Mercato

Largo Consumo, il Forum Centromarca-IBC fotografa spesa, consumi e competitività

Il settore genera 600 miliardi di euro di giro d’affari, occupa 4,19 milioni di persone e realizza 84,9 miliardi di export

Quanto pesa davvero il carrello della spesa sui bilanci delle famiglie e quale ruolo ha il Largo Consumo nell’economia italiana? Sono le domande al centro della seconda edizione del Forum del Largo Consumo, promosso da Centromarca e IBC e in programma oggi, 30 settembre, a Roma.

L’incontro riunisce industria, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni con l’obiettivo di mettere i dati al centro del confronto, secondo la logica del Data-Driven Dialogue, e individuare priorità e possibili risposte di medio e lungo periodo.

I numeri restituiscono il peso economico della filiera: il Largo Consumo genera 600 miliardi di euro di giro d’affari, 196,7 miliardi di valore aggiunto, pari a quasi il 10% del PIL nazionale, occupa 4,19 milioni di persone e realizza 84,9 miliardi di euro di export. Tra il 2015 e il 2025 il valore aggiunto è cresciuto del 46,5%, mentre l’export è aumentato del 94,1%.

Il ruolo del Largo Consumo per gli italiani

La rilevanza del comparto emerge anche dalla percezione dei cittadini. Secondo la ricerca SWG per Centromarca, il 45% degli italiani considera il Largo Consumo uno dei comparti fondamentali per il futuro economico del Paese. Il dato lo colloca subito dopo il turismo, indicato dal 49% degli italiani, e davanti a Ricerca e Innovazione, al 39%, ed Energia, al 38%.

Da queste evidenze il Forum affronta alcuni dei temi che riguardano imprese e famiglie: potere d’acquisto, evoluzione dei consumi, crescita del Fuori Casa, competitività delle PMI e cambiamenti demografici.

Quanto pesa il carrello sulla spesa delle famiglie

Secondo un’elaborazione Nomisma su dati ISTAT per Centromarca, nel 2024 il 70% della spesa media mensile delle famiglie è costituito da spese obbligate. Abitazione e utenze rappresentano il 36% della spesa, quasi il doppio rispetto ad alimentari e bevande, che incidono per il 19%. Seguono i trasporti con l’11% e la salute con il 4%.

Prezzi: l’aumento del carrello in Italia

Anche l’andamento dei prezzi offre un elemento di lettura. Tra il 2019 e il 2025 l’aumento cumulato del carrello in Italia è stato del 26,5%, contro il 30,5% della media europea.

La differenza riguarda anche le singole categorie: per gli alimentari lavorati l’aumento è stato del 26,6% in Italia contro il 31,3% nell’Eurozona; per quelli non lavorati del 31,1% contro il 34,8%; per i beni per la casa e la persona del 13,1% contro il 17,6%.

Nello stesso periodo le imprese dell’Industria di Marca hanno affrontato l’aumento dei costi di energia, materie prime e logistica. Secondo l’analisi Deloitte sui bilanci delle aziende associate a Centromarca, tra il 2021 e il 2024 l’utile netto è passato dal 5% al 4,6%, mentre gli investimenti in impianti, macchinari e nuove tecnologie sono cresciuti da 1,85 a 2,61 miliardi di euro, pari a un incremento del 41%.

Consumi e stili di vita cambiano

Il Forum guarda anche alle trasformazioni demografiche e alle nuove abitudini di consumo. Nel 2025 gli over 65 rappresentano un italiano su quattro e nel 2045 saranno uno su tre. Nello stesso periodo la popolazione italiana è prevista in diminuzione, da 58,9 a 55,9 milioni di persone.

Un altro fenomeno riguarda il Fuori Casa, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 102 miliardi di euro. Il contributo del turismo è stimato tra 55 e 65 miliardi, mentre la spesa presenta differenze tra Nord e Sud e tra le diverse fasce di reddito.

PMI, crescita e competitività

La sessione pomeridiana, promossa con IBC, è dedicata alle PMI e alle condizioni necessarie per sostenerne crescita, produttività e competitività.

Per il biennio 2026-2027, tra i fattori esterni ritenuti più importanti dalle medie imprese figurano il miglioramento del contesto economico internazionale, indicato dall’81,7%, la riduzione del costo degli input produttivi, al 55,6%, la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, al 40,7%, e la riduzione delle barriere commerciali e del protezionismo, al 34,3%. Seguono la maggiore disponibilità di forza lavoro e la semplificazione burocratica.

Accanto ai fattori esterni, il Forum evidenzia anche alcune leve interne alle imprese: digitalizzazione, efficienza, collaborazione tra aziende e ricambio generazionale.

Un esempio riguarda la logistica: la mancata collaborazione tra imprese genera costi stimati in oltre 200 milioni di euro.