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TBWA\Italia: Per il 2017, senza new business, puntiamo a una crescita double-digit. Forti di un servizio realmente integrato. E i progetti BNL ed Eni ne sono la conferma

L’anno che si è appena chiuso e il nuovo che si apre nelle risposte di Marco Fanfani (nella foto a lato), Ceo&Group Country Manager, e Nicola Lampugnani (più sotto), Chief Creative Officer TBWA\Italia.

Partiamo dai dati. Per il 2016 gli investimenti, qualsiasi sia la fonte della rilevazione, parlano di almeno un 3% in più, con la rete a fare da regina, la tv a occupare la metà della torta, o quasi, la stampa ancora in crisi, specie la quotidiana. Come questa situazione si è riflessa sul vostro andamento? Insomma, diamo i numeri, i vostri, indicando le previsioni 2017

“Siamo molto orgogliosi dell’andamento 2016 perché, nonostante la perdita di un cliente importante come McDonald’s, abbiamo interamente recuperato la perdita e il nostro fatturato è in linea con quello del 2015 nonostante questo. Non vorremmo sbilanciarci sul 2017 per doverosa scaramanzia, ma il budget approvato dal nostro board internazionale per il 2017 prevede, senza new business, una crescita double-digit. Se poi la sorte ci da’ una mano”…

Passando, invece, al qualitativo, in un contesto di comunicazione sempre più liquido, dove le specializzazioni hanno confini sempre più fluidi e indefiniti, siete soddisfatti di come siete riusciti a trasferire al mercato la vostra essenza e di quanto la conseguente differenziazione dal resto risulti premiante?

“Il buon andamento del 2016 è figlio della nostra capacità di proporre un servizio realmente integrato e prova ne è, ad esempio, che Nicola Lampugnani è direttore creativo di tutto il gruppo. Questa attitudine si sta dimostrando particolarmente efficace e differenziante sia in termini di new business che con i nostri clienti.  Ha fatto in modo, ad esempio, che Sky ci affidasse anche le attivazioni sul territorio e che BNL e Findomestic ci incaricassero di gestire anche le attività digital e social”.

In termini di innovazione. Di offerta, processo, servizio, creativa, organizzativa, cosa avete in serbo nel 2017?

“Stiamo lavorando in profondità, anche con una modalità innovativa, per ottimizzare le modalità di erogazione del servizio. A breve già potremo comunicare novità realmente significative”.

Schermata 2017-01-18 alle 22.49.51Difficile citare un cliente e progetto, ma dovendone scegliere uno realizzato nel 2016 a emblema della vostra visione, quale case history racconteresti e perché?

“Vorremmo citare un paio di progetti significativi che sono per due dei nostri più importanti clienti, perché è lì che si misura la vera capacità: esprimere note alte su cose cospicue fa la differenza. Una è la campagna mutui BNL, una campagna realmente integrata con online, offline e una forte attività digital e poi Eni per l’Italia, campagna istituzionale importante anche per il valore culturale che esprime. Sono inoltre due progetti nati da reale partnership con il cliente”.

Da un lato, la comunicazione ha bisogno di recuperare cultura e di trasferire, anche insegnandolo, il valore dell’autorialità, dall’altro di ricalarsi nella vita reale andando a conoscere lì le persone, quando si esprimono nel loro modo più vero. Si tratta di facce della stessa medaglia o di dicotomia inconciliabile? Ossia, è possibile alzare l’asticella qualitativa coinvolgendo la gente, abituando al bello, dirigendo il ‘senso di cool, il gusto collettivo’, assumendosi dunque la responsabilità e l’onore di poterlo fare, anche nei confronti delle aziende clienti?  

“Non siamo così arroganti da pensare che la pubblicità sia l’unico metro per spostare il gusto delle persone. Sicuramente la comunicazione commerciale ha grande influenza sugli atteggiamenti e i comportamenti delle persone, e quindi è importante il rispetto di valori e criteri da parte di chi fa questo lavoro. Noi pensiamo comunque di essere propulsivi in tal senso”.