Entertainment

Notte prima degli esami 3.0, il terzo film della saga ha un senso? Forse sì, e ve lo raccontiamo.

Il film, pur raccontando una storia nuova ambientata nella Roma contemporanea, mantiene i temi universali dell’adolescenza: amicizia, amori segreti e l’ansia per la maturità. Tra volti noti e nuovi talenti, come Sabrina Ferilli, Antonello Venditti, Tommaso Cassissa e Ditonellapiaga

Saghe che non sapevano di esserlo. Quando Notte prima degli esami uscì nel 2006, raccontando una storia ambientata nel 1989, nessuno si aspettava che diventasse un successo così clamoroso. Così si tentò subito di replicarne il successo, nel 2007, con Notte prima degli esami oggi, che riportava il protagonista, Nicolas Vaporidis, anche lui divo a sorpresa, ai giorni nostri, in quello che allora era un passato prossimo, cioè l’estate dei Mondiali del 2006. A sorpresa, a 20 anni dal primo film, adesso arriva Notte prima degli esami 3.0, nelle sale giovedì 19 marzo distribuito da 01 Distribution. E così la creatura nata dalla mente di Fausto Brizzi – che allora era lo sceneggiatore dei cinepanettoni e con quel film inaugurò una fortunata, per qualche anno, carriera di regista – ora è diventata una trilogia. Senza che fosse nei piani iniziali.

Ma che senso ha un Notte prima degli esami 3.0 oggi?

È questa la prima domanda da farsi avvicinandosi a questo progetto. La carta vincente del primo film di Fausto Brizzi era nella nostalgia e del doppio target: piaceva ai diciottenni di allora, che potevano identificarsi nei protagonisti e nei loro problemi universali – la scuola, l’amore, gli amici – ma anche agli allora trentenni e quarantenni, che avevano apprezzato il ritratto d’epoca e le canzoni degli anni Ottanta. Notte prima degli esami era un Come eravamo, un Amarcord. Già il secondo film aveva perso quell’aura vintage ed era semplicemente una buona commedia sentimentale. Aveva avuto il merito di lanciare quella che sarebbe diventata una delle migliori attrici della sua generazione, Carolina Crescentini, come il primo aveva lanciato, o rilanciato, Cristiana Capotondi. Questo terzo film, però, diretto da Tommaso Renzoni, ma scritto sempre da Fausto Brizzi insieme al regista, si gioca – non è uno spoiler, perché annunciato in locandina – la carta del vero Antonello Venditti. Notte prima degli esami, la storica canzone che dà il titolo al film, stavolta la ascoltiamo dalla sua voce e lo vediamo, al piano, occhiali scuri d’ordinanza, cantare a una festa al liceo proprio durante la notte in questione. E, come potete immaginare, quando arriva quella canzone, qualsiasi sia la storia del film, la commozione scatta come un riflesso pavloviano. A proposito di carte da giocarsi, c’è anche Ditonellapiaga, la vincitrice morale del recente Festival di Sanremo.

Una storia nuova

Alla vigilia della maturità, un gruppo di liceali romani si ritrova a vivere la sua ultima grande avventura insieme: amori segreti, tradimenti, amicizie messe alla prova e piani disperati per ingannare la prof più temuta della scuola. Tra feste clandestine, motorini che sfrecciano nella notte e un viaggio improvvisato fino a Macerata. Giulio e i suoi amici dovranno affrontare il passaggio all’età adulta scoprendo che crescere significa anche sbagliare, perdonare e avere il coraggio di dire finalmente la verità.

