Solo poco più di un marketer su tre possiede le competenze fondamentali necessarie per operare in modo efficace. È quanto emerge da un nuovo studio globale di Ipsos, che accende i riflettori su un problema sempre più rilevante per il settore: il divario tra velocità operativa e solidità delle conoscenze.
In un contesto in cui il marketing è chiamato a muoversi rapidamente, tra crescente complessità e maggiore responsabilità, il vero rischio non è la velocità in sé, ma la mancanza di basi solide su cui prendere decisioni. Il report sottolinea infatti come un’esecuzione rapida, se non supportata da competenze adeguate, possa tradursi in scelte poco efficaci.
L’indagine, condotta su oltre 1.200 professionisti tra Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Australia, evidenzia come due marketer su tre non dispongano delle conoscenze necessarie per affrontare decisioni complesse sotto pressione. La valutazione si basava su dieci concetti chiave del marketing, ma solo una minoranza dei partecipanti ha raggiunto la soglia considerata adeguata.
La formazione nodo nevralgico
A fare la differenza è soprattutto la formazione. I marketer con un percorso strutturato – tra lauree, certificazioni e corsi – risultano molto più preparati rispetto a chi ha imparato esclusivamente sul campo. Non si tratta solo di conoscenze teoriche, ma di un vero e proprio framework mentale che consente di interpretare meglio i problemi e prendere decisioni più consapevoli.
Questa maggiore preparazione si riflette anche nei risultati professionali: chi ha una formazione solida mostra più sicurezza, una crescita di carriera più chiara e una maggiore capacità di sostenere le proprie scelte, anche in termini di budget.
Allo stesso tempo, il settore è attraversato da nuove pressioni. Lo studio segnala livelli elevati di stress tra i professionisti e una crescente preoccupazione per l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla stabilità lavorativa. In un ambito aperto e accessibile come il marketing, l’assenza di percorsi formativi obbligatori può infatti tradursi in una preparazione disomogenea.
Competenze e organizzazione
Un altro elemento critico riguarda le competenze avanzate: se molti marketer conoscono concetti di base come il marketing mix o la segmentazione, emergono lacune quando si tratta di misurare la crescita, valutare l’efficacia dei media o utilizzare correttamente le tecniche di ricerca. In contesti ad alta velocità, questa mancanza di profondità può diventare un limite significativo.
A complicare il quadro contribuiscono anche fattori organizzativi, come la mancanza di dati strutturati, processi decisionali lenti o una scarsa collaborazione tra team, che rendono difficile applicare in modo rigoroso anche le competenze esistenti.
In questo scenario, le capacità diventano sempre più un vantaggio competitivo. Con l’intelligenza artificiale che accelera i processi e riduce i costi di produzione, non basta più essere presenti al tavolo delle decisioni: serve dimostrare impatto concreto.
Per questo, il report invita aziende e professionisti a investire con continuità nella formazione e nell’apprendimento. Rafforzare le basi del marketing non significa rallentare, ma al contrario prendere decisioni più rapide, coerenti e sostenibili. E, come sottolineano gli autori, è proprio nella condivisione di conoscenze e nella collaborazione che il settore può trovare la sua forza per affrontare le sfide future.