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Meta apre WhatsApp ai chatbot AI rivali in Europa (ma a pagamento)

La decisione arriva dopo le pressioni dell’Antitrust europeo: per 12 mesi le aziende potranno offrire assistenti AI tramite la Business API della piattaforma
Meta AI e whatsapp

Meta apre temporaneamente WhatsApp ai chatbot di intelligenza artificiale sviluppati da aziende concorrenti. La decisione riguarda il mercato europeo e arriva nel contesto di un confronto con la Commissione europea sulle possibili implicazioni antitrust delle politiche della piattaforma.

Per i prossimi dodici mesi, le aziende che sviluppano chatbot AI generici potranno infatti offrire i propri servizi all’interno di WhatsApp utilizzando la Business API. L’accesso, tuttavia, non sarà gratuito: Meta ha stabilito una tariffa per ogni messaggio scambiato tra l’utente e l’assistente virtuale.

Un compromesso con i regolatori europei

Il cambiamento arriva dopo che la Commissione europea aveva espresso preoccupazioni sul fatto che la precedente policy di Meta potesse limitare la concorrenza nel mercato emergente degli assistenti AI.

All’inizio dell’anno, infatti, l’azienda aveva introdotto una regola che impediva ai provider di chatbot di offrire i propri servizi su WhatsApp tramite la Business API. La decisione aveva provocato le proteste di diverse aziende del settore, che avevano segnalato la questione alle autorità di regolazione europee.

Con la nuova apertura temporanea, Meta intende dimostrare la propria disponibilità a collaborare con i regolatori, offrendo nel frattempo alla Commissione il tempo necessario per completare l’analisi del caso.

Quanto costerà usare un chatbot su WhatsApp

L’accesso ai chatbot AI tramite la piattaforma non sarà gratuito. Meta ha infatti introdotto un sistema di tariffazione per messaggio, con costi che variano da circa 0,049 a 0,132 euro per ogni messaggio non template, a seconda del Paese europeo.

Considerando che una conversazione con un assistente AI può includere decine di messaggi, il costo complessivo per le aziende potrebbe diventare significativo, soprattutto per i servizi che prevedono interazioni lunghe o frequenti. La struttura dei prezzi potrebbe quindi rappresentare una barriera economica per alcuni sviluppatori, pur consentendo formalmente l’accesso alla piattaforma.

Una distinzione tra chatbot AI e assistenza clienti

La nuova policy riguarda esclusivamente i chatbot AI generalisti, cioè assistenti conversazionali simili a quelli sviluppati da aziende come OpenAI o Anthropic. Non cambia invece nulla per le aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale per il servizio clienti.

I bot utilizzati da brand e retailer per rispondere agli utenti su WhatsApp continueranno a funzionare normalmente attraverso la Business API. In altre parole, la restrizione riguarda solo i chatbot progettati per essere utilizzati come assistenti digitali general-purpose all’interno della piattaforma.

La partita strategica dell’AI nelle piattaforme di messaggistica

La decisione si inserisce in una fase di crescente competizione tra le piattaforme tecnologiche per il controllo dell’ecosistema degli assistenti AI. Negli ultimi mesi Meta ha integrato il proprio assistente, Meta AI, in diverse applicazioni del gruppo, tra cui WhatsApp, Instagram e Facebook.

L’apertura ai chatbot concorrenti in Europa rappresenta quindi un passaggio delicato: da un lato consente alla piattaforma di rispondere alle richieste dei regolatori, dall’altro conferma il ruolo sempre più centrale delle app di messaggistica come infrastruttura di distribuzione per i servizi basati sull’intelligenza artificiale.

Nel medio periodo, la decisione potrebbe contribuire a ridefinire gli equilibri tra piattaforme, sviluppatori e regolatori, in un mercato in cui l’accesso agli utenti diventa una leva competitiva cruciale.