Youmark

OOH: l’evoluzione degli impianti – By Havas Media

Alcune funzionalità sono ridotte dalle tue preferenze!

Questo accade perché la funzionalità “Google Youtube” usa dei cookie che hai scelto di disabilitare. Per vedere il sito completo abilita i cookies: Modifica le tue preferenze.

Tutto quello che c’è da sapere sull’OOH. Puntata 4: l’evoluzione degli impianti. By Havas Media

Al microfono di youmark Simona Terragni, Head of AdCity HAVAS MEDIA GROUP. Dopo aver affrontato il tema dell’innovazione tecnologica, oggi parleremo dell’evoluzione degli impianti.

Vediamo insieme alcuni momenti iconici che hanno disegnato il moderno paesaggio dell’OOH e hanno contribuito a creare la forma d’arte all’aperto che conosciamo oggi.

L’affissione affonda le sue radici nella storia della pubblicità, quando il futurismo chiamava i manifesti “quadri pubblicitari” e De Chirico definiva il muro tappezzato di pubblicità una sorpresa metafisica.

Negli anni 90 la tendenza è stata quella di dare spazio all’arredo urbano, che colloca il messaggio pubblicitario negli spazi di servizio ai cittadini, come le pensiline di autobus e tram, che nel corso degli ultimi 30 anni hanno avuto un ulteriore impulso.

Negli anni 2000 il è grande formato il protagonista: si presta a campagne di grande impatto, con location straordinarie e metrature importanti, partendo dal centro delle città per poi espandersi anche in altre zone del territorio.

Dal 2009 iniziano a essere installati i primi formati digitali che nel 2015 – con l’Expo – hanno avuto un forte boost, soprattutto a Milano. E il DOOH apre a nuove possibilità: possibilità creative grazie al video, possibilità di personalizzazione con erogazione di creatività multiple e contestualizzabili quasi in tempo reale.

Le immagini possono cambiare a seconda del giorno, dell’ora o del tempo. Se piove, è un buon momento per pubblicizzare ombrelli o mentre aspetto il tram, consulto gli orari, scelgo un paio di scarpe o un vestito o configuro l’auto dei miei sogni.

La maggiore diffusione sul territorio degli impianti unita alla loro integrazione con l’ambiente urbano, potrà fare diventare il DOOH un asset di comunicazione fondamentale per creare un dialogo tra le audience e i brand, facendo leva su logiche di prossimità. In tal senso, indicatori di performance più puntuali potranno incentivare nuovi inserzionisti a testare il mezzo, anche su scala micro-territoriale, come avviene ad esempio sulla search adv.

Il classico poster, tuttavia, non sarà dimenticato: per alcuni brand e obiettivi di campagna rimane una scelta vincente.

Ciò che conta è che, indipendentemente dal tipo di impianto che andiamo a pianificare, la pubblicità OOH continua a svolgere un ruolo importante nell’ambito di una strategia integrata multicanale.

Abbiamo parlato molto oggi di DOOH, ma quale è la situazione attuale nel nostro mercato?

Ne parleremo nella prossima pillola.

 

 

Utilizziamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza possibile sul nostro sito. Se vuoi saperne di più, consulta la cookie policy. Proseguendo con la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie. Cookie policy