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Meta punta tutto sull’infrastruttura: nasce Meta Compute per alimentare la prossima era dell’AI

Mark Zuckerberg annuncia una nuova iniziativa strategica per costruire decine - e poi centinaia - di gigawatt di capacità di calcolo: l’obiettivo è trasformare l’infrastruttura AI in un vantaggio competitivo strutturale (e globale)
Meta Compute

Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, Meta sceglie di giocare la partita più impegnativa: quella dell’infrastruttura. Mark Zuckerberg ha infatti annunciato il lancio di Meta Compute, una nuova iniziativa di livello executive pensata per rafforzare in modo radicale la capacità di calcolo dell’azienda e sostenere lo sviluppo dei suoi modelli di intelligenza artificiale nel lungo periodo.

Secondo quanto dichiarato dal Ceo, Meta prevede di costruire decine di gigawatt di capacità energetica già entro questo decennio, con l’ambizione di arrivare nel tempo a centinaia di gigawatt o più. “Il modo in cui ingegnerizziamo, investiamo e stringiamo partnership per costruire questa infrastruttura diventerà un vantaggio strategico”, ha scritto Zuckerberg in un post pubblicato sui social.

Una strategia che non nasce dal nulla. Già lo scorso anno, durante una call con gli investitori, la Cfo Susan Li aveva chiarito che lo sviluppo di infrastrutture AI di livello leader sarebbe stato un elemento chiave per creare i migliori modelli e le migliori esperienze di prodotto. Meta Compute rappresenta ora la traduzione operativa di quella promessa.

L’infrastruttura come leva competitiva

La scala dell’iniziativa è significativa anche sul piano energetico. Un gigawatt equivale a un miliardo di watt, una misura che rende evidente quanto l’espansione dell’AI stia avendo un impatto diretto sui consumi e sulla pianificazione energetica. Non a caso, il progetto si inserisce nel più ampio piano annunciato da Meta di oltre 600 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture e occupazione negli Stati Uniti entro il 2028.

Una leadership dedicata

Meta Compute sarà guidata da Santosh Janardhan, Head of global infrastructure e co-Head of engineering, che continuerà a supervisionare architettura tecnica, software stack, programmi sui chip, produttività degli sviluppatori e la gestione della rete globale di data center. Accanto a lui, Daniel Gross guiderà un nuovo team responsabile della strategia di capacità a lungo termine, delle partnership con i fornitori e dei modelli di business. Gross è anche co-fondatore di Safe Superintelligence insieme a Ilya Sutskever, ex Chief scientist di OpenAI: un dettaglio che sottolinea l’ambizione di Meta sul fronte della ricerca più avanzata. A completare la governance dell’iniziativa c’è Dina Powell McCormick, Presidente e vice-Chair di Meta, incaricata di sviluppare partnership con governi e attori sovrani per la costruzione e il finanziamento dell’infrastruttura.

Verso la superintelligenza

Zuckerberg non ha mai nascosto la sua visione di una superintelligenza, una forma teorica di AI in grado di superare le capacità cognitive umane in ogni dominio. In questo scenario, Meta Compute diventa l’ossatura tecnologica necessaria per rendere possibile quella visione.

“Non vedo l’ora di lavorare con i nostri team per scalare Meta Compute e portare una superintelligenza personale a miliardi di persone nel mondo”, ha concluso il Ceo. Un messaggio chiaro: nella competizione sull’AI, non conta solo chi sviluppa i modelli migliori, ma chi riesce a costruire l’infrastruttura che li rende sostenibili, scalabili e strategici.