Campagne

Kotex riporta alla luce l’arte censurata sul ciclo mestruale

Il progetto, sviluppato insieme a DAVID London e Ogilvy Singapore, denuncia una contraddizione culturale: mentre il sangue legato alla violenza è ampiamente accettato nell’arte, quello mestruale continua a essere stigmatizzato ed escluso

Per secoli, l’arte ha rappresentato sangue, violenza e sacrificio senza particolari limitazioni. Ma quando il sangue è quello del ciclo mestruale, la soglia di accettabilità cambia radicalmente. Da questo paradosso nasce Arts Missing Period, la campagna di Kotex firmata da DAVID London e Ogilvy Singapore, che riporta al centro opere d’arte rimosse o censurate nel tempo perché considerate troppo esplicite.

Il confine tra violenza e stigma

La campagna evidenzia una contraddizione storica. Il sangue legato alla violenza o al sacrificio è stato ampiamente accettato e rappresentato nell’arte, mentre quello mestruale è stato spesso escluso o censurato. Opere che affrontano il tema, dalla preistoria fino all’arte contemporanea, sono state in alcuni casi rimosse da spazi espositivi o considerate ‘inadatte al pubblico’.

art's missing period billboard

Un progetto che va oltre la comunicazione

Arts Missing Period si sviluppa come un ecosistema culturale articolato. Al centro c’è un documentario diretto dalla regista Emmy Kathryn Everett e narrato dalla giornalista e producer Noor Tagouri, che esplora il tema della censura e della stigmatizzazione del ciclo mestruale attraverso le voci di artiste e creatrici.

La campagna si estende poi nello spazio pubblico con affissioni e billboard mobili posizionati all’esterno di alcune delle istituzioni artistiche più famose, tra cui il Guggenheim Museum, il Metropolitan Museum of Art, il Whitney Museum of American Art e il Museum of Modern Art. Un intervento che porta il tema direttamente davanti ai luoghi che definiscono cosa è, o non è, arte.

Dal fisico al digitale: una galleria aperta

Attraverso QR code presenti sulle installazioni outdoor, il pubblico viene indirizzato a una galleria virtuale che raccoglie oltre 40 opere dedicate al tema del ciclo mestruale. Uno spazio pensato non solo come archivio, ma come piattaforma di supporto a artisti, gallerie e progetti che affrontano il tema in modo esplicito e continuativo.