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To Be All Group lancia Dolly, creative company italiana per la GenAI

La neonata realtà punta a esplorare le possibilità della Generative AI nella creatività visiva, unendo tecnologia, talento e direzione artistica
30 anni Villaggi Bravo

To Be All Group, ecosistema italiano fondato da Matteo Altieri e Carlo Bertani, presenta Dolly, la prima Creative Company nazionale – così si legge in una nota – interamente dedicata all’intelligenza artificiale generativa applicata alla creatività visiva.

L’azienda nasce con l’obiettivo di trasformare idee ed emozioni in immagini, storie e contenuti culturali, unendo direzione creativa, estetica e tecnologia. Attraverso la Generative AI, interpretata come strumento espressivo guidato dalla creatività umana, la nuova creative company costruisce un linguaggio visivo contemporaneo integrando tecniche tradizionali e innovative.

L’intelligenza artificiale come amplificatore creativo

L’approccio di Dolly unisce sensibilità cinematografica e competenza tecnica, con un focus su idea, direzione e storytelling.

“Ogni rivoluzione creativa, all’inizio, viene scambiata per una minaccia”, spiega Dario Torrisi, co-founder di Dolly. “La Generative AI non sostituisce la creatività, ma ne amplia le possibilità, diventando un mezzo da dirigere e responsabilizzare”.

Flavio Caruso, co-founder, aggiunge: “L’AI, se guidata da una regia creativa, accelera prototipazione e iterazioni, riduce attriti tra concept e delivery e permette di scalare formati senza perdere identità di brand”.

Dalla campagna allo storytelling emozionale

Il primo progetto della società è lo spot per i 30 anni di Bravo, brand di viaggio di Alpitour World. La produzione ha guidato l’intero percorso creativo, usando la Generative AI per ricreare in modo fedele epoche, ambientazioni e atmosfere, avendo come spunto l’archivio storico fornito dal brand.

Non un semplice lavoro tecnico di generazione immagini, ma una proposta creativa nata dall’idea e sviluppata fino alla consegna finale che posiziona Dolly come agenzia creativa a 360 gradi.

“Con questo spot per i 30 anni di Bravo volevamo mostrare che l’AI non è un effetto speciale, ma un abilitatore di storytelling. Abbiamo raccontato tre decenni attraverso lo stesso protagonista, dai suoi primi passi fino al diventare padre, usando i villaggi Bravo come palcoscenico di ogni fase. L’AI ci ha permesso di rendere ‘visibile’ il tempo che passa, ricreando dettagli come i braccialetti Bravo cambiati negli anni, e mantenendo coerenza sul protagonista e sul suo invecchiamento. Abbiamo seguito il tutto end-to-end, dall’ideazione alla realizzazione tecnica, con l’obiettivo di far emergere la storia, non la tecnologia”, raccontano Torrisi e Caruso.

Una community italiana per la GenAI

Oltre ai progetti commerciali, Dolly si pone come punto di riferimento per chi vuole esplorare la GenAI creativa, attraverso contenuti formativi, progetti editoriali ed eventi. L’ecosistema punta a fondere arte, comunicazione e intrattenimento in esperienze ibride, sorprendenti e emotivamente coinvolgenti.