Essere visibili online non è più sufficiente, l’obiettivo è farsi citare dall’AI. Gli utenti effettuano sempre meno ricerche ‘classiche’ e pongono sempre più domande dirette agli assistenti basati su intelligenza artificiale, che rispondono con testi articolati e sintetici, anziché con una semplice lista di risultati.
Secondo Gartner, entro il 2026 il volume di ricerche sui motori tradizionali diminuirà del 25%, mentre i sistemi di risposta basati su AI diventeranno il nuovo punto di accesso alle informazioni. Con queste nuove regole del gioco, l’obiettivo non può più essere solo ‘comparire’: diventa strategico essere la fonte che le AI selezionano, utilizzano e citano.
È qui che entra in gioco l’AEO – Answer Engine Optimization: un approccio che ripensa i contenuti non in funzione del ranking, ma della risposta. I contenuti citati dalle AI condividono caratteristiche precise: risposte chiare, struttura semantica ordinata, segnali di autorevolezza riconoscibili e un forte allineamento all’intento informativo dell’utente.
I brand che adottano logiche AEO stanno già intercettando visibilità diretta all’interno delle risposte AI, nel momento stesso in cui l’utente sta costruendo la propria decisione.
Cos’è davvero l’AEO
L’AEO rappresenta un’evoluzione della SEO tradizionale. Non si limita a ottimizzare i contenuti per la SERP, ma li progetta per fornire risposte dirette, immediate e riutilizzabili.
Si tratta di contenuti pensati per:
- motori conversazionali
- assistenti vocali come Siri, Alexa e Google Assistant
- AI generative
- sistemi di risposta automatica
L’obiettivo dell’AEO o Answer Engine Optimization non è semplicemente ‘apparire’, ma essere selezionati come fonte da cui le AI estraggono, sintetizzano e restituiscono informazioni.
Non sorprende che circa l’86% dei professionisti SEO abbia già integrato strumenti di intelligenza artificiale nei propri processi e che oltre l’88% dei marketer utilizzi regolarmente l’AI nelle attività quotidiane: l’AI non è più un dominio sperimentale, ma una componente strutturale dei team digitali.
AEO e SEO: un’evoluzione, non una sostituzione
L’AEO non nasce per rimpiazzare la SEO, ma per estenderla.
Se la SEO tradizionale ottimizza per:
- posizionamento
- clic
- traffico
l’AEO ottimizza per:
- citazione
- estrazione della risposta
- affidabilità semantica
La differenza principale tra SEO e AEO sta nell’obiettivo finale: la prima punta al ranking generale nei risultati organici, mentre l’AEO privilegia risposte concise, strutturate e immediatamente utilizzabili.
Perché le AI citano alcune fonti e ignorano altre
Le AI non selezionano i contenuti perché ‘più ottimizzati’, ma perché più affidabili e più facili da interpretare. Il criterio non è la densità di keyword, ma la capacità di fornire una risposta chiara, corretta e immediatamente riutilizzabile.
In particolare, tendono a privilegiare contenuti che:
- rispondono direttamente a una domanda
- utilizzano un linguaggio chiaro, neutro e informativo
- mostrano competenza reale sul tema
- presentano una struttura facilmente segmentabile
Questo è lo stesso principio che governa anche gli snippet featured, ovvero quei riquadri di risposta che compaiono in cima ai risultati di Google e che forniscono direttamente la spiegazione a una domanda, senza obbligare l’utente a cliccare su un sito.
Strutture basate su domande seguite da risposte concise facilitano l’estrazione delle informazioni e aumentano la probabilità che un contenuto venga citato o sintetizzato dalle AI, rispetto a testi narrativi o dispersivi.
In altre parole, non è la lunghezza a fare la differenza, ma la capacità di offrire blocchi informativi pronti all’uso, che l’AI possa riconoscere, isolare e riutilizzare senza ambiguità.
Scrivere per l’estrazione: come leggono davvero le AI
Uno degli errori più comuni è continuare a scrivere esclusivamente per la lettura umana. Le AI non seguono un testo in modo lineare: lo analizzano per unità informative, individuando definizioni, relazioni logiche, spiegazioni e dati verificabili.
Ogni sezione deve quindi poter vivere anche autonomamente, perché potenzialmente verrà estratta, sintetizzata o riformulata all’interno di una risposta generativa. Quando le informazioni sono implicite, disperse o ambigue, l’AI tende semplicemente a ignorarle.
Non è solo una questione di stile, ma una vera e propria leva strategica e misurabile.
