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Dopo le polemiche, X stringe su Grok. Immagini solo per gli utenti paganti

Dopo le critiche internazionali e le promesse di intervento, la piattaforma limita la generazione e l’editing di immagini del chatbot AI agli account in abbonamento. Ma per regolatori ed esperti la misura non basta
Musk Grok

A distanza di pochi giorni dalle polemiche e dalle prime promesse di intervento, X ha introdotto una prima misura concreta sul caso Grok: le funzioni di generazione ed editing delle immagini del chatbot sviluppato da xAI sono ora limitate agli utenti paganti della piattaforma.

La decisione arriva dopo che X e la società madre avevano riconosciuto pubblicamente le criticità emerse, in particolare la possibilità di creare immagini sessualizzate e deepfake senza consenso, inclusi contenuti che hanno sollevato allarme anche per il coinvolgimento di minorenni. Un tema su cui regolatori e governi avevano chiesto interventi rapidi e strutturali.

L’annuncio è stato diffuso tramite l’account ufficiale di Grok su X: “Image generation and editing are currently limited to paying subscribers”, con l’invito a sottoscrivere un abbonamento. In pratica, l’accesso alle funzionalità visive dell’AI è stato ristretto a profili verificati con dati di pagamento.

Una risposta che non spegne le critiche

La mossa, tuttavia, non è stata accolta come risolutiva. Secondo diversi osservatori, limitare l’accesso non equivale a risolvere il problema. Clare McGlynn, professoressa di diritto ed esperta di regolamentazione della pornografia e degli abusi online, ha dichiarato alla BBC che la scelta di Elon Musk rappresenta una reazione difensiva più che un’assunzione di responsabilità: invece di rafforzare i controlli, l’azienda avrebbe semplicemente ridotto la platea di utenti.

Anche a livello istituzionale il messaggio è chiaro: la monetizzazione non sostituisce la sicurezza. Nel Regno Unito, il primo ministro Keir Starmer ha definito la creazione di immagini sessualizzate di adulti e bambini “disgraceful and disgusting”, ribadendo il sostegno del governo all’azione di Ofcom.

Il fronte regolatorio resta aperto

Ofcom ha ricordato che, in base all’Online Safety Act, è illegale creare o condividere immagini intime o sessualmente esplicite senza consenso. Sullo stesso fronte si muove anche la Commissione Europea, che ha chiesto a X di intervenire sul problema della diffusione di contenuti illegali generati dall’AI.

Il punto, sottolineano più fonti, è che le restrizioni introdotte non intervengono sul modello alla base, né garantiscono che simili contenuti non possano continuare a essere prodotti o aggirati attraverso altri canali.

Il dibattito resta aperto

Il caso Grok si inserisce così in una fase delicata per l’AI generativa: dopo l’entusiasmo iniziale, le piattaforme si trovano a fare i conti con conseguenze legali, reputazionali ed etiche sempre più immediate. Per X, la limitazione dell’editing immagini rappresenta il primo passo visibile dopo le rassicurazioni dei giorni scorsi, ma per regolatori e osservatori non è ancora il segnale di una svolta definitiva.