A volte basta una domanda buttata lì, sotto un post: “Avete mai notato che i semi del peperone sembrano patatine?” È da un’osservazione spontanea di un’influencer che prende forma l’ultima campagna di Ruffles in Brasile: un’idea semplice, quasi banale, trasformata in un’attivazione urbana capace di fondere cultura social, ironia e manifattura artigianale.
Il progetto nasce per accompagnare il lancio del gusto Mexican Pepper e si inserisce nel filone ‘Random Thoughts’, la piattaforma creativa con cui il brand intercetta e rilancia in tempo reale le suggestioni della propria community.
Sembra AI, è produzione reale
Quando l’influencer Larissa Gloor fa notare la somiglianza tra semi di peperone e chips, il team creativo di Ampfy decide di prendere l’idea alla lettera – e di portarla fuori dallo schermo. Così, tra San Paolo e Rio de Janeiro, compaiono peperoni fuori scala, iper-realistici, aperti per mostrare all’interno non semi ma vere e proprie patatine.
L’effetto è straniante: le immagini sembrano generate dall’intelligenza artificiale, con quella patina surreale che oggi domina l’estetica digitale. In realtà, è tutto fisico. Per realizzare gli scatti sono stati modellati grandi peperoni in argilla, mentre le chips-semi sono state prodotte con la stampa 3D, in un lavoro di precisione che ha coinvolto l’artigiano Hugo Miguel e il fotografo Nano Cunha. Il risultato è un cortocircuito visivo perfettamente calibrato: qualcosa che appare impossibile, ma che esiste davvero.
Dal feed al mondo reale (e ritorno)
La campagna vive in OOH e sulla stampa, ma soprattutto continua a generare contenuti social, chiudendo il cerchio con il punto di partenza. Dalla spontaneità di un commento alla monumentalità di un’installazione urbana, Ruffles dimostra come le idee nate nei feed possano trovare una seconda vita nel mondo reale – e come il confine tra digitale e fisico sia sempre più sottile.