Interviste

Produzione, AI e centralità umana. Ecco perché il ruolo della cdp è imprescindibile

Il punto di partenza è la notizia della recente partnership con Labyrinth Studio che approfondisce le capacità di lavorare in AI di questa casa di produzione, senza rincorrere la tecnologia come fine, ma integrandola come mezzo

Come al nostro microfono spiegano Cesare Fracca, Founder ed Executive Producer, e Lorenzo Alaimo, Executive Producer, HAIBUN GROUP, la casa di produzione oggi è chiamata a fare ancora di più, sapendo realizzare progetti diversi, sempre in ottica problem solver, si tratti di produzioni tradizionali, in Ai o integrate. La partnership con Labyrinth nasce proprio per questo, approfondendo il lavoro già iniziato con la creazione di una divisione AI.

Il valore umano

L’AI restituisce una media di ciò che esiste già. Il valore aggiunto arriva solo se chi la utilizza possiede una visione registica e produttiva forte. Risultati mediocri arrivano da approcci mediocri. L’eccellenza continua a fare la differenza. Nessuna delega totale alle macchine, ma un uso consapevole per aumentare produttività e possibilità creative, come già avvenuto in passato con altre rivoluzioni tecnologiche.

Tutto cambia, ma il flusso resta

Il cambiamento principale riguarda la pre produzione, che diventa più lunga e strutturata. Parte del lavoro che nella produzione tradizionale viene risolto sul set o in post-produzione, con l’AI deve essere anticipato. Il concetto di flusso, dunque, resta, ma viene riorganizzato. Un processo di raffinamento che deve tenere fermi alcuni punti chiave per evitare tempi infiniti. Affrontare il film scena per scena, nel caso di produzioni interamente in AI, può portare a dilatazioni ingestibili. Serve invece una visione d’insieme, un lavoro corale. Nei progetti ibridi, dove l’AI è limitata a uno o pochi setup, il processo è più vicino a quello tradizionale, ma resta fondamentale educare agenzie e clienti a questa nuova dinamica per evitare derive interminabili.

Attori, avatar e nuovi equilibri

Il tema degli attori è affrontato senza ideologia. La centralità del set resta, così come il valore degli interpreti reali. Allo stesso tempo, alcune dinamiche produttive aprono possibilità nuove: la creazione di avatar, la gestione a distanza di figure chiave, la risoluzione di vincoli logistici. Anche sul piano della mimica facciale, inizialmente vista con scetticismo, i risultati oggi vengono riconosciuti come credibili. Il dibattito aperto a Hollywood, con le proteste e le richieste di regolamentazione, viene citato come un passaggio inevitabile. I paletti sono necessari: l’AI è uno strumento potentissimo e va indirizzato per garantire continuità al settore, diventando uno strumento professionale, come lo sono stati i software che hanno segnato le precedenti rivoluzioni creative.

I lavori: tra brand, coraggio e metodo

Entrando nel merito dei progetti, tra i molti realizzati si cita Kioene , i lavori per Ferrero , Campari, Wolford, Trentino.