La storica casa editrice Ulrico Hoepli, punto di riferimento dell’editoria italiana da oltre 150 anni, sta attraversando una fase estremamente delicata che potrebbe portare alla liquidazione. Fondata nel 1870 e con sede nel cuore di Milano, Hoepli è conosciuta per il suo ampio catalogo di manuali tecnici, scolastici e professionali, oltre che per la celebre libreria internazionale di via Hoepli, tra le più grandi d’Italia.
Alla base della crisi non ci sono solo difficoltà economiche, ma soprattutto profonde divisioni interne alla famiglia proprietaria. La società è controllata per il 75% da Ulrico Carlo Hoepli e dai suoi tre figli, mentre il restante 25% è nelle mani dei fratelli Nava. Le tensioni tra i due rami familiari, aggravate da contenziosi civili e penali, hanno reso di fatto impossibile trovare una linea strategica condivisa, bloccando anche eventuali percorsi di salvataggio o l’ingresso di nuovi investitori.
Nel corso del 2025 il Gruppo Mondadori aveva manifestato interesse per acquisire sia la casa editrice sia la libreria, ma l’operazione non si è concretizzata a causa dell’opposizione dei soci di minoranza. Anche Feltrinelli ha valutato l’acquisto della storica libreria, salvo poi rinunciare per l’assenza di un piano industriale chiaro.
La decisione definitiva è attesa per il 25 febbraio 2026, quando l’assemblea straordinaria degli azionisti potrebbe deliberare la liquidazione volontaria. Nel frattempo, l’azienda ha avviato la cassa integrazione a zero ore per circa 100 dipendenti per un periodo iniziale di tredici settimane.