Mercato

Enel batte Gucci, per la prima volta è l’energia in vetta alla classifica dei brand italiani di maggior valore

Precisando che quello dei primi 40 cresce del 6%, a 129 miliardi di dollari, l’analisi BrandZ 2026 indica nella salienza la loro forza ma con lacune nella capacità di connessioni profonde con il pubblico. Fermo restando che investire sull'equity di marca in un'ottica di lungo periodo ripaga sempre
BrandZ_Italy_2026

Per la prima volta, Enel ha conquistato la posizione di brand italiano di maggior valore, con una crescita del 17% che ha portato il suo asset a 18 miliardi di dollari, superando il precedente leader storico Gucci. La performance di Enel è attribuibile a una solida strategia d’investimento nelle energie rinnovabili e all’espansione in settori adiacenti come la fibra ottica e le soluzioni per la smart home.

Gucci, pur mantenendo il secondo posto con 13,8 miliardi di dollari, riflette la fase complessa che sta attraversando il settore del lusso, colpito da una contrazione della domanda in mercati chiave come Cina e Stati Uniti e da una certa difficoltà nel giustificare l’aumento dei prezzi a fronte di un cambiamento nelle preferenze dei consumatori.

Il settore dei servizi finanziari ha mostrato la vitalità maggiore, generando oltre 23 miliardi di dollari e vedendo l’ingresso di nuovi attori come BancoPosta, Monte dei Paschi di Siena e BPER Banca. Generali, al quinto posto della classifica generale, si è distinto come il brand a più rapida evoluzione nel comparto finanziario in termini di valore assoluto. Anche il settore delle utilities ha mostrato una crescita rilevante, arrivando a pesare quasi per il 20% della quota totale del valore della classifica, bilanciando così il momento di crisi strutturale del lusso.

Nel comparto alimentare, infine, mentre brand come Kinder mantengono posizioni di vertice, Lavazza ha mostrato una forte resilienza crescendo del 18% nonostante l’aumento dei costi delle materie prime, a dimostrazione che i consumatori restano disposti a pagare un prezzo premium per marchi percepiti come superiori.

Metodologia e indicatori di crescita

Il calcolo del valore di questi asset si basa sull’integrazione tra l’analisi dei dati finanziari pubblici e la misurazione del potenziale di crescita raccolto direttamente presso i consumatori.

Questo approccio permette di determinare il contributo reale che la marca apporta alla performance finanziaria di un’impresa. Al centro di questa valutazione si trova un framework che analizza tre pilastri fondamentali: la capacità di generare connessione con le persone, la forza nel distinguersi dalla concorrenza e la salienza, intesa come la capacità del brand di affiorare rapidamente alla mente dei consumatori.

Le analisi mostrano che i brand italiani eccellono particolarmente nella salienza, spesso grazie a una presenza storica e consolidata sul mercato, ma presentano margini di miglioramento nella capacità di creare connessioni profonde e significative con il pubblico. I dati dimostrano inoltre che investire sull’equity di marca in un’ottica di lungo periodo ripaga ampiamente: le aziende che presentano punteggi elevati in questi indicatori hanno registrato una crescita del 15% tra il 2024 e il 2026, evidenziando un differenziale di valore enorme rispetto ai brand più deboli su un orizzonte temporale di quattro anni.

di Massimo Bolchi