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Quindici anni di attività, ma con lo sguardo rivolto soprattutto a ciò che viene dopo. È questo il senso di ’15 Years Forward’, il concept scelto da DIGITAL ANGELS per celebrare l’anniversario dell’agenzia, che il 6 ottobre ha riunito a Milano clienti, partner e persone che hanno accompagnato il suo percorso. Un appuntamento arrivato dopo quello organizzato a Roma lo scorso giugno e pensato anche per rafforzare il legame con il capoluogo lombardo.
“Dal 2011 guardiamo al futuro”, è il punto di partenza della campagna. Ma, più che una dichiarazione d’intenti, per Digital Angels i 15 anni diventano l’occasione per rileggere alcune scelte fatte quando ancora non erano diventate direzioni consolidate del mercato.
Dal 2017 al 2023, anticipare i cambiamenti
Tra gli esempi ricordati da Piermario Tedeschi, Managing Director di Digital Angels, c’è il lavoro da remoto, introdotto dall’agenzia già nel 2017, tre anni prima del lockdown, fino a diventare anche un caso studio per il Politecnico di Milano. Nel 2019 è arrivato invece l’ingresso nel settore della Pubblica Amministrazione, allora ancora un ambito relativamente poco presidiato dalle agenzie digital e performance. Da quell’esperienza è nata nel 2025 Angels for Gov, la task force dedicata alla PA, che ha contribuito anche all’aggiudicazione dell’incarico di Regione Lombardia.
Un’altra svolta è arrivata nel 2021, quando Digital Angels ha iniziato a integrare nei propri strumenti digitali anche la pianificazione dei mezzi offline. Un percorso che ha portato nel 2025 al lancio di DAs Media, il centro media dell’agenzia. Tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023 è stata infine la creatività a entrare stabilmente nell’offerta, con la creazione di una unit interna. Una scelta non scontata per un’agenzia nata con un forte DNA tecnologico e orientata alla performance, ma che oggi appare in linea con una progressiva convergenza tra competenze media, tecnologia e creatività.
“Un’idea forte fa rendere di più qualunque mezzo”, ha sottolineato Tedeschi, indicando proprio nella creatività uno dei terreni sui quali si gioca oggi la partita più delicata per il settore.
Milano sempre più centrale
La celebrazione milanese è anche l’occasione per raccontare una presenza sul territorio che risale ai primi anni dell’agenzia. Digital Angels opera infatti a Milano dal 2013 e nel tempo ha costruito relazioni con clienti come Il Sole 24 Ore, Cofidis, GameStop, oggi Gamelife, Electrolux, Brico io e BeHome. A questi si aggiunge la recente assegnazione della convenzione ARIA da 27,8 milioni di euro per la pianificazione media di Regione Lombardia, uno dei risultati più rilevanti del percorso della task force dedicata alla PA.
Una crescita che si riflette anche nei numeri
Digital Angels conta oggi circa 100 persone, ha chiuso il 2025 con 28,8 milioni di euro di fatturato, in crescita dell’80%, e per il 2026 stima un ulteriore incremento del 30%. Il media gestito passa dai 40 milioni di euro del 2025 ai 50 milioni previsti per il 2026. Secondo i Pitch Report di Andzup, l’agenzia è prima tra le indipendenti in un mercato in calo del 9,8%. Nel primo anno di attività, DAs Media è inoltre entrata nelle rilevazioni di COMvergence e RECMA.
Il nodo AI: quando alzare il livello significa anche appiattirlo
È però sul tema dell’intelligenza artificiale che la celebrazione dei 15 anni si sposta dal bilancio sul passato a una riflessione sul futuro. Per Digital Angels, l’AI ha indubbiamente alzato il livello minimo della produzione di contenuti: con un buon prompt oggi è possibile ottenere testi, visual e persino siti web di qualità in tempi molto più rapidi. Il problema arriva quando la tecnologia viene utilizzata senza un’idea e senza una direzione creativa. Il rischio, secondo Tedeschi, è che questa maggiore accessibilità finisca per produrre l’effetto opposto a quello desiderato: non più una maggiore varietà di linguaggi, ma contenuti sempre più simili tra loro. Un fenomeno che alimenta quello che viene definito ‘AI slop’, mentre la velocità con cui i contenuti vengono prodotti e consumati rende ancora più difficile costruire comunicazione memorabile.
“In quindici anni siamo cresciuti perché abbiamo alzato l’asticella prima che ce lo chiedesse il mercato e abbiamo riconosciuto i cambiamenti quando erano ancora tendenze”, ha concluso Tedeschi. “Oggi, però, le campagne sono tutte carine ma sono sempre meno quelle memorabili, o che lasciano il segno, perché l’intelligenza artificiale porta tutti verso la media”.
È una riflessione che riporta il discorso al punto di partenza: guardare avanti non significa semplicemente adottare prima una tecnologia, ma capire come utilizzarla senza perdere ciò che permette a una marca, a una campagna o a un’idea di distinguersi. Ed è proprio questo, secondo Digital Angels, il tema sul quale il settore è chiamato a confrontarsi nei prossimi anni. “Spero se ne parlerà a Intersections”, è l’auspicio di Tedeschi.