Prima ancora che uno spettacolo artistico, la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, realizzata da Balich Wonder Studio, è stata un evento di copertura totale, capace di attivare televisione, streaming e social in modo simultaneo, con numeri e reazioni che raccontano molto più della semplice messa in scena.
Il presidio televisivo: la Rai e l’evento nazionale
In Italia, la cerimonia ha confermato il ruolo centrale della televisione generalista quando si tratta di grandi appuntamenti collettivi. La diretta su Rai 1 ha superato i 9 milioni di spettatori, con uno share vicino al 46% in Total Audience, imponendosi come uno dei momenti televisivi più seguiti dell’anno. Il picco è stato registrato intorno alle 20:40, con oltre 11 milioni di spettatori collegati contemporaneamente.
Un risultato che rafforza il valore degli eventi sportivi premium per il servizio pubblico: contenuti capaci di superare la frammentazione delle abitudini di consumo e di riunire pubblici diversi davanti allo stesso racconto, in un contesto mediatico sempre più dispersivo.
Il modello statunitense: quando lo streaming diventa centrale
Se il dato italiano certifica il successo domestico, quello statunitense racconta un’evoluzione strutturale. Negli Stati Uniti, la cerimonia ha raggiunto oltre 21 milioni di spettatori complessivi, considerando la trasmissione su NBC e lo streaming su Peacock, con una crescita significativa rispetto alle precedenti Olimpiadi invernali.
Il peso dello streaming – milioni di utenti collegati e centinaia di milioni di minuti visti – conferma che eventi di questo tipo sono ormai un prodotto nativamente ibrido, progettato per funzionare tanto sulla tv lineare quanto sulle piattaforme digitali. Un segnale chiaro per broadcaster e detentori dei diritti: l’evento non vive più in un unico flusso, ma in una distribuzione multilivello.
Una copertura globale
Distribuita tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo, la cerimonia ha richiesto una regia coordinata tra siti diversi, anticipando la sfida di un evento mediatico nativamente multipiattaforma.
Quanto all’audience globale, le prime stime indicano una copertura potenzialmente nell’ordine dei miliardi di spettatori, in linea con i grandi eventi sportivi mondiali. È questo elemento a mantenere alta la rilevanza industriale delle Olimpiadi: pochi contenuti, oggi, sono in grado di garantire una attenzione simultanea e planetaria.
La cerimonia di apertura continua così a svolgere una funzione chiave nel sistema dei media: non solo inaugurare i Giochi, ma attivare l’ecosistema, trainare piattaforme, alimentare contenuti derivati e generare conversazioni che si estendono ben oltre la diretta.
La conversazione sui social
Accanto alla copertura televisiva e streaming, Milano-Cortina 2026 ha generato una seconda vita sui social, dove la cerimonia è diventata materia viva: commentata, frammentata e rilanciata in tempo reale.
Su X, la discussione ha oscillato tra entusiasmo per momenti spettacolari e ironia sui dettagli più verbosi: applausi prolungati, silenzi inattesi e micro-gag sono stati trasformati in trend temporanei.
Su Instagram e TikTok, invece, hanno dominato le immagini: coreografie, costumi e i cerchi olimpici illuminati allo stadio hanno rapidamente generato clip autonome, condivise e reinterpretate, spesso scollegate dal flusso originale ma irresistibili per il pubblico giovane.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, entrato al San Siro a bordo di un tram guidato da Valentino Rossi, è un dettaglio che ha trovato immediata eco sui social (e uno dei nostri momenti preferiti).
I social, in questo senso, non sono più semplici amplificatori: diventano co-autori dell’evento, esaltando ciò che funziona e trasformando le piccole imperfezioni in conversazioni virali.
di Monica Gianotti