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Il progetto architettonico porta la firma degli studi Foster + Partners e MANICA, guidati rispettivamente da Norman Foster e David Manica. Al centro della proposta c’è una struttura in cemento a forma di X, che attraversa la facciata e sostiene una copertura a doppia curvatura, destinata a caratterizzare il profilo dell’edificio. Gli ingressi a forma di diamante e i percorsi panoramici sono pensati per accompagnare i visitatori all’interno dell’impianto, con scorci anche sulla città.
Un progetto che riparte dall’esperienza dei tifosi
La configurazione degli spalti è uno degli elementi centrali del progetto. Due anelli avvolgono il campo a 360 gradi, con l’intento di avvicinare il pubblico all’azione e garantire una buona visibilità da tutti i settori. Le due curve, che potranno raggiungere un’inclinazione di 37 gradi, sono concepite come pareti di pubblico rivolte verso il terreno di gioco, per ricreare un’atmosfera particolarmente intensa durante le partite.
Il progetto prevede inoltre un sistema acustico studiato per valorizzare il coinvolgimento del pubblico, insieme a una maggiore accessibilità e a diverse formule di ospitalità: dalle aree premium ai settori popolari. L’obiettivo dichiarato dai club è mantenere al centro l’esperienza dei tifosi, con un impianto capace di accogliere pubblici e generazioni differenti.
La copertura integrerà tecnologia fotovoltaica e soluzioni per l’ottimizzazione acustica. Tra gli elementi previsti sul fronte della sostenibilità figurano anche la ventilazione naturale e interventi per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale.
Generali dà il nome al nuovo impianto
Il progetto è accompagnato da un accordo di naming rights con Generali, che sarà partner dello stadio fin dalla sua apertura. Il gruppo assicurativo sarà inoltre Official Insurance Partner di entrambi i club. Secondo quanto comunicato dalle società, si tratta di uno degli accordi di naming rights più rilevanti a livello mondiale nel settore degli stadi.
L’iniziativa si inserisce in un investimento di lungo periodo sostenuto dalle proprietà dei due club, RedBird Capital Partners per AC Milan e Oaktree per FC Internazionale Milano. L’obiettivo è dotare le società di un’infrastruttura in grado di sostenere la competitività sportiva e di aprire nuove opportunità di sviluppo economico e commerciale.

Attorno allo stadio un nuovo distretto urbano
Il Generali Stadium è parte di un più ampio progetto di rigenerazione urbana che interessa un’area di 281.000 metri quadrati. Il piano prevede la creazione di un quartiere con spazi pubblici, aree verdi, luoghi per il tempo libero e attività commerciali, pensato per essere frequentato durante tutto l’anno e non soltanto in occasione delle partite. La nuova destinazione dovrebbe ospitare attività legate allo sport, alla cultura e all’intrattenimento, rivolgendosi non solo ai tifosi ma anche ai residenti e ai visitatori. È una componente importante della visione presentata dai club: trasformare l’area in un polo urbano aperto, contribuendo allo sviluppo e all’attrattività internazionale di Milano.
Il calendario: lavori dal 2028, prima partita nel 2031/32
La presentazione del progetto arriva dopo l’accordo raggiunto nel 2025 tra i due club e il Comune di Milano, che ha posto le basi per la trasformazione dell’area di San Siro. Il percorso dovrà ora proseguire con le successive fasi di progettazione e con l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie. L’obiettivo indicato da Milan e Inter è avviare i lavori nel 2028 e disputare la prima partita nel nuovo stadio nella stagione sportiva 2031/32. Si tratta, al momento, di una tabella di marcia subordinata al completamento dell’iter autorizzativo.
