Indice dei contenuti
Fare pubblicità sulle piattaforme di Meta potrebbe diventare leggermente più costoso per brand e aziende. La società ha annunciato l’introduzione di nuovi supplementi locali sulle inserzioni pubblicitarie per coprire le imposte sui servizi digitali (Digital Services Tax) e altri costi normativi applicati in alcune giurisdizioni.
La misura riguarda anche l’Italia, dove le campagne che raggiungono utenti nel Paese saranno soggette a una fee aggiuntiva del 3% rispetto al valore della pubblicazione dell’inserzione.
Finora questi costi erano assorbiti direttamente da Meta. Con il cambiamento annunciato, invece, verranno trasferiti agli inserzionisti e indicati come voce separata nella fattura o nel rendiconto delle transazioni.
Come funzionano i supplementi geografici
Il nuovo sistema si basa sul concetto di costi per area geografica. In pratica, quando un’inserzione viene mostrata a utenti che si trovano in una giurisdizione in cui sono applicate imposte sui servizi digitali o altri oneri regolatori, alla spesa pubblicitaria viene aggiunto un supplemento specifico.
Il calcolo non dipende dalla sede dell’azienda che acquista la pubblicità, ma dal luogo in cui si trova il pubblico che visualizza l’annuncio. Questo significa che anche un inserzionista con sede all’estero potrebbe essere soggetto alla fee italiana se la sua campagna raggiunge utenti nel Paese.
Il costo aggiuntivo non rientra nel budget della campagna e viene applicato dopo la pubblicazione delle inserzioni. Di conseguenza, l’importo totale addebitato potrebbe risultare superiore al budget pubblicitario impostato.
Un esempio fornito dalla stessa piattaforma chiarisce il meccanismo: se una campagna genera 100 dollari di spesa pubblicitaria in Italia, al conto finale verrà aggiunto un supplemento di 3 dollari, per un totale di 103 dollari.
Le aliquote nei diversi Paesi
Meta ha indicato una prima lista di giurisdizioni in cui verranno applicati i supplementi geografici, con percentuali diverse a seconda delle imposte locali sui servizi digitali.
Le aliquote attualmente previste sono:
- Austria: 5%
- Francia: 3%
- Italia: 3%
- Spagna: 3%
- Turchia: 5%
- Regno Unito: 2%
L’azienda ha precisato che l’elenco dei Paesi e le percentuali potranno cambiare nel tempo, man mano che nuovi governi introdurranno imposte di questo tipo o altri costi basati sulla posizione geografica.
Un effetto diretto sui budget pubblicitari
La decisione segna un cambiamento significativo nel modo in cui le piattaforme gestiscono i costi legati alla regolazione fiscale. Se in passato le digital tax venivano assorbite dalle big tech, ora parte dell’onere viene trasferito direttamente agli inserzionisti.
Per aziende e agenzie media questo significa che, a parità di investimento pubblicitario, il costo finale delle campagne potrebbe aumentare, soprattutto nei mercati in cui sono in vigore imposte specifiche sui servizi digitali.