Sulle coste dell’isola di Jeju, in Corea del Sud, una delle tradizioni di pesca più antiche e affascinanti al mondo sta trovando un alleato inatteso nella tecnologia. È qui che nasce Haenyeo Safe Buddy, l’app sviluppata da Cheil in collaborazione con l’Istituto di Medicina Coreana di Jeju per proteggere le haenyeo, le storiche sommozzatrici che da secoli si immergono in apnea fino a 20 metri di profondità per raccogliere frutti di mare, affidandosi esclusivamente alla propria resistenza fisica e alla forza del gruppo.
Riconosciuta come patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO, la cultura delle haenyeo è oggi messa alla prova dall’invecchiamento della comunità e dall’aumento degli incidenti in mare. Molte delle sommozzatrici hanno superato i settant’anni e i rischi legati allo sforzo fisico, in particolare quelli di natura cardiaca, sono diventati sempre più frequenti.
Tradizionalmente, la sicurezza delle haenyeo si basava sul sunooreum, un sistema di cooperazione e mutua sorveglianza: ogni donna vegliava sulle altre durante le immersioni. Con il progressivo ridursi del numero di sommozzatrici, però, le distanze fisiche in mare sono aumentate, rendendo questa rete di protezione sempre meno efficace. Haenyeo Safe Buddy nasce proprio per colmare questo vuoto.
Come funziona l’app
L’app si collega a smartwatch indossati dalle sommozzatrici e monitora in tempo reale i parametri vitali, analizzando le variazioni della frequenza cardiaca per individuare tempestivamente segnali di pericolo. In caso di anomalie, il sistema invia automaticamente un allarme alle haenyeo presenti nelle vicinanze, permettendo un intervento immediato nei minuti più critici, spesso decisivi per salvare una vita. Oltre agli alert automatici, l’app dispone anche di un pulsante di emergenza che consente di attivare rapidamente una risposta coordinata, coinvolgendo le associazioni locali e i servizi di soccorso.