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Grazie Rai Pubblicità. Con la mostra per i tuoi 100 anni non lasci dubbi: la pubblicità è cultura

Vi invitiamo a fare un salto alla Triennale di Milano, da oggi al 7 giugno, per vedere ‘Nello spazio di un secolo. Rai Pubblicità, 100 anni di storia e oltre’. Dalla radio ai primi manifesti di Depero, Sironi, Seneca. Da Carosello agli spot più significativi, concludendo con il futuro

Ma non solo, materiale documentario, riferimenti ai pubblici e persino una ipotetica e artistica campagna pubblicitaria per riposizionare il brand Natura, mettendo in risalto gli attori dell’industry della comunicazione. Il tutto inaugurando ieri, 9 aprile. Perché, come racconta l’Ad Rai Pubblicità Luca Poggi,  in quello stesso giorno del 1926 nasceva Sipra. Una mostra non facile da realizzare, dovendo raccontare 100 anni di storia e dovendo scegliere un tema narrativo che tessesse assieme in un unicum momenti così differenti. E qui veniamo al titolo che abbiamo scelto per questo pezzo: la pubblicità è cultura. Lo capirete visitando la mostra, è così. La pubblictà fa cultura perché non si limita a vendere prodotti, ma partecipa alla costruzione di significati, relazioni e identità condivise. E se paragonando i lavori di ieri vi venisse il dubbio: anche oggi?, credo dovreste concordare con la risposta di Poggi: sì. Il punto, forse, è chiedersi cosa oggi debba intendersi per cultura. Ma rischieremo di divagare. Torniamo allora a immergerci nei dettagli di questa mostra che, come anticipato, apre al pubblico raccontando l’evoluzione di un’azienda che ha  fatto della comunicazione pubblicitaria un motore di crescita sociale ed economica.

Il tutto precisando che il progetto per festeggiare questi primi 100 anni di vita contempla ulteriori iniziative, tra cui tre workshop tematici (21 aprile: algoritmi e algoritmi umani; 14 maggio: editori nativi e 10 giugno: AI e creatività) concepiti come momenti di confronto con il mercato per immaginare insieme i prossimi scenari del settore. Realizzati in collaborazione con UNA, Nielsen e UPA, e 5 partner: Dentsu Italia, Havas Media, Omnicom Media Italia, Publicis Groupe e WPP Media Italia, esprimono la volontà di Rai Pubblicità di essere sempre più un luogo di incontro in cui editori, aziende e pubblico costruiscono insieme nuove opportunità e nuovi modelli di comunicazione. “Il nostro compito non è solo custodire un’eredità, ma anticipare le evoluzioni e costruire, insieme al mercato, nuovi spazi di futuro.” Dichiara Poggi.

Il percorso espositivo

E’ il raccocnto della storia di Sipra e poi di Rai Pubblicità offrendo al pubblico la possibilità di rivivere i grandi mutamenti della società italiana lungo un itinerario che connette l’evoluzione dei media alle dinamiche del mercato pubblicitario. Un’occasione per assistere al cambiamento della cultura e dei costumi del Paese, restituendo una storia industriale e sociale che non si esaurisce nell’heritage, ma proietta una chiara tensione verso il domani. La sezione finale della mostra è infatti pensata per aprire un dialogo sugli scenari futuri, coinvolgendo i visitatori nell’immaginare le nuove frontiere della comunicazione. Curata dal professor Peppino Ortoleva, storico della comunicazione e della società, con la dottoressa Giuliana Galvagno, docente presso l’Università di Torino, la mostra si articola in quattro direttrici narrative parallele, costruite secondo una logica per cui i mercati si collocano al centro, come punto di incontro tra pubblici e media, mentre Rai Pubblicità si posiziona come intermediario capace di mettere in relazione questi due mondi. La sezione ‘I media, i sensi’ è aperta da una ricca scelta di opere d’arte originali che evidenziano la relazione peculiarmente italiana tra artisti e pubblicità . Rievoca poi lo storico Padiglione Rai alla Fiera Campionaria di Milano attraverso una struttura immersiva scandita in cinque tappe – dall’ascolto radiofonico al “surrealismo del colore” fino ai pixel del digitale – animate da montaggi audiovisivi realizzati con materiali d’archivio  provenienti tra l’altro da Teche Rai e dall’Archivio Cinema Impresa (CSC) di Ivrea e una selezione di spot premiati dall’Art Directors Club Italiano.

La collaborazione con l’artista Yosuke Taki

Quasi fosse una campagna pubblicitaria, nella sezione ‘I mercati, i protagonisti’ l’artista mette in scena la metafora della Natura che cerca di ‘riposizionare il proprio brand’, utilizzando i codici della comunicazione per parlare di responsabilità e sostenibilità.

I pubblici e le generazioni

Sotto osservazione anche l’evoluzione del rapporto tra persone e media lungo sei generazioni, affiancata dall’approfondimento storiografico

Il futuro

L’itinerario si conclude con ‘Parole del domani’, uno spazio partecipato che invita il pubblico a interrogarsi sulle evoluzioni della comunicazione.

Il curatore Peppino Ortoleva

“Raccontare questo secolo significa attraversare cento anni in cui la pubblicità ha agito come una vera infrastruttura culturale, capace di stare al centro tra imprese e pubblico e di tradurre, spesso anticipandoli, i cambiamenti della società, dei media e dei linguaggi. Questa mostra non è solo una ricostruzione storica, ma un dispositivo narrativo che intreccia memoria e visione: da un lato restituisce l’evoluzione dei costumi e dell’immaginario collettivo, dall’altro apre uno spazio di dialogo sul futuro, invitando il visitatore a interrogarsi su come continueranno a trasformarsi le forme della comunicazione.”

Laura D’Ausilio, Direttore Comunicazione e Trade Marketing Rai Pubblicità

“In questo secolo non sono cambiati solo i media, ma anche le audience e il loro modo di entrare in relazione con i contenuti. È da questa consapevolezza che nasce il percorso firmato da Rai Pubblicità per il Centenario, concepito come un sistema di iniziative sviluppato lungo l’intero anno: un’evoluzione continua, partita da Milano-Cortina e dal Festival di Sanremo, entrata nel vivo con la mostra e i workshop in Triennale, sino a compiersi nella pubblicazione di un libro dedicato”.

Ringraziamenti particolari

Fondazione Massimo e Sonia Cirulli; Fondo Villani Scarpellini; ADCI. Archivio Storico Barilla; Archivio Storico MARTINI; Archivio Storico Fondazione Fiera Milano; Archivio Storico Telecom Italia; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori; Fondazione CSC – Archivio Nazionale Cinema Impresa (Ivrea) per gentile concessione di Associazione Archivio Storico Olivetti, Edison, Astut, Centro Storico Fiat, Barilla, Archivio di Stato di Torino; Pirelli e Fondazione Pirelli; Rai; Rai CRITS; Rai Museo della Radio e della Televisione; Rai Teche; Rai Way; Nielsen; Egta; FCP; IAP; UNA; UPA. Tutte le persone di Sipra e Rai Pubblicità.

di monica lazzarotto