Youmark

Cannes Lions 2013/Dematteis: McCann e Publicis devono essere il doppio felici dei loro Bronzi nel Direct, perché con Tutssel presidente di giuria i premi si sono dimezzati. E avercela fatta vale molto di più

A dirlo a youmark è il nostro giurato Paolo De Matteis (tra l’altro il medesimo non capisce come mai, nonostante l’avvenuta comunicazione tempestiva al Festival della sua dipartita da Leo Burnett, egli si trovi lì con un badge a nome dell’agenzia… misteri del Festival…). Ed è tutta una questione di numeri.

Se, infatti, quest’anno i lavori iscritti sono stati addirittura una cinquantina in più del 2012, non altrettanto è successo al medagliere. Il presidente di giuria Mark Tutssel (sembra peraltro che dalla shortlist in poi abbia rimescolato le categorie per la definizione dei Leoni, creando un certo scompiglio, che si suppone voluto allo scopo di essere il più selettivi possibile) non ha ammesso vie di mezzo. Pochi ma buoni e soprattutto distinguendo senza mezzi termini tra cosa è e non è direct.

Per dare un’idea, gli Argenti nel 2012 furono 26, quest’anno sono stati 17, ma è soprattutto nei Bronzi che la differenza si fa rilevante, 28 contro 44. Capite il perché del doppio applauso?  

Qualitativamente, poi, c’è da sottolineare come la polarizzazione tra eccellente e buono sia stata foriera della caratterizzazione tra fasce di lavori.  E se avrete voglia di andare a studiare i diversi Leoni, non avrete dubbi. A partire dal Grand Prix alla già pluripremiata campagna di McCann Melbourne ‘Dumb Ways to Die’ (che peraltro ha pure aiutato a decretare Australia e Nuova Zelanda quali paesi più rilevanti in questa edizione. segnalando pure il  lavoro Third Eye di DDB Group Singapore che per dare voce a una telco Starhub Mobile ha creato una app con cui i non vedenti scattando una foto si sentono raccontare da 3000 volontari nel mondo cosa stanno vedendo) .

Tornando all’Italia, come sempre c’è da lamentare la nostra scarsa capacità di saper vivere Cannes come occasione di business per l’intera industry. Certo, l’Adci qualcosa con Goodfellas ha fatto, ma siamo lontani da iniziativi di relazione con i giurati del calibro di ‘Stand Out’, la pubblicazione dei lavori provenienti da tutto il Sudamerica che viene recapitata a casa di ogni giurato prima dell’inizio del Festival.

Far conoscere i progetti, infatti, è oggi ancora più importante vista la nuova regola che consente solo un ripescaggio e solo se si tratta di lavoro effettivamente visionato (contate che sui 2578 arrivati, ogni giurato ne passa in rassegna circa un quarto). Tanto che per Dematteis non è stato possibile riproporre due lavori secondo lui meritevoli, Loveville Durex e Cinzia your skin friend. Così come si dice certo che degli italiani ce ne erano altri cinque che avrebbero potuto entrare senza problemi in shortlist.