Mercato

Il Terzo Settore italiano ora ha il suo ‘Bloomberg’: nasce il Non Profit Data Hub di Italia non profit

Una piattaforma digitale che integra e rende interrogabili con l’intelligenza artificiale i dati del non profit italiano, colmando un vuoto storico nell’analisi dell’economia sociale
Non Profit Data Hub

A dieci anni dalla sua fondazione, Italia non profit lancia Non Profit Data Hub, una nuova piattaforma digitale che integra e mantiene costantemente aggiornati i principali dati disponibili sul Terzo settore italiano – a partire dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), dai dati del 5×1000 e Istat – trasformandoli in una banca dati navigabile e interrogabile attraverso un motore di ricerca avanzato e un agente di intelligenza artificiale.

Quali territori hanno la maggiore concentrazione di enti del Terzo Settore? Dove si distribuiscono i volontari? Come cresce il non profit e quali organizzazioni operano in specifici ambiti o territori? Sono alcune delle domande a cui la piattaforma è in grado di rispondere, colmando un vuoto informativo che per anni ha caratterizzato l’economia sociale italiana.

Un’infrastruttura informativa per l’economia sociale

Per la prima volta, le principali informazioni sul non profit italiano vengono raccolte, organizzate e rese esplorabili in modo strutturato, attraverso filtri avanzati, mappe territoriali, indicatori comparativi e strumenti di interrogazione conversazionale. L’obiettivo è portare anche nel Terzo Settore standard di accesso ai dati, analisi e tecnologia già diffusi in altri mercati.

“Con Non Profit Data Hub intendiamo contribuire a colmare un vuoto informativo che ha storicamente limitato la possibilità di analizzare in modo strutturato l’economia sociale italiana”, dichiara nella nota Giulia Frangione, co-founder e Amministratore Unico di Italia non profit. “Il nostro obiettivo è diffondere una cultura del dato anche per l’economia sociale, rendendo le informazioni più accessibili, comparabili e interpretabili”.

Dati e AI per leggere il Terzo Settore

Tra le principali funzionalità della piattaforma: la consultazione delle organizzazioni presenti nel RUNTS (con l’integrazione futura di altri registri pubblici), l’analisi della distribuzione territoriale degli enti, il confronto tra tipologie organizzative, l’analisi dei dati del 5×1000, la costruzione di benchmark e indicatori comparativi e l’esportazione dei dataset.

Gli utenti possono navigare attraverso filtri avanzati oppure interrogare direttamente il database tramite intelligenza artificiale, formulando domande e ricevendo risposte basate sui dati disponibili.

Il Terzo Settore in numeri

Il Non Profit Data Hub consente di analizzare in modo sistematico un settore che conta centinaia di migliaia di organizzazioni attive su tutto il territorio nazionale. Tra i dati che emergono:

  • Gender gap nella governance: solo il 35,9% dei legali rappresentanti degli ETS sono donne
  • Leadership generazionale: età media dei presidenti di 57 anni, con solo il 3% under 30
  • Scelte dei contribuenti: 2 contribuenti su 3 destinano il 5×1000 a un ETS, per oltre 405 milioni di euro nel 2024
  • Distribuzione territoriale: Roma, Milano e Torino concentrano quasi il 10% degli enti italiani
  • Densità associativa: alcune province arrivano a 43 enti ogni 10.000 abitanti

Accanto al database, la piattaforma include anche una sezione di data kit con analisi e visualizzazioni su temi come l’evoluzione delle Onlus, il 5×1000, il volontariato e la specializzazione territoriale delle attività sociali.

Uno strumento per istituzioni, aziende e ricerca

Il Non Profit Data Hub è pensato per supportare l’intero ecosistema dell’economia sociale. Le istituzioni possono analizzare la distribuzione territoriale del non profit e orientare le politiche pubbliche; le aziende possono comprendere meglio gli ecosistemi locali e individuare partner per progetti di responsabilità sociale; banche e fondazioni possono mappare il settore per iniziative di finanza sociale e investimento a impatto.

La piattaforma si rivolge anche a giornalisti e ricercatori, offrendo accesso a dati strutturati e indicatori utili a raccontare e analizzare l’evoluzione del Terzo Settore.