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Non sono affatto ‘analogici’, né tantomeno estranei all’innovazione. I senior italiani mostrano un livello di familiarità con il digitale più alto di quanto spesso raccontato, tra uso quotidiano dei social, acquisti online e prime sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Eppure, accanto a questa apertura, emerge una preoccupazione diffusa: quella di restare indietro, esclusi da servizi e opportunità in un contesto sempre più guidato dalla tecnologia.
È questo il quadro che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno ‘Longevity & Silver Economy: digitale e innovazione per un mondo in cui vivere a lungo’. Uno degli oltre 50 differenti filoni di ricerca degli Osservatori Digital Innovation della POLIMI School of Management che affrontano tutti i temi chiave dell’Innovazione Digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.
Superare gli stereotipi e ripensare il sistema
“L’invecchiamento della popolazione è un trend strutturale che richiede visione strategica e senso di urgenza. Occorre ripensare sin da oggi politiche, prodotti e servizi orientandoli ad una società della longevità”, afferma nella nota Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy . “Occorre superare una visione negativa e assistenzialista. Le generazioni più mature non sono solo fasce deboli da tutelare, ma anche motore produttivo, patrimonio culturale ed economico. I ‘senior’ oggi non solo rappresentano la fascia che detiene gran parte della ricchezza del Paese, ma sono una risorsa per la tenuta delle reti sociali, sono portatori di capacità etiche, di innovazione, di saper fare necessarie per affrontare le nuove sfide sociali ed economiche. In questo senso, la transizione demografica impone nuove chiavi di lettura, per analizzare e connettere dimensioni come la longevità e l’innovazione in modo sempre più intrecciato”.
“Il digitale non è più facoltativo: è una delle chiavi per governare la trasformazione demografica e trasformare la longevità in una risorsa”, spiega Emanuele Lettieri, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy. “Se ben impiegate, le tecnologie digitali possono sostenere il benessere dei cittadini senior, rafforzarne l’autonomia, contrastare l’isolamento e valorizzare il loro ruolo nella società. Tutto questo a una condizione: progettare il digitale insieme agli utilizzatori senior e investire seriamente nelle loro competenze digitali, senza le quali l’innovazione resta una promessa non mantenuta”.
Senior e strumenti digitali
I social media sono utilizzati dal 71% degli over 55, emergendo tra gli strumenti e i canali digitali più presenti nella vita di tutti i giorni. Nella fascia 55-64 anni la quota raggiunge l’89%, scende al 76% tra i 65-74enni e si attesta al 45% tra gli over 75. Il 43% degli over 55 acquista online (e il 35% lo fa in autonomia), sebbene l’esperienza in negozio sia ancora privilegiata, in particolare dalle donne over 65. Il 67% dei senior italiani conosce la Generative AI e il 34% l’ha già utilizzata, con ChatGPT come strumento privilegiato.
Gli over 55 che vivono con i figli tendono a utilizzarla di più (63%), suggerendo come la prossimità intergenerazionale possa facilitare conoscenza, sperimentazione e adozione di nuove tecnologie. Tra coloro che utilizzano strumenti di AI, le motivazioni principali riguardano la possibilità di accedere al servizio in qualsiasi momento (47%) e la rapidità di risposta (38%).
La crescente diffusione degli strumenti digitali rende importante il possesso di competenze per il loro utilizzo, sia tecniche che soft skill, come curiosità, pensiero critico e consapevolezza dei rischi. Una quota significativa di senior dichiara di possedere le competenze necessarie in diversi ambiti: il 59% nelle app di messaggistica, il 53% nelle ricerche online, il 43% nell’utilizzo di e-mail, il 37% nei pagamenti online e il 23% nell’utilizzo di strumenti come Word o Excel.
Le variabili che maggiormente influenzano il livello di competenza dichiarato sono l’età e il livello di istruzione. Il 50% sei senior però teme di poter essere svantaggiato o addirittura escluso da servizi essenziali se non riuscirà a restare al passo con l’innovazione; il 72% che le tecnologie digitali possano generare isolamento sociale e la stessa quota teme che diventi difficile distinguere contenuti autentici da quelli prodotti dall’AI.
“Questi dati restituiscono un’immagine diversa da quella che spesso accompagna il dibattito pubblico di senior non digitalizzati”, continua Deborah De Cesare, Direttrice dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy. “Trascurare la crescente apertura verso il digitale rischia di rafforzare stereotipi e forme di digital ageism che non trovano riscontro nella realtà, rischiando di far perdere opportunità di inclusione e crescita del nostro Paese. Per abilitare con successo la Silver Economy, serve progettare una trasformazione digitale più efficace e inclusiva, che tenga conto dei bisogni dei senior, valorizzandone l’eterogeneità. Il binomio longevità-digitale può essere un potente motore generativo di valore, se progettato con approccio davvero inclusivo”.

