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Milano accende la notte olimpica, la città si prende la scena e apre i Giochi

Dalla torcia ai bracieri dinamici, tutto diventa un palcoscenico urbano diffuso: musica, arte e sport si fondono in una celebrazione di armonia e bellezza condivisa
loghi Milano-Cortina 2026

Questa sera Milano trattiene il respiro e si accende. Lo Stadio San Siro, pronto a ospitare la sua ultima grande consacrazione internazionale, diventa il cuore pulsante della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali 2026.

Ma la vera magia si muove tra le strade, nelle piazze, lungo i percorsi della torcia olimpica, tra cittadini curiosi e visitatori provenienti da tutto il mondo. La fiamma, passata di mano in mano tra atleti, celebrità e personalità dello sport, ha attraversato la città: dai quartieri periferici fino al Duomo, passando per l’Arco della Pace, dove troverà uno dei due bracieri olimpici, piccolo e sostenibile ma amplificato nel simbolo, pronto a illuminare la notte.

Per la prima volta nella storia dei Giochi, la Fiamma arderà simultaneamente anche a Cortina d’Ampezzo, in Piazza Angelo Dibona. I bracieri, ispirati al design italiano e agli studi geometrici di Leonardo da Vinci, saranno dinamici e in continuo movimento, animati dalla musica per offrire al pubblico un’esperienza fortemente emozionante.

Una cerimonia che parla di armonia e spettacolo

Il filo conduttore scelto è quello dell’armonia: tra città e montagna, tra tradizione e contemporaneità, tra l’Italia che ospita e il mondo che guarda. Non a caso, l’apertura non vive solo dentro lo stadio, ma dialoga idealmente con Cortina, Livigno e Predazzo, in un gioco di rimandi che racconta la natura ‘diffusa’ di questi Giochi.

Dietro questa visione c’è Marco Balich, direttore creativo della cerimonia e anima del Balich Wonder Studio, che ha guidato il progetto insieme a giovani talenti. La sua firma invisibile si percepisce nei dettagli: dai bracieri dinamici, alle coreografie, fino all’equilibrio tra spettacolo, musica e emozione.

Come spiega lo stesso Balich, “la cerimonia non è solo un esercizio di tecnologia o spettacolarità, ma un racconto fatto di persone ed emozioni. Vogliamo trasmettere un messaggio di armonia, bellezza e pace che possa parlare a tutti”.

Oltre 1.200 volontari prenderanno parte alle performance dal vivo, indossando costumi ispirati alla tradizione artistica italiana, per creare un ponte tra la cultura, lo sport e il pubblico.

Musica, volti e colori

Sul palco, le note si intrecciano con la storia: Mariah Carey canterà in italiano, trasformando la sua esibizione in un momento collettivo, Andrea Bocelli e Laura Pausini daranno voce all’Italia, mentre Ghali, il mezzosoprano Cecilia Bartoli e il pianista Lang Lang aggiungeranno un respiro internazionale.

Gli attori Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino e Matilda De Angelis completeranno il quadro teatrale, mentre 5.000 atleti e 2.000 volontari trasformeranno la sfilata delle delegazioni in un rito di armonia e inclusione. Ogni gesto è studiato per emozionare: Milano diventa così una città che racconta se stessa, un ponte tra sport, arte e vita quotidiana.

Il fuoco e la città come palcoscenico

L’apice emotivo è il braciere olimpico, affidato a figure simbolo dello sport italiano e globale. La fiamma, pur contenuta nelle dimensioni, diventa luce collettiva, unendo San Siro, l’Arco della Pace e Cortina d’Ampezzo. Intorno, la città respira l’Olimpiade: fan village, piazze animate, schermi diffusi trasformano Milano in un palcoscenico urbano diffuso, dove ogni angolo partecipa alla narrazione.

Il ruolo delle istituzioni

Accanto agli atleti e agli artisti, ci sarà spazio anche per la rappresentanza istituzionale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrà un momento speciale, mentre le delegazioni internazionali occupano la tribuna d’onore. La cerimonia resta prima di tutto uno spettacolo collettivo, ma la sua dimensione istituzionale rafforza il valore simbolico dell’evento per l’Italia.

Milano, protagonista silenziosa

Fuori dallo stadio, Milano continua a muoversi. Nei fan village, nelle piazze attrezzate, nei quartieri attraversati dai visitatori, l’Olimpiade diventa esperienza urbana. Una festa che non richiede il biglietto, ma solo la voglia di esserci, anche da spettatori laterali. È questo forse il tratto più interessante della serata: non solo l’apertura dei Giochi, ma l’inizio di una narrazione lunga settimane, in cui Milano prova a mostrarsi per quello che è – capitale creativa, infrastruttura culturale, crocevia internazionale – usando lo sport come linguaggio universale. Quando le luci di San Siro si spegneranno, i Giochi saranno ufficialmente iniziati.

Ma per Milano, questa notte è già una dichiarazione d’intenti: esserci, farsi vedere, e soprattutto farsi sentire.