Tanto che quasi viene da augurarsi l’avvento di un tempo in cui saranno gli stessi consumatori a penalizzare i brand che comunicano con la forza degli algoritmi, a favore di chi, invece, sa farsi scegliere a monte. Insomma, la rivincita dell’off line su automatismi, regole e dittature dell’on.
Circa 100 euro l’anno è il valore medio della ‘tassa dell’attenzione’ per persona
La pubblicità ha sempre avuto un obiettivo chiaro: vendere. Con l’intelligenza artificiale, però, ha cambiato profondità e modalità, trasformandosi in un’economia della persuasione fatta di messaggi iper personalizzati, calibrati su chi siamo e su quello che facciamo. Siamo al centro di un ecosistema che rimodella il perimetro delle informazioni che possiamo vedere, la nostra fiducia e persino la nostra percezione di normalità. Non a caso si parla di ‘tassa dell’attenzione’, un indicatore che stima il valore economico del tempo che dedichiamo alle informazioni: in Italia ammonta a circa 100 euro l’anno per persona, ottenuti dividendo i ricavi della pubblicità digitale (circa 6 mld €) per la popolazione (59 mln). Come possiamo quindi, in quanto consumatori, riprendere il controllo delle nostre esperienze digitali? E ancora, come proteggere il nostro benessere mentale in un ambiente digitale che compete costantemente per la nostra attenzione? Dai feed che funzionano come potenti booster all’autostima fino agli algoritmi che ci dicono chi e come dobbiamo essere.
“L’intento di questo libro è portare il lettore dietro le quinte di un sistema che ci riguarda tutti, per capire come funziona e quale impatto ha sulle nostre vite”, spiega l’autrice. “Spero che, leggendo queste pagine, sia possibile imparare a riconoscere i meccanismi nascosti dietro gli annunci, a smascherarne le strategie e, soprattutto, scegliere con più consapevolezza. Perché alla fine, che si tratti di un biscotto che profuma di casa o di un’offerta online che appare proprio quando ne abbiamo bisogno, la domanda resta la stessa: ho scelto io, oppure il sistema ha scelto per me?”.
AI ed economia della persuasione: un mercato da 6 miliardi
Secondo i dati 2025 dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, il mercato della pubblicità digitale ha raggiunto un valore di poco meno di 6 miliardi di euro – su un mercato pubblicitario con un valore totale di 11,7 miliardi – e arriverà ai 7,6 alla fine del 2028, con un tasso di crescita medio annuo del 6%. Un ecosistema mediatico dove ogni ricerca o scroll è un ingresso in un mercato invisibile, dove tutto viene filtrato da algoritmi che decidono cosa merita di emergere, ordinandolo e mettendolo all’asta per catturare e monetizzare la nostra attenzione. Una vera e propria economia della persuasione, nella quale visibilità, influenza e fiducia diventano la valuta di scambio, con algoritmi, aste e metriche che allocano la stessa visibilità delle idee. Un meccanismo che, secondo Madgicx (‘Report 2025’), ha fatto lievitare del 15% i tassi di conversione delle campagne ottimizzate tramite AI, rispetto a quelle tradizionali.
I consigli per la consapevolezza
Tra i diversi che nel libro Alessandra Di Lorenzo dispensa, ecco i tre che devono essere top of mind:
La regola dei “10 minuti”: l’intenzionalità come ‘Firewall’
La pubblicità digitale oggi non cerca solo di venderti un prodotto, ma di anticipare un tuo desiderio basandosi su pattern comportamentali. Il modo migliore per difendersi è ripristinare l’intenzionalità. Il consiglio: prima di cliccare su un annuncio o fare un acquisto d’impulso, applica la regola dei “10 minuti”. Esci dalla piattaforma, posa il telefono e chiediti: “Ne avevo bisogno prima di vedere questo post?”. Spesso, il desiderio è un sottoprodotto dell’algoritmo, non un bisogno reale. Tratta la tua attenzione come la risorsa più scarsa e preziosa che hai: non regalarla al miglior offerente senza un filtro critico.
