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The Kid LAROI diventa ‘The Man’ (e poi addirittura novantenne) per Uber Eats

Con la piattaforma globale 'Get Almost, Almost Anything', Uber Eats firma in Australia uno dei capitoli più ironici del format: la giovane popstar chiede rispetto, ordina un nuovo nome e si ritrova a fare i conti con le conseguenze. Firma creativa di Special

Puoi ordinare la cena, la spesa, un rimedio dell’ultimo minuto. Ma puoi ordinare anche una nuova identità? È da questa domanda volutamente assurda che prende forma il nuovo capitolo australiano di ‘Get Almost, Almost Anything’, la piattaforma globale di Uber Eats che da anni costruisce la propria narrazione attorno a una promessa tanto ampia quanto ironica: “puoi ottenere quasi, quasi tutto. Ma non proprio tutto”.

Protagonista è The Kid LAROI, superstar globale nominata ai GRAMMY, che nella campagna decide di affrontare un problema di percezione: nonostante il successo planetario, fatica a essere preso sul serio.

La storia

In una boardroom elegante e minimalista, i manager della sua etichetta discutono del suo futuro mentre lui viene interrotto e ignorato. “Stanno parlando i grandi”, è il sottotesto. Frustrato, si affida all’unico luogo dove sembra possibile risolvere qualsiasi necessità quotidiana: l’app Uber Eats. Digita una richiesta diretta e surreale – ‘New Name’ – e pochi istanti dopo il suono del campanello annuncia la consegna. All’interno, un certificato di cambio nome.

Nasce così The Man LAROI. Grazie a un lavoro esteso di prostetica, l’artista non semplicemente ‘cresce’, invecchia. E quando rientra nella sala riunioni, l’atmosfera cambia. La gravitas che prima gli era negata ora è tutta lì, sul suo volto più maturo. Il rispetto è servito. Ma l’effetto collaterale non si ferma. L’invecchiamento accelera fino a spingerlo in una versione novantenne di sé stesso, mentre tenta di mantenere il ritmo di una vita da superstar.

La parabola si muove sul filo dell’assurdo e diventa una riflessione ironica sulla cultura della convenience contemporanea: se possiamo avere tutto e subito, fin dove siamo disposti a spingerci? Il messaggio è chiaro: Uber Eats può aiutare con la spesa, gli essential, i piccoli imprevisti dell’ultimo minuto. Ma alcune cose restano fuori menu. E l’invecchiamento non è tra le opzioni accelerabili.

Firma creativa e pianificazione multicanale

Firmata dall’agenzia Special Australia e diretta da Steve Ayson per 3&7, la campagna si inserisce in una lunga tradizione di celebrity che hanno abbracciato l’assurdo per raccontare l’ampiezza dell’offerta Uber Eats. Nel roster figurano, tra gli altri, Cher, Kris e Kendall Jenner, Tom Felton, Nicola Coughlan, Jason Alexander, Jim Courier, Pat Rafter e Andy Murray.

Il film hero da 60″ è affiancato da formati 30″ e 15″ e da una pianificazione multicanale su TV, BVOD, OLV, YouTube, Meta, Snapchat, TikTok e digital audio.

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