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La gentilezza diventa politica pubblica: al Senato la proposta per misurarla come indicatore di benessere

Presentato al Senato il Kindness Act: il progetto punta a trasformare la qualità delle relazioni sociali in una variabile misurabile delle politiche pubbliche e del benessere nazionale
Kindness Act

La gentilezza entra nel dibattito sulle politiche pubbliche italiane. Al Senato è stata presentata la proposta di legge Kindness Act, un progetto che punta a trasformare la gentilezza in una variabile misurabile del benessere sociale, con l’obiettivo di valutarne l’impatto sulla qualità della vita del Paese oltre gli indicatori economici tradizionali.

L’iniziativa, promossa dal Movimento Italiano per la Gentilezza e sostenuta da alcuni rappresentanti delle istituzioni, avvia l’iter parlamentare partendo dall’istituzione della Giornata Nazionale della Gentilezza.

L’obiettivo dichiarato è promuovere valori civili, rispetto reciproco e coesione sociale attraverso strumenti normativi concreti. Secondo i promotori, la proposta nasce dalla convinzione che la qualità delle relazioni sociali rappresenti una componente strutturale dello sviluppo.

“Ciò che non si misura non entra davvero nelle politiche pubbliche”, spiegano dal Movimento Italiano per la Gentilezza, sottolineando la volontà di riconoscere gli effetti della gentilezza su fiducia, cooperazione e produttività sociale.

Sul piano istituzionale, il progetto ha raccolto il sostegno di alcuni esponenti politici. L’obiettivo è tradurre i principi della gentilezza in pratiche applicabili nei contesti educativi, lavorativi e sociali, favorendo ambienti più inclusivi e collaborativi.

La gentilezza come indicatore di benessere

Uno degli aspetti più innovativi della proposta è la volontà di valutare la possibilità di inserire la gentilezza tra gli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES), utilizzati per misurare la qualità della vita accanto ai parametri economici tradizionali.

“Trasformare la gentilezza in un indicatore statistico richiede scelte metodologiche precise”, ha spiegato Cristina Freguja, Direttore Dipartimento per le Statistiche Sociali e Demografiche Istat, richiamando l’esperienza del sistema BES come esempio di misurazione strutturata del benessere sociale. La sfida, in questo caso, è rendere la dimensione relazionale un elemento analizzabile con criteri scientifici rigorosi.

Scuola, lavoro e coesione sociale

Al Kindness Act si affiancano due proposte legislative collegate, dedicate al mondo dell’istruzione e del lavoro. Nel settore scolastico, l’obiettivo è promuovere la gentilezza come strumento educativo e di prevenzione del bullismo, anche nelle interazioni digitali. Nel mondo del lavoro e nella pubblica amministrazione, invece, il focus è sulla costruzione di ambienti professionali inclusivi, liberi da discriminazioni e molestie.

Secondo i promotori, la crescita economica e la qualità delle relazioni sociali non devono essere considerate dimensioni separate, ma elementi complementari di una stessa strategia di sviluppo.

Un fenomeno internazionale

La proposta italiana si inserisce in un contesto internazionale più ampio, dove diversi Paesi hanno già introdotto politiche orientate alla misurazione del benessere sociale. Tra gli esempi citati figurano il Giappone, con politiche orientate al rispetto e all’inclusione culturale, il Canada, con il Multiculturalism Act, e il Bhutan, che ha introdotto la Felicità Interna Lorda come alternativa agli indicatori economici tradizionali. In Australia sono in vigore il National Day of Action Against Bullying and Violence e diverse leggi e iniziative locali per combattere il bullismo e la violenza, in particolare nelle scuole. Mentre i Paesi Scandinavi  promuovono la gentilezza, il rispetto e l’inclusione sociale come parte integrante delle politiche pubbliche.

Comunità e imprese

Il progetto ha trovato interesse anche nel mondo delle imprese e delle associazioni. Durante la presentazione sono intervenuti rappresentanti di realtà aziendali e associative che hanno evidenziato come comportamenti cooperativi e relazioni positive possano influire su motivazione e produttività.

Il Movimento italiano per la gentilezza

Il  MIG nasce nel 2001 con lo scopo di diffondere e promuovere l’uso della gentilezza nella società favorendo il multiculturalismo e la coesione sociale, e dal 2023 è diretto dalla presidente Natalia Re, manager e attivista culturale e ambientale. Il programma del MIG verte su quattro linee guida – Sanità, Giustizia, Urbanità Sostenibile e Uguaglianza Globale – ispirate al Global Goal 11 di Agenda 2030 UN ed è collegato al ‘World Kindness Movement’ di Tokyo, movimento riconosciuto dalle Nazioni Unite, di cui la presidente Re fa parte.