Indice dei contenuti
Charlie Chaplin diceva “la vita è una tragedia in primo piano, ma una commedia in campo lungo”. Vuol dire che certe cose che sembrano drammatiche quando vissute intensamente, in prima persona, perdono tutta quella tragicità se guardate da lontano o con distacco. È quello che accade in The Drama, prodotto da A24, casa di produzione che come marchio di fabbrica ha scelto di impegnarsi in film non banali. E non lo è affatto nemmeno questo, storia d’amore continuamente destrutturata e ricostruita.
Le cose non dette
The Drama è la storia di una coppia, Emma (Zendaya) e Charlie (Robert Pattinson). Dopo un anno insieme decidono di sposarsi. Charlie sta scrivendo al computer, leggendolo ad alta voce a un amico, e quindi a noi, il suo discorso di nozze. Le parole, mentre le ascoltiamo, prendono forma sul bianco foglio word. Tutto sembra andare per il meglio. Fino a che a cena con una coppia di amici, entrambi cadono nel tranello di un gioco: devono confessare la cosa peggiore che abbiano mai fatto in vita loro. E così arriva la rivelazione che cambia tutto, Ci vengono in mente film come Confidenza, Il nome del figlio, Perfetti sconosciuti, Le cose non dette. Sono tutte storie in cui basta una parola, una rivelazione, un momento a far crollare il castello e a far vedere una persona sotto una luce completamente diversa.
Un film che si cancella e si riscrive continuamente
Un racconto che si spezza e si ricompone continuamente. È una storia che nasce attraverso i racconti, i ricordi, le dichiarazioni – vere o false non possiamo saperlo – e l’immaginazione che da questi racconti nasce. Non c’è un narratore onnisciente che guarda tutto dall’alto, che tutto sa e che ci racconta la storia. No, la storia la apprendiamo da come l’apprendono i protagonisti, senza certezze, senza precisione. E così, come i personaggi, anche noi siamo increduli, stupiti e curiosi di sapere cosa accadrà. È un mosaico, un puzzle da ricomporre, ma in cui non siamo neanche sicuri di avere i pezzi giusti. Come il protagonista, con i pochi indizi a disposizione, con delle storie che arrivano da tanti anni prima, non sappiamo che cosa pensare. Che cosa sia vero e cosa no. Che cosa sia giusto e cosa no.
Un film di Kristofffer Borgli, il regista di The Dream Scenario
The Drama è un film di Kristoffer Borgli, che ci aveva colpito con il suo precedente film, The Dream Scenario: Hai mai sognato quest’uomo?, storia di un professore, interpretato da Nicholas Cage, che scopre di apparire con ricorrenza nei sogni di molte persone. In quelle immagini che arrivano dai sogni non c’è niente di davvero onirico, immaginifico. Sono invece molto realistiche, e spesso ordinarie. All’inizio, almeno, non c’è uno scarto tra il Paul del sogno e quello della realtà. E la regia gioca spesso tra l’atmosfera simile che c’è tra le due dimensioni, tanto che a volte prova a confonderci su quello che stiamo vivendo. È una storia, costruita in modo molto intelligente, che usa il sogno come media. Una riflessione sulla comunicazione e il marketing, e il mondo di oggi che ne è pervaso. Paul appare nel flusso dei sogni senza senso, in mezzo ad altre cose, come arrivano a noi oggi, ogni giorno, sui social contenuti che a volte hanno senso a volte no, e sono completamente slegati dal contesto, dal nostro feed.
The Drama è un film soggettivo e impressionista
Anche The Drama, in fondo, è un viaggio in più dimensioni. Se il precedente film si muoveva tra la vita reale e il sogno, questo si muove tra la vita presente e quella passata, cioè quella in cui Emma e Charlie sono insieme, e conoscono i fatti dal momento in cui si sono conosciuti, e quella in cui non si conoscevano ancora, e possono apprendere solo attraverso il racconto dell’altro. The Drama si muove quindi tra noto e ignoto, tra la vita come scorre e l’immaginazione. Anche qui, infatti, ci sono sogni, ma sono quelli ad occhi aperti. È per questo che, come quel film, anche The Drama è un film soggettivo, impressionista: è visto attraverso gli occhi dei protagonisti, i loro racconti. La parola “drama” significa dramma, ma anche genere drammatico e componimento teatrale, pièce. Emma e Charlie mettono in scena questo loro spettacolo, a uso e consumo di chi è intorno a loro e di noi che stiamo guardando.
