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Non solo borghi: la Liguria ‘degli Anelli’ punta su dati, interoperabilità e AI per il turismo del futuro

Alla BIT 2026 presentata una una visione che integra infrastrutture fisiche e piattaforme digitali evolute. Se 'Liguria degli Anelli' connette costa ed entroterra, il DMO Index Italia 2026 evidenzia le criticità tecnologiche del comparto nazionale
Lombardi, Avegno, Battaglini e Pisa
Da sx, Lombardi, Avegno, Battaglini e Pisa

“La Regione Liguria si affiderà principalmente alla propria Agenzia Regionale per la promozione turistica per il marketing territoriale”, ci ha confermato questa mattina alla BIT 2026 l’assessore al Turismo della Regione Luca Lombardi, a latere della presentazione del progetto ‘Liguria degli Anelli’ e del DMO Index Italia 2026. “L’approccio sarà corale: si prevede infatti il coinvolgimento delle singole DMO (Destination Management Organization), che potranno lanciare iniziative individuali, strettamente coordinate e coerenti con la linea comunicativa regionale”.

Uno sguardo a Sanremo

Sebbene al momento la Regione utilizzi i propri strumenti interni, l’Assessore non ha escluso la possibilità di avvalersi di agenzie esterne in futuro, a seconda delle necessità specifiche dei piani di comunicazione. Per quanto riguarda le attività pratiche, la promozione sfrutterà un mix multicanale che include sia campagne digitali che video. Il primo banco di prova per queste attività sarà immediato: la Regione ha infatti pianificato una presenza comunicativa importante già durante il prossimo Festival di Sanremo.

“Pur essendo la gestione dell’evento di competenza del Comune di Sanremo e non direttamente della Regione, l’ente segue con attenzione la manifestazione, che genera un indotto economico stimato in circa 250 milioni di euro per il territorio”, ha ribadito l’assessore, evitando di entrare nella querelle RAI-Mediaset.

 ‘Liguria degli anelli’, una rete modulare e flessibile

Il progetto Liguria degli Anelli non è solo una rete escursionistica da 400 chilometri che ricuce la costa con le zone interne, ma rappresenta un cambio di paradigma nel modo di governare il prodotto turistico. Si tratta di una infrastruttura pensata per essere modulare e flessibile, capace di parlare sia al cicloturista esperto che al camminatore della domenica, valorizzando borghi meno noti attraverso la filosofia del turismo lento.

“Con questo progetto la Liguria sceglie di essere laboratorio di innovazione, mettendo in campo un modello replicabile orientato al futuro”, ha sottolineato Lombardi. “Accanto a questo lavoro sul territorio, la Regione Liguria ha scelto di avviare un percorso parallelo di trasformazione digitale, in grado di valorizzare questi prodotti”.

Sul fronte tecnologico, la Regione ha presentato un nuovo ecosistema digitale che si ispira ai più avanzati modelli di destinazione europei. Non si parla solo di un semplice sito web, ma di un’architettura basata sull’interoperabilità, che permette ai sistemi regionali di dialogare fluidamente con il Tourism Digital Hub nazionale e con lo spazio europeo dei dati. Questo garantisce che l’esperienza del visitatore sia supportata da informazioni certificate e mappe interattive in ogni fase del viaggio, dalla pianificazione alla visita sul campo.

“Questo impianto non è solo una soluzione tecnologica”, ha spiegato Riccardo Battaglini, Direttore centrale business e servizi di Liguria Digitale, “ma un modello di gestione basato su tre principi fondamentali: l’interoperabilità, per permettere ai sistemi regionali, nazionali ed europei di comunicare tra loro, la qualità dei dati, per garantire informazioni affidabili e trasparenti, la sicurezza e la possibilità di crescere nel tempo, così da accompagnare l’evoluzione dei servizi”.

“Dal punto di vista dell’esperienza, il modello di riferimento è quello delle principali piattaforme europee di destinazione”, ha precisato Iacopo Avegno, direttore generale Turismo, Marketing territoriale e Sistemi Informativi della Regione Liguria, “contenuti strutturati, mappe interattive, informazioni affidabili sui percorsi, suggerimenti tematici e strumenti digitali che supportano il viaggio prima, durante e dopo la visita”.

Dal DMO Index arriva una spinta verso l’innovazione

A dare concretezza a questa visione ci sono i numeri del DMO Index Italia 2026, una fotografia tecnica che misura quanto le organizzazioni turistiche siano pronte alla sfida digitale. Nonostante il turismo pesi per il 13% sul nostro PIL nazionale, l’analisi rivela margini di miglioramento enormi: pensate che oltre la metà degli enti analizzati non rispetta ancora i criteri di accessibilità web e solo una minima parte ha integrato l’intelligenza artificiale nei propri processi.

“La sfida lanciata dalla Liguria è proprio questa: colmare questo gap tecnico per trasformare il nostro naturale vantaggio competitivo in una vera leadership digitale e sostenibile”, ha concluso Alessio Riva, Amministratore Delegato Instilla, che ha cooperato con la Regione per mettere a terra una quantità sterminata di dati, purtroppo spesso non coerenti e non omogenei. “Guardando alle tecnologie del futuro, rileviamo che l’Intelligenza Artificiale è ancora una risorsa quasi del tutto inesplorata, con appena il 3% delle DMO che ha integrato assistenti virtuali per personalizzare l’esperienza del viaggiatore. Anche sul fronte dell’accessibilità i dati sono allarmanti, poiché quasi la metà dei requisiti normativi globali non viene rispettata”.

di Massimo Bolchi