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Rai, la sfida di Rossi: “Più che una Tv, siamo il motore dell’immaginario italiano”

L'Ad della tv pubblica è intervenuto al dibattito organizzato a Roma dalla SPES Academy dal titolo 'Servizio Pubblico. Le nuove sfide'
Giampaolo Rossi AD, Rai

Non è solo una questione di palinsesti, ma di identità nazionale e avanguardia tecnologica. Al centro del dibattito organizzato dalla SPES Academy, dal titolo ‘Servizio Pubblico. Le nuove sfide’, l’Ad Rai Giampaolo Rossi, intervistato da Mario Ajello, giornalista de Il Messaggero, ha tracciato la rotta della tv di Stato rivendicandone il ruolo centrale: “Siamo un pilastro del modello di Servizio Pubblico e continuiamo a operare con impegno in un mercato che sta cambiando pelle”.

Il cuore della sua riflessione parte dall’innovazione. “Stiamo vivendo un’accelerazione tecnologica che ridefinisce non solo i mezzi, ma il modo stesso in cui costruiamo l’immaginario collettivo. La tecnologia non è un elemento neutrale, specialmente nei media”, ha avvertito.

Il polmone dell’industria audiovisiva

Senza la Rai, secondo Rossi, l’industria audiovisiva italiana semplicemente non esisterebbe. Grazie alle risorse pubbliche, l’azienda sostiene un intero comparto, trasformandosi in una fucina di talenti e in un volano per l’export culturale: “La fiction italiana è un’eccellenza mondiale di cui siamo orgogliosi. Il nostro compito fondamentale resta raccontare l’Italia agli italiani e al resto del mondo, attraverso un’informazione plurale, capillare e autorevole”.

La sfida della Digital Media Company

Il futuro ha un nome preciso: RaiPlay. La piattaforma è stata definita da Rossi come una vera roccaforte tecnologica e un caso di studio a livello europeo. Con un catalogo di titoli che doppia quello della BBC, la Rai punta a trasformarsi definitivamente in una Digital Media Company capace di intercettare i più giovani. “Non è vero che i ragazzi non guardano la tv,” ha spiegato, “semplicemente lo fanno su altre piattaforme. Ed è lì che dobbiamo essere presenti, con ricadute dirette anche sul mercato pubblicitario”.

I nuovi contratti

Un passaggio fondamentale è stato dedicato alla gestione interna, con il rinnovo contrattuale per gli oltre 9.000 quadri dell’azienda. Un atto definito come un obbligo morale verso chi rappresenta il motore trainante della Rai. “Siamo intervenuti con tempi certi, ascoltando i sindacati con grande senso di responsabilità”, ha confermato.