Campagne

La bella comunicazione – CoorDown lancia ‘Just Evolve’, cambiare le parole per cambiare la cultura

La campagna è firmata SMALL New York. Indiana Production ha realizzato un film dal tono ironico che mette in discussione l’uso della cosiddetta 'R-word'. L’iniziativa coinvolge istituzioni, aziende e media per promuovere una cultura più inclusiva a partire dal linguaggio

Cosa accade quando le parole legate alla disabilità vengono usate per insultare o per far ridere? Il problema non riguarda semplicemente una parola sbagliata, ma l’immaginario che il linguaggio contribuisce ad alimentare e riprodurre nella vita quotidiana, nei media e nelle istituzioni.

Quando la disabilità diventa un insulto, una metafora degradante o uno strumento narrativo comico, le persone vengono ridotte a simboli e scorciatoie emotive. Questo ha conseguenze concrete: rafforza stereotipi, legittima discriminazioni e rende più difficile la piena partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità.

Ogni cultura possiede il proprio vocabolario dell’esclusione. Nel mondo anglosassone esiste la cosiddetta R-word (retarded), mentre in Italia termini come ritardato o mongoloide portano con sé lo stesso carico di stigma. Lo stesso accade con parole equivalenti in altre lingue, come il francese o lo spagnolo. Al di là delle differenze linguistiche, questi termini non sono neutri né semplici battute: producono un danno reale per le persone con sindrome di Down e, più in generale, per tutte le persone con disabilità.

Just Evolve

In occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down del 21 marzo 2026, CoorDown lancia la campagna internazionale ‘Just Evolve’, con l’obiettivo di invitare tutti a compiere un salto culturale e di responsabilità: lasciare definitivamente nel passato le parole della disabilità usate come offesa.

Cambiare il linguaggio significa contribuire a cambiare la cultura e la società. L’iniziativa si rivolge a persone, aziende, media, scuole e istituzioni, ricordando che scegliere una narrazione più rispettosa non è solo una forma di cortesia, ma un passo concreto verso una società più equa e inclusiva.

Il film

Il cuore della campagna è un film dal tono ironico e sarcastico ideato come tradizione da SMALL New York. Nel racconto, un giovane con sindrome di Down accompagna un uomo che difende la propria libertà di espressione in un viaggio attraverso la storia, mostrandogli usanze del passato oggi considerate assurde o crudeli.

Tra gli esempi citati compaiono pratiche come lavare i panni con l’urina, applicare sopracciglia con pelo di topo o vendere la propria moglie al mercato. Ma se l’umanità ha saputo abbandonare abitudini così assurde, può farlo anche con parole offensive.

Per la realizzazione, Indiana Production ha ricostruito le diverse epoche storiche con scenografie, costumi e trucco realizzati dal vero, senza ricorrere a effetti digitali. La regia è di Martin Holzman e la fotografia di Alvar Riu. E’ stato scelto un cast professionista internazionale che vede come protagonista Noah M Matofsky, giovane attore inglese con sindrome di Down di 19 anni.

Un movimento globale per cambiare il linguaggio

La campagna non si limita al film. Fino al 21 marzo i social di CoorDown ospitano storie di persone con disabilità e delle loro famiglie, che raccontano come molte abitudini del passato siano state superate e perché sia arrivato il momento di evolvere anche nel linguaggio.

Per supportare il progetto è stato inoltre creato un agente di intelligenza artificiale, sviluppato da FAIRFLAI, pensato per aiutare gli utenti ad approfondire il tema e trovare azioni concrete per promuovere una cultura del rispetto e dell’inclusione.

Attraverso il movimento Just Evolve, CoorDown invita aziende, media, scuole, famiglie e associazioni a partecipare attivamente al cambiamento culturale. Tra le prime azioni sostenute c’è anche la raccolta firme promossa da OMAR – Osservatorio Malattie Rare – per modificare la parola minorati presente nella Costituzione italiana.

Il programma Destinazione Autonomia

Il lancio della campagna vede il sostegno di Fondazione Cariplo, impegnata nel promuovere una cultura inclusiva attraverso il programma Destinazione Autonomia. L’iniziativa, che prevede investimenti per circa 20 milioni di euro, punta a garantire la realizzazione di mille Progetti di Vita per persone con disabilità, intervenendo su ambiti fondamentali come casa, lavoro, accesso alla cultura e tecnologia.

Dal 2003 la fondazione ha già sostenuto numerosi interventi, tra cui oltre 160 progetti legati all’abitare e 35 iniziative dedicate all’inserimento lavorativo. Come spiega la vicepresidente Claudia Sorlini, una cultura che valorizza le persone è la base per costruire azioni concrete capaci di rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie. L’autonomia, sottolinea, non può essere un privilegio ma un diritto, e campagne come quella di CoorDown aiutano a diffondere valori condivisi e a stimolare un impegno collettivo.

I sostenitori

La campagna internazionale nasce in Italia con CoorDown, ed è sostenuta da Fondazione Cariplo con il contributo di diverse associazioni internazionali che ne rafforzano l’impatto a livello globale: National Down Syndrome Society, Down’s Syndrome Association UK, Canadian Down Syndrome Society, The Achieve Foundation, Together Academy, Global Down Syndrome Foundation, Down Syndrome International, AOJ Woods Foundation, New Zealand Down Syndrome Association, Down Syndrome Australia.

Ha ricevuto anche il sostegno del Comune di Vigevano, di Fondazione Compagnia di San Paolo, AB Mauri Italy Spa Società Benefit e Eco Demolizioni s.r.l. Società Benefit.

Una versione video con audiodescrizione e una trascrizione descrittiva sono state create dalla società di accessibilità ai media Scribely.

Martina Fuga, Coordown: le parole che scegliamo modellano la realtà

“Siamo consapevoli che il 90% delle volte che le persone usano queste parole non è per offendere direttamente le persone con disabilità. Ma il loro utilizzo contribuisce a creare un contesto culturale che associa la disabilità a incapacità, fallimento e marginalità. Le parole che scegliamo modellano la realtà sia quella degli altri che la nostra percezione di essa, possono includere o escludere e chiarire o confondere. Vogliamo chiedere a ogni persona che ancora oggi pronuncia queste espressioni dannose di smettere. Non perché “non si può più dire niente”. Ma perché appartengono al passato”.

Credit

Agency: SMALL

Executive Creative Directors: Luca Pannese, Luca Lorenzini

Creative Director: Paolo Montanari

Managing Director: Alberto Scorticati

Account Manager: Valeria Ravizza

Production Company: Indiana Production 

Director: Martin Holzman

Director of Photography: Alvar Riu Dolz

Executive Producer: Karim Bartoletti

Senior Producer: Silvia Bergamaschi

Assistant Producer: Barbara Romanello

Senior Post Producer: Alga Pastorelli

Production Manager: Antonio Mastellone

Production Designer: Amos Caparrotta

Stylist: Sara Gomarasca

Hair & Makeup Artist: Teresa Basili

1st AD: Alberto Calveri

Editor: Luca Angeleri

Colorist: Danilo Vittori

Post Production Audio: Bravagente

Post Produzione Video: Proxima