è quello che i retailer hanno già ribattezzato Damp Monday: all’inizio di gennaio, le vendite di birra, vino e superalcolici sono cresciute dell’11% rispetto alla settimana precedente, decretando di fatto la fine anticipata della tradizionale flessione post-festiva. Quest’anno, infatti, il cosiddetto January slump si è concluso già il 12 gennaio, quando i consumatori hanno ricominciato a inserire bevande alcoliche nei loro carrelli.

Il fenomeno segna un evidente ammorbidimento del Dry January, sostituito da un più flessibile ‘Damp January’, che punta alla moderazione piuttosto che all’astinenza totale. Un cambiamento che si riflette anche nelle performance di categoria: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le vendite di vino argentino sono aumentate del 25%, mentre quelle di vino cileno hanno registrato un +27%.

L’interesse dei consumatori è confermato anche dalle ricerche online. Su Waitrose.com, le query ‘Argentinian wine” sono cresciute del 300% anno su anno, mentre “red wine” ha segnato un +63% e “Chilean wine” un +18%.

La moderazione diventa routine

Secondo Pierpaolo Petrassi, Head of Beers, Wines & Spirits MW, il cambiamento riflette un’evoluzione culturale più ampia: “I clienti si stanno allontanando da un approccio ‘tutto o niente’ e preferiscono una moderazione più consapevole. Oggi un Cabernet argentino premium può convivere perfettamente accanto a distillati analcolici di alta gamma, dimostrando che il consumatore moderno privilegia gusto, qualità e socialità rispetto al semplice effetto dell’alcol”.

Petrassi sottolinea inoltre come il boom del no e low del 2022 sia stato fortemente influenzato dal cosiddetto pandemic reset e dalla diffusione mainstream del movimento sober curious: “Il 2026 è invece l’anno dello stile di vita: bere meno, ma meglio, come parte di un approccio equilibrato e continuativo durante tutto l’anno”.

I dati di inizio 2026 supportano questa lettura: se il 58% del pubblico britannico dichiara di voler ridurre il consumo di alcol, circa il 31% ha scelto un Damp January” preferendo limitare le quantità piuttosto che rinunciare del tutto.