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Oscar 2026, ‘Una battaglia dopo l’altra’ domina con 6 statuette. Michael B. Jordan batte DiCaprio e Chalamet

Premi importanti sono andati anche a Hamnet, Sentimental Value e Frankenstein. La cerimonia ha confermato il ruolo crescente dello streaming nel cinema, con film come KPop Demon Hunters e Frankenstein disponibili su piattaforme digitali
Oscar One battle after another, Sean Penn

È stata la cronaca di una vittoria annunciata. O meglio, di una serie di vittorie annunciate. Perché, man mano che ci si avvicinava alla notte degli Oscar, andata in scena stanotte a Los Angeles, la sensazione era che Una battaglia dopo l’altra, di Paul Thomas Anderson alla fine l’avrebbe spuntata per i premi più importanti.

E così è stato: Miglior Film e Miglior Regia, e in tutto 6 statuette (su 13 nomination): Miglior Attore Non Protagonista, a Sean Penn, Migliore Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio e Miglior Casting. Arriva secondo, e non possiamo dire che sia uno sconfitto, ma un altro vincitore della serata, il sorprendente Sinners, che con 16 candidature aveva stabilito il record assoluto.

Per il film di Ryan Coogler arrivano 4 Oscar: Miglior Attore Protagonista a Michael B. Jordan, Miglior Sceneggiatura Originale, Miglior Colonna Sonora e Miglior Scenografia. Alla fine è un risultato tennistico: 6-4 per Una battaglia dopo l’altra contro Sinners. Il grande sconfitto è Marty Supreme: 13 nomination e neanche una statuetta, nemmeno quella attesa a Timothée Chalamet, che forse paga il premio in qualche modo “dovuto” al protagonista di Sinners, ma anche l’evitabile polemica per la sua uscita contro l’opera e il balletto.

La scelta dei due film che hanno dominato gli Oscar è artistica, ma anche politica, visto i messaggi che veicolano il film. Spiace perché vince un buon film, che ha grandi attorie e momenti di grande cinema, ma che nel complesso, a nostro parere, risulta caotico, sbilanciato e slegato. E, soprattutto, è un film che emotivamente ci ha detto poco, a differenza di altri film che ci hanno preso il cuore.

Sono Hamnet, di Chloé Zhao, per il quale ci consoliamo con l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista a Jessie Buckley e Sentimental Value, che ha vinto l’Oscar per il Miglior Film Straniero in un’annata nella quale davvero lo avrebbero meritato tutti. Per Frankenstein di Guillermo del Toro, arrivato alla serata con 9) nomination, vince nelle categorie tecniche: Scenografia, Costumi, Trucco e acconciature.

Perché ha vinto Una battaglia dopo l’altra?

Ve lo avevamo detto già in occasione delle nomination. Una battaglia dopo l’altra è un film orgogliosamente anti-trumpiano, ed è anche il modo per assegnare la definiva consacrazione a P.T. Anderson: undici candidature al Premio Oscar, di cui tre al miglior regista, senza che però lo avesse mai vinto, il che lo rendeva il regista vivente con più candidature alla statuetta senza però alcuna vittoria.

Il senso del film di P.T. Anderson è in quel “Ti dirò cos’è la libertà. È non avere paura” che ci fa pensare all’America di oggi – e in realtà a tutto il mondo – in cui le parole libertà e paura stanno assumendo un senso completamente diverso da prima. Una battaglia dopo l’altra racconta la brutalità e la cattiveria che stiamo vivendo in questa era. In certi personaggi senza alcuna umanità ritroviamo il baratro in cui siamo precipitati. Girato al confine tra Messico e Stati Uniti, intorno alle barriere tra i due stati, Una battaglia dopo l’altra è probabilmente il più grande sberleffo all’America di Trump che possiate vedere oggi al cinema. Ma anche Sinners di Ryan Coogler, regista orgogliosamente “black”, va in questa direzione.

Qualcosa ci dice che, se fosse stato possibile assegnare l’Oscar per il Miglior Film ex aequo a due opere, anche Sinners sarebbe arrivato in vetta. I 4 premi vinti, in ogni caso, non sono cosa da poco.

Sean Penn è il Miglior Attore Non Protagonista, ma…

Quando parliamo di certi personaggio senza alcuna umanità, in Una battaglia dopo l’altra, pensiamo ovviamente a Sean Penn, che in questo film ci regala un personaggio detestabile, orribile, indisponente e patetico nel suo voler scalare i gradini della società, nel suo voler entrare in un élite a cui non può appartenere. Il suo odio, la sua cattiveria, la sua nevrosi sta tutta in quel nervoso e continuo movimento della bocca. È uno dei tanti odiatori seriali di cui oggi è pieno il mondo.

Detto che è un grande attore e la sua prestazione è stata straordinaria, avremmo premiato, per lo stesso film, Benicio Del Toro, un messicano che vive al confine e aiuta i migranti, al tempo stesso sensei di karate e rivoluzionario, che attraversa il film con una serenità zen, anche in situazioni di pericolo e paura. Con una leggerezza tutta sua danza sopra le preoccupazioni. È un personaggio unico, probabilmente il migliore del film.

@ Hamnet, Jesse Buckley

Hamnet vince con Jessie Buckley

Quello che forse è il film più bello di questa stagione vince comunque grazie a Jessie Buckley, la sua bellezza dolce e fiera, la sua scontrosa grazia, la sua sensualità libera e il suo dolore trasmesso in modo così potente da uscire dallo schermo, la sua interpretazione viscerale ed emotiva sono cose che resteranno a lungo, anche al di là dei premi. Siamo meno d’accordo il premio alla Miglior Attrice Non Protagonista: Amy Madigan per Weapons.

