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Siete mai stati al Sónar Barcellona? Non rispondete no, perché è il Festival della Musica. Rimarreste sorpresi nello scoprire quanto altrettanto importanti siano lì diventate Creatività e Tecnologia, o meglio, la Tecnologia al servizio della Creatività. Ecco perché, grazie a un corrispondente molto speciale, youmark ha deciso di farvelo scoprire. Samuele Franzini, co-founder Souldesigner e SWARM Hybrid Design Lab & Hackademy, vi riassume cosa vale la pena di ‘portare a casa’ da questa edizione

Il Sónar Barcellona non ha solo la musica nel suo dna. Edizione dopo edizione, infatti, crescono nel pubblico e nella risposta artistica della tre giorni catalana quelli che sono gli altri due ingredienti ufficiali: la creatività e la tecnologia.

La tecnologia al servizio della creatività e della trasformazione digitale per nutrire l’ecosistema imprenditoriale è la tematica che incarna il Sonar+D, una programmazione parallela e laboratoriale fatta di conferenze che in questa edizione hanno spaziato dall’intelligenza artificiale al IoT, ai workshop, attraverso un’area dedicata alle startup più innovative ed un market in cui è stato possibile provare le demo delle ultime creazioni tecnologiche provenienti da studi e università internazionali. Occhi puntati sull’americana School for Poetic Computation che annovera docenti come Zach Lieberman, co-creatore della libreria per creative coders OpenFrameworks .

Schermata 2017-06-27 alle 19.27.37Uno dei protagonisti indiscussi di quest’anno è stato sicuramente stato l’artista giapponese Daito Manabe che con il suo studio Rhizomatiks (co-diretto con Motoi Ishibashi) ha presentato il suo ultimo lavoro ‘Phosphere’ nel monumentale spazio del SonarPLANTA. Una architettura ibrida in cui specchi sincronizzati, macchine del fumo, raggi di luce si combinano per creare un’esperienza immersiva senza precedenti. L’artista nipponico ha inoltre affiancato con una performance visual real-time il live del beatmaker americano Nosaj Thing e sempre firmata dal suo studio una delle experience di realtà virtuale fruibili nell’area dedicata oltre a quelle di Memo Akten, Gabo Arora e altri ancora.

Schermata 2017-06-27 alle 19.28.51Sempre in tema di protagonisti, non possiamo dimenticarci dell’icona islandese Bjork, che oltre ad inaugurare il Festival con un djset, ha regalato alla città una mostra che permette di immergersi nel suo universo con sistemi di realtà virtuale attraverso un’intima retrospettiva in chiave digital. Anche il maestro Brian Eno ha per l’occasione inaugurato al Santa Monica Arts Lightforms/Soundforms, una collezione di lavori in cui il dialogo tra luce e suono rappresentano il quadro attuale del suo recente operato e dei suoi piani a breve termine.

Schermata 2017-06-27 alle 19.29.55Per chi desiderava invece letteralmente immergersi nei contenuti visual, era presente negli spazi fieristici a pochi passi da Piazza di Spagna il dome Sonar360 by Movistar, in cui sdraiati sul pavimento, si è assistito alle proiezioni, godendo del suono spazializzato dei contenuti 360 realizzati, tra gli altri, da Joanie Lemercier, Will Young e Nicolas Nöel Jodoin.

Altra gemma del Festival è indubbiamente stata la performance audiovisuale ‘Shiro’ del duo franco-giapponese Nonotak, in cui le sonorità di Nakamoto dialogano perfettamente con un’impeccabile minimalismo di forme e volumi.

Nella medesima cornice del Sonar Complex è stato presentato in anteprima il progetto collaborativo in bilico tra documentario e performance in cui la cosmologa Dida Markovic ha condotto il viaggio musicato da Dopplereffekt in una scenografia video creata ad hoc dal collettivo AntiVJ.

Infine, tutti coloro che erano al Sónar per esplorare i nuovi inediti sentieri tra arte e tecnologia, non dimenticheranno facilmente il live del producer Alejandro Ghersi, in arte Arca, con il videomaker di origini giapponesi Jesse Kanda, ma anche lo show del duo berlinese Amnesia Scanner, con l’ambizioso obiettivo di trasformare lo stage in un organismo vivente, e, per concludere, Sónar de Noche (ossia sino all’alba), con l’artista elettronico francese Vitalic. Insomma, impossibile tornare senza ispirazioni!

Chi è Samuele Franzini

Fondatore di Souldesigner Creative Technology Boutique e SWARM Hybrid Design Lab & Hackademy, inizia con la sua formazione artistica nel mondo del fashion e successivamente si dedica a differenti forme di regia e storytelling. Fin dai primi albori di internet, lavora su progetti e strategie creative nell’ambito del digital e delle tecnologie. Dalla nascita di Souldesigner Hybrid Design Studio si focalizza sull’interaction experience e sul media design. Dal 2015 è docente di Interaction Design presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.