Anche per il 2026 viene confermato il Bonus Pubblicità, l’incentivo pensato per sostenere gli investimenti in comunicazione di imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali. L’agevolazione resta circoscritta a canali ben definiti e richiede una valutazione attenta sia della tipologia di investimento sia del mezzo di informazione scelto.
Introdotto nel 2017, il Bonus Pubblicità nasce con un doppio obiettivo: sostenere il settore dell’informazione e incentivare una comunicazione pubblicitaria strutturata e qualificata. Dopo le deroghe straordinarie previste tra il 2020 e il 2022, dal 2023 la misura è tornata alla sua configurazione ordinaria, che viene confermata anche per il 2026.
Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti e può essere richiesto solo se la spesa supera di almeno l’1% quella sostenuta sugli stessi mezzi nell’anno precedente. L’ambito di applicazione resta limitato alla stampa quotidiana e periodica, sia cartacea sia digitale.
Tetti di spesa e vincoli europei
Il Bonus Pubblicità non è illimitato. L’agevolazione opera infatti entro un plafond annuo di 30 milioni di euro e nel rispetto delle regole europee sugli aiuti de minimis. In caso di richieste superiori alle risorse disponibili, il credito riconosciuto può essere ridotto proporzionalmente.
Chi può accedere
Possono beneficiare dell’incentivo:
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le imprese, di qualsiasi forma giuridica;
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i lavoratori autonomi;
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gli enti non commerciali.
La condizione essenziale è aver effettuato investimenti pubblicitari su testate giornalistiche, cartacee o digitali, con un incremento minimo dell’1% rispetto all’anno precedente sugli stessi canali informativi.
Attenzione al mezzo di informazione
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la qualificazione del mezzo. Non tutti i siti o le piattaforme digitali danno diritto al bonus. Sono ammessi esclusivamente gli investimenti su giornali quotidiani e periodici, locali o nazionali, regolarmente registrati presso il Tribunale o iscritti al ROC e dotati di un direttore responsabile. Restano quindi esclusi social network, portali generici e canali di comunicazione non riconducibili a una testata giornalistica ufficiale.
Tempi e modalità
La procedura di accesso avviene tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Tra il 1° e il 31 marzo va presentata la comunicazione per l’accesso al credito, che ha valore di prenotazione delle risorse. Tra il 9 gennaio e il 9 febbraio dell’anno successivo è invece necessario inviare la dichiarazione sostitutiva che certifica gli investimenti effettivamente realizzati.