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La pubblicità cambia dieta: nel Regno Unito stop agli spot di junk food

Da questa settimana vietate in TV e online le inserzioni di cibi e bevande ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale nelle fasce più esposte ai minori
Junk Food

Da lunedì nel Regno Unito la pubblicità di junk food è entrata ufficialmente in una nuova fase. È infatti entrato in vigore il divieto che limita la promozione in TV e online di alimenti e bevande ad alto contenuto di grassi, sale e zuccheri (HFSS), una misura pensata per contrastare l’obesità infantile. Chi non rispetterà le nuove regole rischia interventi da parte dell’Advertising Standards Authority.

La norma vieta la messa in onda di spot televisivi prima delle 21 e impedisce la pubblicità online in qualsiasi momento per una serie di prodotti considerati tra i principali responsabili dell’aumento dei casi di obesità tra i più giovani. Tra questi figurano bibite zuccherate, dolci e caramelle, pizze, gelati e alcuni piatti pronti, ma anche specifiche categorie di cereali per la colazione, pane dolcificato e sandwich.

Chi rientra nel divieto (e chi no)

La classificazione dei prodotti soggetti al divieto si basa su un sistema di punteggio che valuta il profilo nutrizionale complessivo, tenendo conto dei livelli di grassi saturi, sale e zuccheri. Alimenti come avena semplice e la maggior parte di porridge, muesli e granola restano esclusi, mentre le versioni arricchite con zuccheri, cioccolato o sciroppi possono rientrare nelle restrizioni. Le aziende potranno comunque promuovere versioni più salutari dei prodotti vietati e continuare a comunicare il brand in modo generico.

I limiti del provvedimento

Loghi e campagne istituzionali restano consentiti, mentre viene limitata la visibilità dei singoli prodotti. Una distinzione che, secondo diversi osservatori del settore, potrebbe avvantaggiare i grandi gruppi rispetto ai marchi più piccoli, storicamente più legati alla promozione diretta delle singole referenze.

Obiettivo prevenzione

L’iniziativa arriva in un contesto sanitario delicato: secondo i dati del sistema sanitario britannico, quasi un bambino su dieci in età prescolare vive con problemi di obesità, mentre un bambino su cinque presenta carie dentali già entro i cinque anni. Il costo stimato dell’obesità per il NHS supera gli 11 miliardi di sterline l’anno. Il governo britannico stima che il nuovo regime pubblicitario possa prevenire circa 20.000 casi di obesità infantile. Dal canto loro, i produttori alimentari sottolineano gli sforzi già avviati negli ultimi anni per riformulare i prodotti, riducendo zuccheri, sale e calorie.