Con la diffusione delle risposte generate automaticamente, il traffico complessivo tende a ridursi, ma quello che arriva sui siti è spesso più consapevole, più informato e più vicino a una decisione.
Essere citati come fonte significa comparire nel momento in cui l’utente si sta formando un’opinione, non quando sta semplicemente esplorando.
Struttura semantica e comprensione: perché la forma conta quanto il contenuto
La struttura è uno dei principali segnali AEO. Non serve solo a ordinare il testo, ma a renderlo comprensibile ed estraibile.
Per farsi citare dalle AI, un contenuto deve avere alcuni elementi chiave:
- titoli e sottotitoli gerarchici coerenti e chiari;
- risposte concise (1–2 frasi) subito sotto ogni titolo;
- paragrafi introduttivi che chiariscono la risposta subito;
- paragrafi non eccessivamente lunghi;
- l’uso di markup strutturati (FAQPage, HowTo o QAPage);
- evidenziazione delle entità chiave;
- ottimizzazione orientata alle entità e ai concetti, non solo alle keyword.
Un contenuto disordinato può anche posizionarsi nei risultati tradizionali, ma difficilmente verrà scelto come fonte AI. Al contrario, una struttura basata su definizioni e spiegazioni progressive aumenta sensibilmente la probabilità di citazione.
Misurare l’AEO: tra traffico, conversioni e visibilità indiretta
Misurare l’AEO richiede di andare oltre ranking e traffico. Con l’aumento delle risposte dirette, una parte delle ricerche diventa zero-click, ma questo non equivale a una perdita di valore.
I siti ottimizzati per AEO registrano spesso meno visite dirette, compensate però da:
- crescita dei referral da sistemi AI;
- utenti più qualificati;
- tassi di conversione più elevati.
Mentre i clic complessivi possono diminuire, l’utente che effettivamente visita il sito dopo essere stato indirizzato da un’AI tende a essere più qualificato, più vicino a una decisione e quindi, tenderà a convertire con maggiore frequenza.
L’esposizione come fonte rafforza la percezione di autorevolezza e produce effetti lungo tutto il funnel, anche quando il clic non è immediato.
Autorevolezza e fiducia: elementi misurabili
Nel linguaggio dell’AEO, si parla spesso di E-E-A-T, un acronimo che sta per Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness. In parole semplici, si tratta dei quattro pilastri che determinano quanto una fonte può essere considerata affidabile e credibile da chi legge (in questo caso anche da un modello di intelligenza artificiale):
- Experience indica che il contenuto è scritto da chi ha esperienza diretta sull’argomento;
- Expertise si riferisce alla competenza tecnica o specialistica dell’autore o della fonte;
- Authoritativeness riguarda la reputazione della fonte nel proprio ambito;
- Trustworthiness è la fiducia generale che gli utenti (e i sistemi di valutazione) ripongono nel contenuto e nella sua accuratezza.
Non è solo un principio teorico, ma un fattore che può influenzare concretamente la probabilità di citazione da parte delle AI. Contenuti che dimostrano esperienza reale, competenza e affidabilità vengono citati più spesso e in contesti più rilevanti.
Questo non significa necessariamente che un contenuto con E-E-A-T elevato verrà sempre citato, ma a parità di qualità informativa è molto più probabile che venga utilizzato come fonte di risposta rispetto a contenuti superficiali o generici.
Perché l’AEO ha un ruolo sempre più strategico
Le trasformazioni in corso non sono solo una moda passeggera. Secondo Gartner, il traffico da ricerche tradizionali continuerà a calare del 25% entro la fine del 2026, mentre gli strumenti di ricerca basati su AI attireranno sempre più attenzione e influenzeranno la diffusione delle informazioni.
Chi investe oggi in contenuti progettati per comprensione, estrazione e citazione costruisce un posizionamento difficile da recuperare per chi resta ancorato alla sola SEO tradizionale.
Le strategie AEO, quando ben implementate, spostano l’attenzione dal semplice ‘posizionarsi più in alto nei risultati’ a ‘essere riconosciuti come fonte affidabile quando l’utente chiede una risposta diretta‘.
Con queste nuove regole del gioco, SOCIAL FACTOR | DEDA DIGITAL lavora sull’AEO come estensione naturale delle strategie SEO e di content design, aiutando i brand a progettare contenuti capaci di dialogare con i nuovi motori di risposta e con l’ecosistema AI in continua evoluzione.
Fonti: Gartner, Salesforce, Seamus, Google Search Central.