È un film furbo e sopravvalutato, e l’attrice fornisce sì una prestazione da ricordare, ma sopra le righe e molto aiutata dal pesante trucco e dell’atmosfera del film. Avremmo preferito praticamente chiunque altro: Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas, entrambe straordinarie, per Sentimental Value, e anche Teyana Taylor per Una battaglia dopo l’altra, in cui è in scena solo nella prima parte, in cui ha però un impatto notevole.

Oscar, Sentimental Value

Sentimental Value è il miglior film straniero. Ma avrebbero meritato tutti

Ci consoliamo per il riconoscimento a Sentimental Value come miglior film straniero. È un film che parla di famiglia, di affetti e sentimenti, di cose dette e altre non dette. Ma è una di quelle storia in cui tutto trova un senso grazie alla potenza della creazione artistica.

Se ci pensiamo è lo stesso messaggio di Hamnet: lì è il teatro, e qui è il cinema. E crediamo che sia questo che abbia conquistato i votanti dell’Academy. Premiare questo film vuol dire premiare il cinema stesso. Qualunque altro film avesse vinto l’Oscar, però, sarebbe stato meritevole. Pensiamo a Un semplice incidente, dell’iraniano Jafar Panahi, ma con bandiera francese, a Sirat, il film spagnolo, The Voice Of Hind Rajab, produzione della Tunisia sulla vicenda palestinese e L’agente segreto, il film brasiliano che aveva vinto ai Golden Globes.

KPop Demon Hunters: Miglior Film D’Animazione e Miglior Canzone

Un altro caso è stato KPop Demon Hunters: Miglior Film D’Animazione e Miglior Canzone, la famosa Golden. È una strizzata d’occhio verso la rivoluzione culturale che la Corea del Sud, attraverso cinema, serie e musica, sta mettendo in atto. Chi è appassionato di Corea, però, dice che il film – una produzione comunque americana – sia solo una strizzata d’occhio alla moda in atto e che non rappresenti completamente l’anima e il senso del KPop. Un altro film molto furbo. Ma, in ogni caso, nella categoria dell’animazione non è mai facile sconfiggere la Disney (che era presente con due film, Zootropolis 2 ed Elio, una produzione Pixar. Forse il film più bello era La piccola Amelie.

Come lo streaming sta cambiando lo scenario

KPop Demon Hunters è però l’esempi di come le cose stiano cambiando velocemente in questo mondo. Si tratta infatti di un film che non è mai stato al cinema, ma è sempre stato disponibile in streaming su Netflix. Un altro film che l’ha fatta da padrone in questa tornata di Oscar, Frankenstein di Guillermo Del Toro, è una produzione Netflix e in sala è rimasto solo un paio di settimane e in pochi cinema, per essere lanciato poi in piattaforma.

È il segnale che oggi il cinema non si fruisce solo al cinema, ma si vede ovunque. Una volta, per farti un’idea di quelli che fossero i film candidati ed arrivare preparato alla notte degli Oscar, dovevi passare le settimane precedenti in sala. Oggi molte delle opere erano già disponibili in streaming. E anche gli Oscar si adeguano: dal 2029 la cerimonia degli Academy Awards, con tutto quello che ne consegue, dal lancio delle nomination al red carpet, saranno disponibili su YouTube, e quindi potranno arrivare in tutto il mondo.

“Questa partnership ci consentirà di espandere l’accesso al lavoro dell’Academy al più ampio pubblico mondiale possibile, il che sarà vantaggioso per i membri dell’Academy e per la comunità cinematografica” ha detto a dicembre all’Ap l’amministratore delegato dell’Academy Bill Kramer.

Gli Oscar così verranno visti gratuitamente in tutto il mondo, con i sottotitoli e comunque tracce audio disponibili in molte lingue. YouTube ha circa 2 miliardi di spettatori globali ed è la piattaforma di streaming più vista al mondo, soprattutto dai giovani. Secondo Nielsen, a novembre scorso il 12,9% di tutti i contenuti televisivi è stato visto su YouTube. Anche questo è un segnale forte che le cose stanno cambiando.

di Maurizio Ermisino

I vincitori

Miglior Film
Una battaglia dopo l’altra

Miglior Regia
Paul Thomas Anderson – Una battaglia dopo l’altra

Miglior Attore Protagonista
Michael B. Jordan – I peccatori

Miglior Attrice Protagonista
Jessie Buckley – Hamnet

Miglior Attore Non Protagonista
Sean Penn – Una battaglia dopo l’altra

Miglior Attrice Non Protagonista
Amy Madigan – Weapons

Miglior Sceneggiatura Originale
I peccatori

Miglior Sceneggiatura Non Originale
Una battaglia dopo l’altra

Miglior Film Internazionale
Sentimental Value

Miglior Film d’Animazione
KPop Demon Hunters

Miglior Colonna Sonora

I peccatori

Miglior Canzone Originale
Golden – KPop Demon Hunters

Miglior Montaggio
Una battaglia dopo l’altra

Miglior Fotografia
I peccatori

Miglior Scenografia
Frankenstein

Miglior Costumi
Frankenstein

Miglior Trucco e Acconciatura
Frankenstein

Miglior Sonoro
F1 – Il film

Migliori Effetti Visivi
Avatar: Fuoco e Cenere

Miglior Casting
Una battaglia dopo l’altra

Miglior Documentario
Mr. Nobody Against Putin

Miglior Cortometraggio d’Animazione
The Girl Who Cried Pearls

Miglior Cortometraggio (ex aequo)
The Singers
Two People Exchanging Saliva

Miglior Cortometraggio Documentario
All the Empty Rooms