AI Tech Data

Pubblicità in ChatGPT: la visibilità si può comprare, la rilevanza no. L’analisi di Incubeta

L’introduzione degli annunci negli ambienti di intelligenza artificiale apre nuove opportunità per i brand, ma non cambia le regole fondamentali della credibilità e della fiducia
Incubeta, ChatGPT ads

OpenAI ha annunciato l’avvio dei primi test pubblicitari all’interno di ChatGPT, inizialmente sui piani Free e sul nuovo livello ‘Go’. Si tratta di un passaggio significativo perché, per la prima volta, la pubblicità entra direttamente in una delle interfacce di intelligenza artificiale più utilizzate al mondo, affiancando risposte, raccomandazioni e processi decisionali degli utenti.

L’annuncio solleva una domanda cruciale per il mondo del marketing: l’AI diventerà un sistema esclusivamente ‘pay-to-play’? Secondo INCUBETA, la risposta è più complessa di un semplice sì o no.

La pubblicità può influenzare la visibilità, ma non determina la rilevanza. I contenuti sponsorizzati possono incidere su quali brand vengono mostrati tra le opzioni disponibili, ma non stabiliscono quali marchi l’AI considera credibili, pertinenti o appropriati da raccomandare.

“La pubblicità può comprare visibilità negli ambienti AI, ma non può comprare legittimità. La rilevanza deve esistere prima che il denaro entri in gioco” (Paul Ruscoe, VP of Marketing Intelligence, Incubeta Americas).

La rilevanza viene prima della monetizzazione

Negli ambienti basati su Large Language Model, l’idoneità di un brand precede qualsiasi logica di monetizzazione. Per poter comparire in una risposta, un marchio deve essere già riconosciuto dal sistema come un’opzione valida. Questa riconoscibilità non nasce dalla pubblicità, ma da fattori strutturali come familiarità, utilizzo reale, fiducia e scala.

La pubblicità può amplificare ciò che è già rilevante, ma non può creare credibilità dal nulla. Se un brand non è considerato appropriato in un determinato contesto o categoria, non esiste alcuno spazio reale per l’attivazione a pagamento.

“L’AI non appiattisce i mercati: li riflette. I brand che emergono sono quelli che il mercato sa già riconoscere” (Paul Ruscoe, VP of Marketing Intelligence, Incubeta Americas).

Di conseguenza, la pubblicità negli ambienti AI tende a rafforzare le dinamiche di mercato esistenti più che a rivoluzionarle. I brand più consolidati beneficiano non solo della capacità di investimento, ma anche della fiducia già sedimentata sia nelle persone sia nei sistemi algoritmici.

La disponibilità algoritmica come nuova variabile strategica

Per i marketer emerge una nuova priorità: la disponibilità algoritmica. La domanda non è più soltanto quanto un brand sia disposto a investire, ma se il sistema sia disposto a considerarlo un’opzione quando viene formulata una richiesta.

“Nella scoperta mediata dall’AI, la prima domanda non è quanto sei disposto a pagare, ma se il sistema ti considera un’opzione” (Paul Ruscoe, VP of Marketing Intelligence, Incubeta Americas).

La visibilità negli ambienti AI dipende dalla capacità di un brand di costruire nel tempo familiarità, fiducia e utilizzo, prima ancora di attivare investimenti pubblicitari.

L’AI si comporta come la search, non come il brand media

Gli LLM intercettano un intento esplicito e comprimono scoperta e raccomandazione in un’unica risposta, avvicinandosi più al comportamento della search che a quello dei brand media.

Per questo motivo, la pubblicità negli ambienti AI dovrebbe essere interpretata
come un’estensione dell’ecosistema search. Il rischio, soprattutto in una fase iniziale, è che questi investimenti vengano finanziati sottraendo risorse al brand, indebolendo proprio le basi che rendono un brand riconoscibile e recuperabile dagli algoritmi.

Il rischio di confondere visibilità ed efficacia

Le piattaforme AI offriranno metriche, dashboard e segnali che ricordano la search, creando una forte percezione di controllo e misurabilità. Questo rende l’investimento più facile da giustificare internamente, soprattutto in contesti di pressione sui budget. Il rischio è che questa apparente misurabilità eroda proprio gli investimenti che alimentano l’AI stessa.

“Ciò che sembra misurabile è spesso ciò che viene finanziato, anche quando non è ciò che crea le condizioni per la crescita futura” (Paul Ruscoe, VP of Marketing Intelligence, Incubeta Americas).

Investire nel brand resta infatti il presupposto fondamentale per essere riconosciuti dai sistemi poiché le attivazioni AI non sostituiscono questi effetti, ma ne dipendono direttamente.

Un’estensione della search, non una scorciatoia

L’introduzione della pubblicità in ChatGPT non cambia il modo in cui l’AI determina la rilevanza, ma introduce un costo per l’opportunità di essere visibili. Essere presenti in una risposta non equivale a influenzare una decisione, soprattutto quando il processo di selezione è già avvenuto a monte.

Per Incubeta, la pubblicità negli ambienti AI va letta come un’estensione dell’ecosistema search, non come una scorciatoia che ne aggira le fondamenta. La sua efficacia dipenderà interamente dalla solidità di ciò che la sostiene: familiarità di marca, fiducia, utilizzo reale e una strategia integrata che connetta canali, dati e team nel tempo.