Interviste

Golin Italia, un altro anno in crescita a doppia cifra. Sul 2026 incertezza

Almeno per i primi sei mesi, seppure l’obiettivo di mantenere le posizioni acquisite rappresenti comunque un successo. Soprattutto per Golin Italia, che ha trovato nella ‘cura’ il proprio posizionamento. Che significa anche dimensioni, non dovendo mai superare il livello di soglia dell'armonia

Con l’inizio del nuovo anno, Antonella Lupica, managing director GOLIN ITALY, ci accoglie tra ricordi delle vacanze e primi bilanci aziendali. Dopo un 2024 ‘magico’,  anche gli scorsi 12 mesi sono stati di crescita. Più moderata del 50% precedente, ma solida, consolidando team e relazioni internazionali.

Crescita sostenibile e armonia del team

“Il turnover è quasi zero, ma quest’anno abbiamo dovuto dire addio a qualche persona”, racconta Lupica. Un piccolo segnale che la crescita, se troppo rapida, rischia di compromettere l’equilibrio interno. L’agenzia punta invece a una dimensione gestibile, dove armonia, condivisione e coinvolgimento rendono l’ambiente piacevole e produttivo. “La troppa espansione può creare problemi, il termometro è l’armonia tra le persone in ufficio”, spiega.

Valori e posizionamento: tra cura e strategia

Per Golin, l’attenzione interna è anche vantaggio competitivo. “Offriamo servizi intellettuali, quindi dobbiamo alimentare continuamente il nostro cervello per proporre soluzioni sempre migliori ai clienti”. Il risultato è un approccio ‘curatoriale’, ossia tra sartoriale e strategico, dove la qualità del lavoro riflette la cura dedicata al team e ai clienti.

Tre sedi, tre sfide

Milano resta la sede principale, con professionalità e capacità di semplificare il complesso. Roma è in forte espansione, soprattutto nell’healthcare e nell’entertainment, con tre nuove assunzioni già previste per il 2026. Napoli, pur più piccola, rappresenta una scommessa: la città si è risvegliata, offrendo opportunità concrete di crescita e visibilità.

Le nuove generazioni: energia e talento

All’interno di Golin convivono cinque generazioni. Lupica sottolinea la qualità dei più giovani: “I nostri ragazzi dai 23 anni in su sono in gamba, meglio di noi”. Una fiducia che non è solo aziendale, ma anche personale: osservando le nuove leve, vede un futuro promettente e motivato.

Guardando al 2026

Nonostante alcune contrazioni di mercato, l’approccio rimane orientato alla stabilità. “Il 2026 sarà complesso. Importante capire cosa succederà nella seconda metà dell’anno. Sarei già soddisfatta di mantenere i risultati raggiunti”.