WPP Media ha condiviso ulteriori dettagli relativi al report Advertising Intelligence Framework citato per la prima volta nelle ultime stime pubblicitarie globali – This Year, Next Year – pubblicate lo scorso dicembre.
Il framework funge da guida con cui valutare le competenze dei fornitori di intelligence come partner pubblicitari, nell’ottica delle esigenze e dei requisiti specifici degli inserzionisti globali.
Applicato all’attuale mercato dei principali provider di intelligence, rivela uno scenario stratificato caratterizzato da diversi fornitori solidi e versatili e da molteplici percorsi verso il successo futuro, in vista dell’ingresso nell’era della pubblicità basata sull’intelligenza artificiale.
Dettagli principali
- Il framework individua cinque categorie di competenze chiave che, secondo WPP Media, determineranno quali attori diventeranno le principali fonti di intelligence per aziende e consumatori entro il 2030. Queste sono:
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- Data Assets: gli input fondamentali che abilitano le competenze di intelligence. Questa categoria misura il volume, la qualità e la varietà dei dati proprietari che le aziende possiedono sui consumatori, sulle imprese e sul mondo fisico.
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- AI/Tech: la capacità di elaborare i dati in ingresso per ottenere output intelligenti. Questa categoria valuta lo sviluppo di modelli, le infrastrutture e gli algoritmi specializzati che alimentano un’intelligence personalizzata e proattiva.
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- Distribution: l’abilità nel saper raggiungere gli utenti e fornire punti di accesso per i servizi di intelligence. Ciò include i modelli di coinvolgimento degli utenti, i dispositivi endpoint, la completezza dell’ecosistema e la fiducia che ispira la ricettività nei confronti dell’intelligence predittiva.
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- Commerce/Transaction: saper monetizzare l’intelligence attraverso il commercio e la pubblicità. Questa categoria valuta l’infrastruttura per le transazioni, i sistemi pubblicitari e le relazioni commerciali.
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- Content/Media: la capacità di abbinare l’intrattenimento alle opportunità pubblicitarie e alle piattaforme di intelligence. Questa categoria esamina come la proprietà dei contenuti permetta di creare un inventario pubblicitario ad alto impatto, l’integrazione commerciale e il consolidamento dell’ecosistema, focalizzandosi non solo sulla qualità intrinseca dei contenuti.
- Un’analisi preliminare rivela livelli di maturità variabili tra le diverse categorie e il mercato; la distribuzione è identificata come il vantaggio competitivo più duraturo e la principale barriera d’ingresso, mentre i modelli fondamentali di intelligenza artificiale stanno subendo una rapida comoditizzazione.
- I partner in grado di offrire segnali multimodali persistenti, sistemi di intelligenza artificiale trasparenti e soluzioni di contenuti acquistabili in continua evoluzione per navigare efficacemente in un panorama in continua trasformazione, saranno i più adatti a supportare gli inserzionisti globali.
- All’inizio dell’era della pubblicità basata sull’intelligenza artificiale, il mercato è fluido e le strade verso il successo sono numerose. Il futuro sarà caratterizzato da scelte importanti in materia di sviluppo delle capacità, fusioni e acquisizioni (M&A) e partnership che potrebbero cambiare radicalmente il panorama competitivo nei prossimi mesi e anni.
L’analisi raggruppa gli attuali leader di mercato in quattro gruppi strategici: Ecosystem Builders, Specialists, Challengers e Hardware Heavyweights.
- Ecosystem Builders:i fornitori appartenenti a questo gruppo combinano un’ampia copertura dei consumatori e una distribuzione multicanale con una monetizzazione diversificata. Sono forti in almeno tre delle cinque competenze chiave (Data, AI/Tech, Distribution, Commerce, Content) e spesso definiscono gli standard del settore e plasmano il panorama competitivo.
Nell’analisi, questa categoria è attualmente composta da Alphabet e Amazon.
- Specialists: si caratterizzano per avere una profonda forza in uno o due pilastri (ad esempio, coinvolgimento sociale, infrastruttura commerciale). Eccellono nella loro nicchia e si affidano a partnership o ecosistemi federati per colmare le lacune in altre competenze.
Questa analisi inaugurale raggruppa Alibaba, Meta, Microsoft, Tencent e xAI in questa categoria.
- Challengers: nell’era della pubblicità basata sull’intelligenza artificialei player emergenti o in rapida evoluzione che dispongono di tecnologie all’avanguardia o di vantaggi distributivi unici possono essere meglio descritti come “Challengers”. Queste aziende puntano a competenze complete, ma attualmente non dispongono della portata o dell’ampiezza degli altri fornitori. Il loro successo futuro dipenderà dalla loro capacità di continuare a innovare rapidamente, stringere alleanze strategiche e operare con rapidità.
L’analisi colloca Apple, ByteDance e OpenAI nella categoria challenger.
- Hardware Heavyweights:queste aziende sono quelle che meglio riescono a sfruttare le dimensioni significative di dispositivi ed ecosistemi di sensori (telefoni, dispositivi wearable, case intelligenti, automotive) a loro disposizione. I loro vantaggi consistono nella rete di distribuzione fisica e nei dati reali, ma dovranno sviluppare servizi, livelli di intelligence e sistemi pubblicitari per sfruttare al meglio le opportunità di monetizzazione future.
Attualmente Samsung e Xiaomi sono considerati come i pilastri di questo raggruppamento strategico.
- Il report, infine, identifica cinque interrogativi strategici per gli inserzionisti cruciali mentre ci accingiamo ad entrare nell’era dell’intelligenza artificiale nella pubblicità. Questi sono:
- Possediamo l’intelligence dei nostri clienti o la stiamo solo noleggiando?
- I nostri partner sono in grado di dimostrare incrementi e conversioni off-platform affidabili senza capacità commerciali dirette?
- Le nostre attuali strategie di targeting sono costruite per resistere ai cambiamenti nella normativa sulla privacy fino al 2030?
- Abbiamo piani solidi nel caso in cui la distribuzione subisca un calo improvviso tra i nostri principali partner?
- Quando gli AI chatbot prenderanno decisioni di acquisto per conto dei consumatori, raccomanderanno i nostri prodotti o servizi?