Una storia dove irrompe sempre qualcosa di esterno
È un film particolarissimo proprio grazie alla regia, intesa come direzione degli attori e ricerca del tono giusto, ma soprattutto come arte di raccontare. The Drama stupisce per come la nostra percezione della storia cambia di continuo mentre e in atto. Ma anche perché nella storia irrompe sempre qualcosa di esterno e di improvviso. Un suono, un’altra scena che non ci aspettavamo, un personaggio che entra in campo pur non essendo l’oggetto principale dell’inquadratura. Un segnale in arrivo dal proprio passato.
Se il matrimonio diventa marketing
Scene da un matrimonio, si direbbe, citando il titolo di un famoso film. E proprio sul matrimonio è stata fondata la strategia di marketing del film. Tutto ruota, infatti, a quello presunto di Zendaya con Tom Holland, il suo compagno, conosciuto sul set dei film di Spider-Man. Si dice infatti che i due si siano davvero già sposati in segreto. Il gossip ha cominciato a circolare tra i fan ed è diventato virale, soprattutto dopo che l’attrice è stata avvistata con un anello semplice all’anulare sinistro, molto simile a una fede nuziale. Così è nata una vera e propria “caccia al tesoro”, cioè agli indizi, secondo una tesi che vorrebbe che Zendaya stia confermando le indiscrezioni attraverso i suoi look. Su alcuni red carpet è apparsa in bianco, un chiaro riferimento all’abito da sposa. Ma, in altre occasioni, sarebbe apparsa con qualcosa di “nuovo”, di “vecchio”, di “blu” e di “preso in prestito”. Teoria studiata ad arte dai press agent? O teoria dei fan colta e cavalcata ad arte? Ancora una volta una campagna di marketing americana ci sembra decisamente riuscita: del film si sta parlando, e tanto. Non siamo proprio al Chemistry Marketing di Cime tempestose, ma è comunque un mescolare arte e vita privata per creare interesse attorno a un film. È una campagna meno geniale di quella di Marty Supreme, ma decisamente riuscita.
Un matrimonio a Las Vegas diventa lancio del film
E il tema “matrimonio” è stato declinato anche in altri modi. Ad esempio, con un evento andato in scena a Las Vegas in una delle classiche wedding chapel: è comparsa Zendaya in compagnia di Alana Haim (attrice che recita in The Drama), ha firmato un certificato di matrimonio da testimone e ha posato con gli sposi (e il cartonato di Robert Pattinson). La comparsa di Zendaya faceva ovviamente parte di una trovata promozionale di A24: una vera cappella di Las Vegas è diventata estensione temporanea dell’universo del film. Tutto nasceva da un invito ad alcune coppie a candidarsi per sposarsi davvero lì attraverso un sito ad hoc, con il link a una pagina con le informazioni per prepararsi al “matrimonio” tra Zendaya e Pattinson il 3 aprile. Che è la data di uscita del film nelle sale americane.
Zendaya e Robert Pattinson sposati dal Sindaco di Roma
Ed è stato matrimonio anche in Italia. Il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ricevuto infatti in Campidoglio Zendaya e Robert Pattinson. L’incontro si è svolto nella prestigiosa Sala Rossa, celebre sede dei matrimoni civili, in perfetta sintonia con il tema del film. I due hanno infatti scelto di presentarlo anche in Italia e la loro visita in Campidoglio, simbolo iconico della Capitale, oltre al lancio, è servita a sottolineare il legame indissolubile fra il grande cinema internazionale e Roma, dove la sera di giovedì 26 si è svolto un affollatissimo Gala Première. Insomma, questo matrimonio s’ha da fare.
di Maurizio Ermisino