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‘Memorie di carta’, 80 anni della schedina Sisal e il sogno di un’Italia che voleva rialzarsi

A Milano, alla Biblioteca Braidense, Sisal celebra la propria storia attraverso il restauro di Sport Italia, rileggendo le origini del Totocalcio tra cultura, società e trasformazione del Paese
Marco Tiso, MD Sisal
Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy

C’è una differenza sottile tra ciò che si conserva e ciò che semplicemente sopravvive. La carta non dimentica: si piega, si consuma, ingiallisce. Ma proprio per questo trattiene il tempo meglio di qualsiasi archivio digitale. È da questa materia fragile che prende forma ‘Memorie di carta’, il progetto con cui Sisal celebra gli 80 anni della sua schedina.  Non una celebrazione in senso tradizionale, ma un’operazione di restauro e rilettura culturale: quella dei primi numeri di Sport Italia, la testata che accompagnò il debutto del Totocalcio nel 1946.

A fare da cornice all’iniziativa è la Biblioteca Nazionale Braidense, all’interno della Pinacoteca di Brera. Un luogo che non è solo sede espositiva, ma spazio di conservazione e trasmissione della memoria: una scelta che rafforza il senso stesso del progetto.

La schedina come rito della rinascita

Quando nasce, la schedina non è soltanto un gioco. È uno strumento che intercetta un Paese in trasformazione. “Nasceva dopo la guerra con l’obiettivo di raccogliere fondi per gli stadi distrutti, ma anche per dare agli italiani un momento di speranza, condivisione e fiducia”, racconta Marco Tiso, Managing Director Sisal Italy.

In un’Italia che prova a ricostruirsi, il gesto di compilare una schedina diventa qualcosa di più di una scommessa: è un rito collettivo, un modo per immaginare possibilità, per condividere attese e risultati.

Un linguaggio che entra nella cultura popolare

Con il tempo, quel gesto si sedimenta nel quotidiano. Non resta confinato al gioco, ma entra nel linguaggio, nei codici, nelle conversazioni. “Prodotti come la schedina hanno segnato intere generazioni: non sono solo strumenti di gioco, ma occasioni per incontrarsi, discutere, creare momenti di convivialità”, sottolinea Tiso. È così che termini come 1X2 o ‘pronostico’ diventano parte di un lessico comune, attraversando decenni e trasformandosi in elementi di cultura popolare.

Come ha sottolineato Antonio Calabrò, Presidente di Museimpresa, si tratta di una memoria che diventa asset competitivo, perché ai tempi del digitale “ciò che non si può copiare è proprio la memoria”.

Sport Italia, una piattaforma prima ancora che un giornale

Dentro questo sistema si inserisce Sport Italia, il settimanale che accompagna la schedina sin dal primo concorso del 5 maggio 1946. Non solo informazione sportiva, ma spazio di aggregazione. Un dispositivo editoriale che univa pronostici, cronache e racconto del Paese, contribuendo a costruire una forma di partecipazione collettiva attorno allo sport.

A un prezzo di 30 lire, Sport Italia era un oggetto accessibile e diffuso, capace di andare oltre il calcio: spazio anche per ippica, ciclismo, grandi eventi sportivi e fino alle Olimpiadi di Cortina del 1956. Un contenitore che nel tempo si arricchisce anche di firme e aneddoti di giornalisti sportivi, contribuendo a costruire un racconto popolare dello sport italiano.

“Non era soltanto un giornale, ma un modo per mettere insieme la passione sportiva degli italiani, per incontrarsi e confrontarsi sui pronostici”, osserva Tiso. “Quelle pagine restituiscono l’immagine di un’Italia del dopoguerra fatta di entusiasmo, desiderio di ripartenza e costruzione di nuovi immaginari condivisi”.

2. Restauro Sport Italia_Sisal_Scuola di Restauro di Botticino

Memoria e restauro come atto culturale

Il progetto ‘Memorie di carta’ nasce proprio dalla volontà di riportare alla luce questo patrimonio. Il restauro dei primi numeri di Sport Italia non è un’operazione conservativa in senso stretto, ma un atto di restituzione culturale. “Vogliamo preservare e rendere accessibile un patrimonio che è parte della nostra storia condivisa, un modo concreto per unire memoria e futuro”, afferma Tiso.

La collaborazione con la Scuola di Restauro di Botticino – Valore Italia introduce un ulteriore livello di significato: la trasmissione di competenze, il coinvolgimento delle nuove generazioni e la costruzione di un ponte tra impresa, cultura e formazione.

Il senso della memoria oggi

A distanza di 80 anni, la schedina continua a essere un simbolo riconoscibile, anche in un contesto completamente trasformato dal digitale. Ma il punto non è la nostalgia. Come sottolineato nel corso dell’evento, la memoria non è un archivio statico: è un processo attivo, che si rigenera attraverso la cura e la rilettura.

“Ridare vita alla parte storica di Sisal significa ridare vita a un sogno”, ha osservato Martino Troncatti, Presidente di Valore Italia, evidenziando come il restauro oggi non sia solo conservazione ma anche innovazione culturale.

E in questa prospettiva, la carta non è un residuo del passato, ma uno strumento ancora capace di raccontare – e far immaginare – il futuro.

di Monica Gianotti

6 -Totocalcio, almanacco Sport Italia