Dove c’era Nicolas Vaporidis c’è Tommaso Cassissa

Stesso impaccio, stessa insicurezza, forse anche maggior simpatia. È lui Giulio. “L’ansia per gli esami, i sentimenti, rimangono sempre uguali” racconta il giovane attore. “Serviva l’occasione per raccontare una nuova generazione che vive in un contesto diverso. Siamo tutti diversi, ma mettiamo in scena i sentimenti che non cambiano: ogni spettatore fa suo il film e lo digerisce come vuole”. Nel ruolo dell’innamorata, dove c’erano Cristiana Capotondi e Carolina Crescentini, c’è Alice Maselli, che era la figlia di Antonio Albanese in Come un gatto in tangenziale e nel suo seguito. “Non c’è un modo per raccontare la Gen Z” interviene. “Siamo vasti, siamo una generazione liquida, tutto è veloce e pauroso per noi, cambia tutto così velocemente. Per quanto riguarda il mio personaggio c’è leggerezza, paura di sbagliare i sentimenti come amore e amicizia che si sovrappongono”. A rubare la scena a tutti c’è Alice Lupparelli, già vista nella serie Netflix Adorazione e nell’ottimo film Fuori la verità. Attrice drammatica ed esperta, a scapito della giovane età, è a un livello sopra gli altri, ed è una di quelle attrici credibili in qualsiasi ruolo si cimenti. “Per la generazione attuale è difficile avere l’idea di un futuro prossimo personale rispetto a quello che era la generazione di prima” riflette. “Questo non è rappresentato nei film: ma cerchiamo di comunicare a una generazione diversa, più fluida. Abbiamo cercato di farlo in maniera simpatica senza cadere nella macchietta”.

E poi c’è lei, Sabrina Ferilli

È in scena nel ruolo de “La Belva”, la professoressa spauracchio degli studenti che è per Notte prima degli esami 3.0 quello che era Giorgio Falletti nel primo film, “La Carogna”. “Il mio è un ruolo classico” ci spiega. “Come c’è l’atavica contrapposizione tra genitori e figli c’è quella tra studenti e insegnanti. Tutti noi abbiamo vissuto una notte prima degli esami. Questo film ha un modo di raccontare molto aggraziato, nonostante si veda la differenza tra le generazioni. Il mio personaggio ha portato al film una cifra femminile, che 20 anni fa si sentiva meno: una vita di solitudine, la relazione con un uomo, che penso che sia di un certo tipo e non lo è, e con questo ragazzo con cui ha un rapporto conflittuale, che poi si trova ad accogliere”. Le chiedono che voto avesse preso alla maturità, “ma non so neanche quando l’ho fatto” scherza lei.

La trama è leggera, un po’ prevedibile e un po’ no

Da un lato gioca con un triangolo amoroso, dall’altro con uno scherzo e una commedia degli equivoci che riguarda il personaggio di Sabrina Ferilli. Un altro filone ancora è il personaggio, che si definisce asessuale per poi ricredersi. Gioca ovviamente sui contrasti: da un lato l’Intelligenza Artificiale, dall’altro le musicassette con le compilation e i Duran Duran. A farle è un “ragazzo” di una volta, Gianmarco Tognazzi, che qui è il padre di una delle ragazze, e che la maturità di sua figlia l’ha vissuta proprio l’anno scorso. Quanto alla sua, ha un aneddoto esilarante. “Ho vissuto malissimo il pre-esame” rivela. “Non mi volevano ammettere. Persi una scommessa con il prof di italiano: lui sosteneva che la Fata Turchina di Pinocchio fosse in realtà la sorella del burattino. Io dissi: ‘no, non puoi rovinarmi il libro’. E lui: ‘scommetti che non ti porto agli esami?’. Così portò un libro di Collodi dove, signore e signori, la Fata dai capelli turchini è la sorella di Pinocchio…”

Ma forse un senso il film ce l’ha. Ed è molto bello

Sì, forse il senso del film, alla fine, lo abbiamo trovato. E a dircelo è proprio uno dei ragazzi, Christian Dei, che interpreta il secchione Barbagallo (come il famoso produttore di Nanni Moretti, citato in tanti suoi film). “Io sono l’unico di loro che farà la maturità” ci svela. “E ritengo che come è stato raccontato questo percorso sia stato molto simpatico rispetto a quello che ci raccontano i professori. Loro ci presentano l’esame come un passaggio cruciale, dopo c’è il matrimonio e poi arriva la morte. Se non passi l’esame sei un fallito. Credo che rendere questo esame più normale sia stata una mossa molto intelligente. Molti giovani purtroppo credono che l’esame sia troppo pericoloso. Invece c’è tutta una vita davanti”

di Maurizio Ermisino