Bisogni e servizi innovativi
L’Osservatorio Longevity & Silver Economy ha sviluppato un modello in cinque macroaree che identificano i principali gruppi di bisogni in una società caratterizzata da un aumento della longevità. Il modello prende in considerazione diversi ambiti, dalla salute e il benessere all’autonomia e sicurezza, dalla gestione delle risorse economiche alle relazioni sociali, fino alle opportunità di partecipazione attiva alla società.
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Salute, assistenza e benessere
Nella macroarea ‘salute, assistenza e benessere’ ci sono i bisogni di cura della salute fisica e mentale, di prevenzione delle malattie e di gestione della fragilità. In questo contesto, i programmi di prevenzione personalizzata costituiscono una delle declinazioni più rilevanti: il 19% dei cittadini italiani over 55 a oggi dichiara di averne preso parte. La diffusione di strumenti digitali per i bisogni di salute è ancora contenuta nella popolazione over 55, ma più significativa per chi convive con condizioni croniche che incidono sulla quotidianità e per cui l’impatto sulla qualità della vita è potenzialmente maggiore.
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Sicurezza, autonomia e accessibilità
Nell’area ‘sicurezza, autonomia e accessibilità’ rientrano i bisogni di sicurezza e indipendenza in casa e all’esterno, oltre alla possibilità di accedere a spazi, strumenti e servizi, anche digitali. E in questo l’innovazione digitale è leva abilitante per sostenere sicurezza e indipendenza. I sistemi di domotica sono diffusi tra il 10% degli over 55, ma l’adozione è più elevata tra chi ha figli che vivono lontano da casa.
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Finanza e patrimonio
Nell’ambito ‘finanza e patrimonio’ rientrano i bisogni di gestione consapevole, sicura e sostenibile delle risorse economiche e patrimoniali, nella quotidianità e nel lungo periodo. L’innovazione si orienta verso strumenti per ridefinire la tutela del capitale e la gestione del rischio in un orizzonte di vita più lungo. Il 13% degli over 55 si avvale di un consulente finanziario a supporto della gestione dei risparmi e tra chi non vi ricorre prevale la convinzione di saper gestire autonomamente le proprie decisioni (55%) e la percezione di costi eccessivi rispetto ai benefici (25%). Il 7% dei senior aderisce a forme di previdenza complementare, soprattutto 55-64enni. Solo il 2% partecipa a percorsi di formazione finanziaria, evidenziando come una parte dei bisogni sia latente o non pienamente strutturata.
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Realizzazione ed espressione personale
Nella macroarea ‘realizzazione ed espressione personale’ rientrano i bisogni di autorealizzarsi, mettendo in campo competenze, interessi e motivazioni anche nelle fasi mature della vita. Dal censimento dei progetti dei soggetti pubblici e del terzo settore emergono soprattutto iniziative per la formazione continua, partecipazione culturale e valorizzazione del contributo attivo dei senior nella comunità (il 73% del totale). In questo ambito rientra anche il tema della partecipazione al lavoro per coloro sono ancora in attività. La pensione è vissuta soprattutto come fase di riscoperta personale: il 45% la associa alla possibilità di dedicarsi alle proprie passioni e il 20% alla cura dei propri cari. Una quota più contenuta, in presenza di condizioni e incentivi adeguati, avrebbe proseguito a lavorare.
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Relazioni e inclusione sociale
Nell’ambito ‘relazioni e inclusione sociale’, ci sono i bisogni di mantenere e rinnovare nel tempo i legami familiari e comunitari, prevenendo solitudine e marginalità, favorendo la partecipazione alla vita collettiva. Una quota consistente delle iniziative dedicate alla longevità di Pubbliche Amministrazioni e terzo settore si concentrano sulla ricostruzione di reti sociali e sulla partecipazione attiva (58%). I progetti riguardano soprattutto interventi per contrastare l’isolamento sociale (predittore di future fragilità), attraverso spazi di aggregazione e laboratori in gruppo.
Progettare per la longevità
“I cambiamenti in atto per effetto dell’evoluzione demografica richiedono di valutare quanto l’offerta di prodotti e servizi nella Silver Economy sia effettivamente allineata ai bisogni emergenti, per identificare gap attuali e opportunità di sviluppo”, conclude Giuseppe Andreoni, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy. “Partendo dall’analisi di quali sono le principali esigenze dei senior è possibile orientarsi verso la progettazione di soluzioni più efficaci e inclusive, pienamente allineate ai bisogni reali di questa fascia di popolazione e integrate in servizi a elevata usabilità ed accessibilità”.
Partner dell’edizione 2025
L’edizione 2025 dell’Osservatorio Longevity & Silver Economy della POLIMI School of Management è stata realizzata in collaborazione con Banca Mediolanum, MDConcierge, Poste Italiane, TVConnect.io; Indosuez Wealth Management, Residenze del Sole – Gruppo Anteo, Yourease