Trasforma la FOMO in JOMO (‘Joy of Missing Out’)
La FOMO è il motore invisibile dei social media; ci spinge a restare connessi per paura di perdere un aggiornamento, un trend o un evento irripetibile. In realtà, questa iperconnessione frammenta la nostra capacità di concentrazione. Il consiglio: cura il tuo feed con la stessa attenzione con cui cureresti la tua rete professionale o le tue amicizie più care. Fai un ‘audit’ attento dei profili che segui, silenziando o smettendo di seguire quelli inutili o nocivi per il tuo equilibrio emotivo. Abbraccia la ‘gioia di perderti qualcosa’: il tempo che risparmi non guardando la vita degli altri è tempo che guadagni per costruire la tua.
Riprendi il controllo dei tuoi dati (Data Sovereignty)
Il condizionamento pubblicitario si nutre dei dati che lasciamo dietro di noi. Più il sistema sa di te, più sarà efficace nel manipolare le tue scelte. Non è solo una questione di privacy, ma di autonomia decisionale. Il consiglio: utilizza browser che bloccano i tracker di terze parti, pulisci regolarmente i cookie e, soprattutto, sfrutta le impostazioni di ‘trasparenza del tracciamento’ sul tuo smartphone. Quando un’App ti chiede il permesso di tracciarti, nega il consenso a meno che non sia strettamente necessario per il servizio.
Nel Digital Detox il miglior antidoto
La FOMO (Fear of Missing Out, ovvero la paura di essere tagliati fuori da esperienze gratificanti che altri stanno vivendo) è uno dei motori psicologici più potenti perché alimenta la sensazione di urgenza che spinge all’acquisto impulsivo. E grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale oggi la FOMO fa leva su una strategia micro-personalizzata, basata sull’analisi dei dati comportamentali in tempo reale (click, tempo di permanenza, cronologia) per inviare notifiche nel momento esatto in cui la resistenza all’acquisto è più bassa. Nel 2025 il 79% delle aziende ha già adottato agenti AI per ottimizzare queste interazioni secondo il Digital Marketing Institute (AI Trends 2025-2026).
A conferma di questo fenomeno anche i dati dell’indagine di Amra & Elma (“Best FOMO in Marketing Statistics 2025”), che rivelano che il 70% degli acquisti d’impulso è oggi innescato proprio da trigger di FOMO su dispositivi mobili, mentre per il 41% della Gen Z, l’acquisto non riguarda solo il prodotto, ma il senso di appartenenza. Infine, il 52% degli utenti ha fatto shopping compulsivo proprio attraverso inserzioni pubblicitarie a tempo o con edizioni limitate, che sono leve tipiche della FOMO.
Come difendersi? Coltivare pratiche di self-care e di Digital Mindfulness è fondamentale e sono raccomandate anche le pause consapevoli dalla tecnologia (Digital Detox settimanale). È consigliato anche l’uso di AdBlocker per ridurre il numero di annunci visualizzati – uno strumento ancora sotto stimato e usato solo dal 26,8% degli utenti italiani secondo ‘We Are Social’, Ecommerce Academy 2025.
Chi è Alessandra Di Lorenzo
Media Mentor ed esperta di marketing e advertising online, con oltre vent’anni di esperienza in contesti internazionali, è una delle voci autorevoli sui temi della pubblicità digitale e media online. Italo-britannica e basata a Londra, lavora come consulente e docente universitaria nel campo del marketing e dei media digitali, aiutando aziende e futuri leader ad orientarsi nella transizione verso l’intelligenza artificiale. Dopo aver conseguito un Master in Marketing alla Westminster Business School di Londra, ha ricoperto ruoli di leadership e responsabilità strategica in aziende internazionali come Yahoo, Nokia, Vodafone, eBay e lastminute.com media. Qui ha fondato la media house del gruppo, assumendo il ruolo di CEO. Nel 2019 è stata inserita dalla rivista anglo-americana The Drum tra le 25 donne più influenti dell’economia digitale nel Regno Unito e ha ricevuto il riconoscimento Women in Marketing – Change Maker Award. È autrice di ‘Adjust’, che in Italia diventa ‘Pubblicità Oggi’ (Este Edizioni), e viene pubblicato a fine febbraio, dopo il successo della versione inglese. Nel libro analizza in modo chiaro e accessibile come piattaforme, algoritmi e sistemi pubblicitari influenzano la circolazione delle informazioni, l’attenzione e le scelte online nell’ecosistema digitale contemporaneo.