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La Forbrukerrådet, il Consiglio dei consumatori norvegese, punta i riflettori su una pratica sempre più diffusa nel settore tecnologico: la progressiva riduzione delle funzionalità di prodotti e servizi digitali dopo la vendita, volta a generare ricavi aggiuntivi. Il fenomeno, descritto nel rapporto ‘Breaking Free: Pathways to a Fair Technological Future’, è accompagnato da un cortometraggio ironico di meno di quattro minuti, intitolato ‘A Day in the Life of an Ensh*ttificator’, che rende la lettura più accessibile e coinvolgente.
Cos’è l’enshittification
Il documento definisce il fenomeno come un processo in tre fasi: inizialmente le aziende attraggono gli utenti con un servizio realmente utile, poi ne degradano alcune funzionalità a vantaggio dei clienti business, per infine sfruttare entrambi i gruppi a beneficio degli azionisti. Questo ciclo riguarda in particolare i prodotti digitali, che possono essere modificati a distanza tramite aggiornamenti software, rendendo i consumatori vulnerabili anche dopo l’acquisto.
Prodotti e settori più colpiti
Secondo la Forbrukerrådet, le categorie maggiormente interessate includono dispositivi connessi, stampanti, videogiochi e automobili. Tra gli esempi citati ci sono elettrodomestici smart che perdono funzioni o richiedono abbonamenti post-vendita, videogiochi freemium che trasformano titoli una-tantum in flussi di ricavi ricorrenti, cartucce per stampanti costose e funzionalità di guida autonoma Tesla ora disponibili solo tramite abbonamento.
Implicazioni per consumatori e aziende
Il rapporto evidenzia come queste pratiche compromettano la fiducia dei consumatori e trasformino servizi inizialmente apprezzati in strumenti di profitto continuo. Il cortometraggio allegato al report illustra con ironia le conseguenze quotidiane di questa strategia, invitando a riflettere su come tecnologia e business possano influire sull’esperienza reale degli utenti.