Performing Futures, l’incontro svoltosi ieri 12 gennaio e promosso da MoveOn Dance Hub e Fattotia Vittadini alla Fabbrica del Vapore di Milano, non ha voluto essere un semplice evento di presentazione, ma un atto politico e culturale, nella volontà di mettere a sistema ciò che spesso resta frammentato. Formazione, produzione, accesso al mercato, visione artistica e sostenibilità professionale. Perché il futuro delle arti performative non può reggersi sull’eccezione, deve potersi fondare su strutture solide, porose, capaci di generare continuità. Il tutto trovando messa a terra nel progetto di partnership tra MoveOn e Fattoria Vittadini, per accompagnare giovani danzatori e danzatrici dal percorso formativo all’ingresso reale nel mondo del lavoro. Non solo affinando il linguaggio artistico, ma fornendo strumenti concreti per fare della danza un mestiere.
Dalla formazione al mercato: una filiera possibile
Residenze artistiche, micro-produzioni, workshop, inserimenti nelle produzioni Fattoria Vittadini, un accompagnamento professionale che rilancia la danza come pratica viva, che si misura con l’oggi e con il mercato, senza perdere complessità. Un mercato che non è dato una volta per tutte, ma che va costruito, educato, abitato. In questa prospettiva, la Fabbrica del Vapore diventa più di una sede, è una casa condivisa, un luogo di contaminazione dove accademia e compagnia dialogano quotidianamente. Una sorta di ‘teatro del futuro’, che conserva la dimensione artigianale della creazione ma guarda a nuovi orizzonti, nuovi pubblici, nuove forme di fruizione.
Performance come linguaggio di comunicazione
Uno dei messaggi più forti emersi da Performing Futures è che oggi la performance di danza è un linguaggio trasversale. Non parla solo agli appassionati o agli addetti ai lavori, entra nei contesti della moda, della comunicazione, degli eventi, del cinema, degli spazi museali sempre più interessati ad attirare nuovi pubblici nel sodalizio con l’effimero. Una performance può vestire alla perfezione non solo uno spettacolo teatrale, ma anche uno spot, un evento in biblioteca, un intervento in un parco, una convention aziendale, una cerimonia istituzionale. Può essere grande o piccola, ma deve essere sempre riconosciuta come lavoro professionale, da tutelare e remunerare.
Corpi diversi, sguardi nuovi
La danza, in questa visione, è anche uno strumento potente di educazione alla diversità. Corpi differenti che condividono lo spazio scenico diventano un atto politico, una dichiarazione di possibilità. Senza giudizio, senza gerarchie, senza semplificazioni. Non esiste un’unica strada artistica legittima: la danza può essere concettuale o più vicina ai linguaggi commerciali, senza che questo implichi una perdita di valore. Cambiano i percorsi, non la dignità del lavoro artistico.
Milano come laboratorio culturale
Milano emerge come città-laboratorio, capace di farsi portavoce di una ricchezza culturale che non deve restare concentrata, ma diffondersi. Un luogo dove istituzioni, compagnie, accademie e operatori possono dialogare e costruire strategie comuni. Un modello che guarda lontano, come dimostrano i progetti futuri di MoveOn e Fattoria Vittadini: dalla partecipazione alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina, alle produzioni teatrali nazionali, fino a una presenza sempre più capillare sul territorio.
L’evento e i relatori
Performing Futures: una serata pubblica articolata tra performance, interventi brevi in formato mini-TEDx
Interventi istituzionali
- Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura – Comune di Milano
- Veruska Mandelli, Assessora alla Cultura – Municipio 8
Relatori e contributi
- Mattia Agatiello, cofondatore e presidente di Fattoria Vittadini, coreografo
- Antonella Bruno, CEO & Founder MoveOn Dance Hub Milano
- Valentina Tosoni, giornalista e podcaster
- Elisa Guzzo Vaccarino, critica e storica della danza
- Enrico Coffetti, Presidente e Direttore artistico Cro.Me
- Valentina Nucera, Direttrice ITS Academy Cremona
- Luisella Carnelli, Senior Researcher – Fondazione Fitzcarraldo
Performance
- Frammenti – a cura dei docenti di Performing Academy
- The Shade of Absence – di Chiara Ameglio per Fattoria Vittadini / Reload
Ne abbiamo parlato con Antonella Bruno, CEO & Founder MoveOn Dance Hub Milano, e Mattia Agatiello, cofondatore e presidente di Fattoria Vittadini, coreografo.