In collaborazione con l’Osservatorio IAA lanciato per analizzare l’impatto dell’intelligenza artificiale generativa GenAI nella comunicazione pubblicitaria, abbiamo intervistato Francesca Mudanò, Direttrice Creativa Cookies Agency: “Il merito dell’AI è regalare stupore quotidiano, abbattendo la barriera del ‘non si può fare’, che è forte limitazione mentale. Il tutto non tanto grazie a quanto l’Ai restituisce, ma a come facciamo le domande”.
Amplificatore o sabotatore?
Dipende da come si usa. Per chi ha esperienza e sa cosa vuole ottenere, è un amplificatore potente.
Se invece ci si affida all’AI aspettandosi che generi idee originali al posto nostro, diventa rischiosa. L’AI può ‘allucinare’, dare risposte standardizzate e simili per tutti. La creatività memorabile nasce dall’originalità umana, non dall’affidarsi passivamente alla macchina.
L’impatto sul lavoro di team
È entrata nel lavoro quotidiano di strategist e designer. Usata per, layout, storyboard, animat e presentazioni. Velocità e precisione sono impressionanti. Ma il linguaggio generato è spesso riconoscibile, ripetitivo, pieno di aggettivi (‘potente’ all’AI piace tantissimo) ed eccessivamente gratificante. Serve quindi spirito critico, soprattutto per i junior, che vanno guidati per evitare output troppo ‘AI’. Non a caso, nella selezione di nuovi talenti al primo posto curiosità e bagaglio culturale. I tool, inclusa l’AI, si imparano. Ciò che fa la differenza è la consapevolezza nell’usarli. Un buon creativo sa riconoscere e scartare le idee che non funzionano. Su 100 idee, può darsi che nessuna sia quella giusta.
Sempre più invisibile o determinante?
Oggi è onnipresente e molto discussa perché siamo nel pieno di una rivoluzione. Col tempo se ne parlerà meno, ma sarà ancora più integrata nella nostra vita e nel lavoro. Diventerà normale, come già lo è in molte attività quotidiane.
L’umano imprescindibile nel lavoro creativo
La curiosità, il bagaglio culturale e l’esperienza emotiva. L’AI può conoscere tutto, ma non può vivere esperienze. Non ha emozioni, traumi, memoria personale. La capacità di creare connessioni originali tra saperi diversi nasce dall’esperienza individuale. È lì che sta il confine.