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Good Will Dunkin’, il Super Bowl torna negli anni ’90 con Ben Affleck e le star della tv

Tra humor, cultura pop e iced coffee uno spot nostalgico prodotto da Artists Equity riunisce Ben Affleck e le icone delle sitcom anni ’90, da Jennifer Aniston a Matt LeBlanc

Per il Super Bowl LX, Dunkin’ ha scelto di premere rewind e tornare dritta agli anni ’90. Il risultato è Good Will Dunkin’, uno spot da 60 secondi che si presenta come un pilot di una sitcom mai andata in onda, riemerso per caso da una vecchia VHS e trasmesso proprio in occasione del Big Game. Lo spot è stato creato dallo studio Artists Equity, fondato da Ben Affleck e Matt Damon, specializzato nella produzione di contenuti creativi e campagne pubblicitarie.

L’idea, volutamente assurda, è semplice: e se Good Will Hunting fosse stato una workplace comedy ambientata dentro un Dunkin’ di Boston? Ben Affleck riprende idealmente il ruolo che fu dell’amico Matt Damon, ma lo ribalta completamente. Il suo Will non è un genio tormentato che risolve equazioni nei corridoi del MIT, bensì un brillante dipendente Dunkin’ che scarabocchia formule matematiche sulla vetrina del negozio tra un ordine di caffè e l’altro.

Girato su pellicola e costruito per sembrare davvero un prodotto televisivo del 1995, lo spot adotta tutti i codici delle sitcom dell’epoca: laugh track, reazioni sopra le righe, ritmo teatrale e un’estetica VHS che rafforza l’illusione di un oggetto di pop culture ‘perduto’ e appena ritrovato.

Un cast stellare anni ’90

Attorno ad Affleck ruota un ensemble cast da manuale della nostalgia anni ’90. Jennifer Aniston, Matt LeBlanc, Jason Alexander, Ted Danson, Alfonso Ribeiro, Jaleel White e Jasmine Guy entrano ed escono dal Dunkin’ come se fosse il centro di un universo condiviso, ognuno giocando con riferimenti e ammiccamenti ai propri ruoli celebri.

Il cuore comico dello spot è un’origin story dichiaratamente improbabile. Will dispone le donut holes seguendo la sequenza di Fibonacci, convincendo il manager del negozio – interpretato da Jason Alexander – di trovarsi davanti a una mente fuori dal comune. Intanto, una gag ricorrente sull’iced coffee, ancora una novità nel 1995, diventa il pretesto narrativo per rivendicare il ruolo pionieristico di Dunkin’ nel mondo del caffè freddo. Più che una parodia diretta di Good Will Hunting, Good Will Dunkin’ ne riprende il messaggio di fondo: qualcosa di straordinario può nascondersi nei luoghi più ordinari.

Oltre il Super Bowl

La campagna non si ferma con il Super Bowl: il giorno successivo alla partita Dunkin’ distribuirà 1.995 milioni di iced coffee gratuiti tramite app, lancerà merchandise ispirato agli anni ’90 e porterà nel mondo reale una sfida matematica ispirata allo spot, con in palio caffè gratis per un anno.