Elio Silvagni, imprenditore a capo del Gruppo Silver 1, proprietario dei marchi Rafting Goldstar, Biomodex e Valleverde (acquistato nel 2015 dopo fallimento e portato a un fatturato che si aggira sui 30 milioni), per un totale di 1300 punti vendita, non è nuovo a prese di posizione pubbliche che vanno oltre la semplice promozione aziendale. L’ultima pagina stampa apparsa lo scorso febbraio titolava ‘Svegliati Europa’, un body copy articolato per un messaggio rivolto alle istituzioni e all’intero comparto produttivo, nell’obiettivo di difendere le imprese europee, prima che sia troppo tardi.

Una comunicazione che va oltre il brand
La campagna ‘Svegliati Europa’ nasce dalla preoccupazione di una progressiva liberalizzazione dei mercati senza adeguate tutele per i settori in difficoltà. Silvagni pone una domanda chiara: come può difendersi il comparto calzaturiero europeo di fronte a produzioni gigantesche come quelle provenienti dall’India o dal Brasile? Se l’India produce quasi tre miliardi di paia di scarpe e il Brasile centinaia di milioni e se il mercato europeo è già fortemente esposto alle importazioni dall’Estremo Oriente, quale sarà il futuro delle aziende che operano nella fascia media del mercato? Non è una richiesta indiscriminata di dazi. “ Non si tratta di replicare politiche generalizzate, ma di ragionare per settori. Ci sono comparti, come vino, prosciutto o parmigiano, che non necessitano di protezione perché fortemente competitivi. Ma le calzature sono in una fase critica e meritano strumenti di tutela adeguati”. Difendere le imprese europee significa difendere lavoro, competenze e filiere produttive. “Svegliati Europa” è dunque un invito alla responsabilità politica, ma anche alla consapevolezza collettiva.
Un impegno già visto durante il Covid
Non è la prima volta che Silvagni utilizza la comunicazione in chiave ‘di sistema’. Durante il periodo del Covid, quando le aziende erano chiuse, gli ordini annullati e il futuro incerto, scelse di intervenire pubblicamente. Anche allora il messaggio non era soltanto commerciale: era un appello a riflettere sulle scelte fatte e sulle conseguenze per il sistema produttivo. Oggi quell’approccio ritorna, ma con un obiettivo ancora più ampio, affrontare una trasformazione economica globale che rischia di penalizzare in modo strutturale il manifatturiero europeo.
La voce di una fascia produttiva spesso trascurata
Silvagni evidenzia anche il problema della rappresentanza. Gran parte dell’attenzione ruota attorno all’alta moda. Ma esiste un’ampia fascia di imprese che produce per il pubblico medio, che tra l’altro rappresenta numericamente una parte rilevante del mercato e che oggi è la più esposta alla concorrenza internazionale sui prezzi. È questa la fascia vessata dalle importazioni massicce e dalla pressione sui margini. Una crisi che non riguarda solo le calzature, ma “la differenza è che non tutti possono ‘scendere in piazza’, la protesta, quindi, assume altre forme: la comunicazione, la presa di posizione pubblica, l’appello istituzionale”.
Europa unita o Europa fragile
Il messaggio è anche politico.. Silvagni richiama l’idea di un’Europa realmente coesa, capace di agire come blocco compatto nelle scelte strategiche. A suo avviso, Germania, Francia, Inghilterra e Italia sono i pilastri storici del progetto europeo da dove dovrebbe ripartire una visione comune, con regole chiare e condivise. Il rischio, altrimenti, è quello di un continente frammentato, incerto sulle proprie alleanze e privo di una linea economica coerente, con il progressivo impoverimento dell’Europa rispetto ad altre aree del mondo.
La strategia di Valleverde: comunicare con responsabilità
L’azienda comunica in modo strutturato, agenzia MAP Communication, utilizzando TV, radio, affissioni, stampa, con una strategia integrata, calibrata sulle possibilità dell’azienda, senza forzature finanziarie. La comunicazione commerciale e quella ‘di sistema’ non sono in contraddizione, ma convivono. E i risultati premiano con un fatturato nell’ordine dei 30 milioni, che però non abbassa la guardia di fronte al segnale dell’abbassamento del prezzo medio, con consumatori sempre più attenti al costo.